È natale anche per Pierluigi Diaco:
Lo avete appreso ieri dalle pagine pubblicitarie del Foglio, oppure l’avete letto sui giornali osentito in qualche radio. Dal 16 gennaio torno in televisione, dopo essere stato cacciato dalla Rai per opera di quella sinistra massimalista che non riesce mai a guardare in faccia il talento e la libertà d’espressione, soprattutto quando questa non sa essere organica. Da metà gennaio tutti i lunedì e mercoledì condurrò Era Rai 21.15, lafotocopia più corsara e spregiudicata di quella Rai 21.15 che fino a qualche settimana fa guidavo sulla all news del servizio pubblico, Rai News24. Ho scelto quindi di accettare la proposta dell’editore Lucio Garbo di traslocare su Canale Italia, una piccola, dignitosa e vivace tv privata, che, per chi avesse anche il privilegio di avere il satellite,si può vedere sul canale 883 di Sky. Ho scelto Canale Italia perché chiunque al mio posto avrebbe accettato la proposta allettante di Anna La Rosa di condurre una rubrica fissa all’interno del suo nuovo programma su Raidue, proposta pervenutami qualche giorno fa dal direttore delle Tribune parlamentari, pur di rimanere con uno zampino dentro Viale Mazzini, magari aspettando condizioni politiche più favorevoli. Ma non aveva senso per un ragazzo di 28 anni – che fa il giornalista e sa fare il paraculo anche molto bene quando conviene, ma soprattutto quando c’è bisogno di difendersi dalle lusinghe miserevoli dei colleghi più adulti – accettare il compromesso di una Rai vittima in alcuni casi di un livello di pigrizia e improvvisazione molto alto. Quindi, meglio ricominciare da capo, meglio insistere, meglio compromettersi con una rete corsara e sincera, meglio dare prova di sé in una condizione poco privilegiata e più clandestina. Ma stavolta ho bisogno divoi, cari lettori. Dal 16 gennaio, il lunedì e il mercoledì, dalle 21.15 alle 22.30 accendete Canale Italia e spegnete la Rai
Il Foglio