Avete presente quelle band che vi pare di seguire solo voi, che per accidente avete comprato il loro primo disco e che da allora continuate, e vi piacciono sempre un po’, anche se al resto del mondo pare non fregargliene di meno? Sono accidenti, batter d’ali, e vi affezionate a certi e ad altri no. Beh, io ho gli Ocean Colour Scene. Sono inglesi, sono arrivati dopo gli Oasis, ma sono molto più bravi, con una miscela di chitarre rock e melodie sdolcinati e coretti assai più efficace e creativa. Il loro “Moseley Shoals” per me era bellissimo.
Poi hanno fatto altri dischi, sempre discreti, non memorabili: con qualche canzone eccellente ciascuno. In Gran Bretagna hanno un loro pubblico e i critici li hanno sempre trattati bene, malgrado un certo esaurimento della vena creativa.
Ora è uscito un live con 19 canzoni – “One for the road” – abbastanza simili alle versioni originali, un po’ più ruvide. La versione di “Profit in peace” con il coro del pubblico è notevole:
“Hey, hey, hey, we don’t wanna fight no more…”
Perdonami Luca ma Definitely maybe che dovrebbe essere il primo album degli Oasis è del 94 mentre Ocean Color Scene è del 92. Senza contare che gli OCS sono usciti con Sway singolo fighetto nel 90. Massimo
Delicious/wittgenstein.it- Il Post è un giornale che racconta storie e spiega le coseDistanti saluti […]
- Wikicollecting: the community for collectorsWikicollecting […]
- Tweeting the newsBBC News […]
- Roger Ebert celebra Groundhog DayRogerebert […]
- Nagging in Marriage Is More Common Than Adultery But Can Also Lead to DivorceWall Street Journal […]
- Il New York Times sulla chiusura di Rai CorporationNew York Times […]
- La festa di compleanno di Philip GlassIl Post […]
- Come cambia il giornalismo: che senso ha parlare ancora di “pubblicare”?CyberTeologia […]
- Copying Is Not StealingSlate […]
- Le foto bellissime di Vanessa Redgrave, che ha 75 anniIl Post […]
- Il Post è un giornale che racconta storie e spiega le cose
Radio Wittgenstein
Categorie
Archivi



