Archivi del mese: aprile 2004

Coco Rosie – La maison de mon r

Dura poco più di un minuto, e non è la sola bella canzone del disco, forse non è nemmeno la più bella, è troppo breve. Parla di cavarsela da soli, o di mandare a quel paese chi ti sfrutta, o … Continua a leggere

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Keren Ann – Not going anywhere

La canzone omonima, dicevano quelli che facevano le hit-parade. O la-canzone-che-dà-il-titolo-al-disco. Parla di un semaforo, o di una ragazza. Dice che le cose passano, cambiano, succedono, vanno e vengono, “ma io non vado da nessuna parte”. Del semaforo si sa … Continua a leggere

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No! Kim no!

“Procurami una sega”. Ogni grande opera letteraria ha le sue battute immortali. Le ascolti, e capisci che non le scorderai mai più. L’anno scorso mi è successo due volte. La prima, quando Papplardo estrasse dal cappello una delle frasi più … Continua a leggere

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Cosa resterà

E quindi gli anni Ottanta non sarebbero quella cuccagna di volatili eccitazioni – i Duran Duran, Deejay Television, il mondiale spagnolo, Mork e Mindy, gli A-ha e Kid Creole, Rambo e John Belushi – che poi avrebbero costituito le solide … Continua a leggere

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La tivù da leggere

L’ho capito guardando la CNN. Quando zompando di canale in canale arrivo sulla CNN, ho un riflesso condizionato e abbasso lo sguardo di un paio di gradi, verso la base del teleschermo (ma si dice ancora teleschermo, o è una … Continua a leggere

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