“Le polemiche sull’attribuzione di voti decisivi per l’elezione di Franco Marini alla presidenza del Senato hanno un precedente ancora più clamoroso. Risale a 12 anni anni fa, quando Berlusconi avvia il suo primo governo che durerà poi otto mesi. È il 16 aprile 1994, a contendersi la poltronissima di Palazzo Madama sono Giovanni Spadolini, presidente del Senato uscente, sostenuto dalla sinistra, e Carlo Scognamiglio, il candidato di Berlusconi. Alle 12 la situazione è di perfetta parità: 159 a 159. Alla fine però vince Scognamiglio per un voto grazie a una scheda inizialmente ritenuta non valida, dove c’è scritto «Scogna» in caratteri microscopici e «MIGLIO» in caratteri cubitali. Il voto viene in un primo momento accantonato. Tra l’altro Gianfranco Miglio era allora un senatore della Lega Nord e l’indicazione volutamente diversa della parte finale del cognome di Scognamiglio poteva prendere il voto nullo. Invece poi fu considerato valido e proprio quel voto cambiò la storia del Senato. Pochi mesi dopo, in agosto, Giovanni Spadolini muore per un male che lo torturava da tempo”
Corriere.it
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