Probabilmente queste cose sono discusse da tempo in certi forum di fanatici che ora mi affretterò a frequentare, ma riporto alcune considerazioni dubbiose sulla perfezione enigmistica del Sudoku, di cui si stanno tessendo lodi di marketing forse un po’ troppo sperticate, per quanto sia appassionante.
Primo, non è un gioco “perfetto”. Il giocatore è passivo di fronte a delle variabili che sono indipendenti da lui, ovvero la formulazione dello schema. Che un gioco non implichi fortune o casi, è già buona cosa, ma deve anche porre ogni partita su un medesimo piano. Altrimenti ciascuna fa storia a sé e non è confrontabile con le altre: non si possono registrare progressi, il giocatore non sfida la realtà, ma sfida qualcuno che ha progettato lo schema. E ogni schema ha un diverso grado di difficoltà, che deriva da questo arbitrio.
Secondo, gli manca un altro attributo di “perfezione”: ovvero che la soluzione sia unica. Ufficialmente ve lo vendono come tale – ogni schema ha una e una sola soluzione – ma nella maggior parte dei casi, soprattutto quelli facili, non è vero. Qualsiasi coppia di coppie di numeri uguali appartenenti a due righe e due riquadri diversi ma sulla stessa colonna (o due colonne e due riquadri ma sulla stessa riga), sono scambiabili tra loro. E così a occhio potrebbero esistere anche combinazioni più complesse altrettanto scambiabili. Per capirsi, se una colonna ospita un 8 e un 2, e un’altra colonna ospita un 2 e un 8 alle stesse altezze, e in uno stesso riquadro, le due coppie si possono sostituire. È quello che succedeva per esempio con lo schema più facile su Repubblica di ieri.
Da questo consegue che la soluzione non è una sola, e quindi non obbedisce a una scelta sola. È sempre logica, ma una logica con più possibilità.
Per ora. lo schema teorico che immagino più “perfetto” è quello che abbia come criteri che esista una sola soluzione possibile, e che contenga sempre lo stesso numero minimo di cifre di partenza
(aggiornamento: lo schema avanzato di Repubblica ho cominciato a tirarlo a caso dopo appena undici cifre sicure, e alla fine torna lo stesso. Boo)
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