La competizione sul risultato dei referendum ha ormai due oppositori maggiori: i sostenitori del sì e i sostenitori dell’astensione al fine di invalidare il risultato. I sostenitori del no, che pensano – come è giusto – di affidare a un sistema democratico la decisione sulle leggi, sono stati schiacciati da chi propone di defilarsi, come il bambino che ha il pallone e che non vuole far giocare gli altri. Lo stesso capita di chi si astiene a ragioni vedute, intruppato suo malgrado in questa deviazione del dibattito.
In questa partita col trucco, la par condicio – che dovrebbe essere uno strumento di equilibrio tra le campagne – diventa invece un arbitro di parte, perché favorisce la disinformazione e l’indifferenza. In un referendum, e ancor più in uno così complesso, ciò che più rende equo il confronto, è che se ne parli. Un regolamento che prescrive che se ne parli poco è un imbroglio
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