La canzone omonima, dicevano quelli che facevano le hit-parade. O la-canzone-che-dà-il-titolo-al-disco. Parla di un semaforo, o di una ragazza. Dice che le cose passano, cambiano, succedono, vanno e vengono, “ma io non vado da nessuna parte”. Del semaforo si sa poco; la ragazza è israeliana, di genitori che vengono dalla Russia e da Giava, e vive a Parigi. Anche le altre canzoni sono languide e soporifere, come le avesse scritte Carla Bruni. Salirà la marea, e io non andrò da nessuna parte.
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