Non ho ancora capito cosa significhi che Billy Joel e Bryan Adams suoneranno insieme al Colosseo, la settimana prossima. A rigor di logica, il secondo dovrebbe intervenire tra una canzone e l’altra del primo per spolverare i tasti bianchi e quelli neri. Billy Joel è uno dei più grandi esponenti della cosca perdente dei cantautori rock, quella del pianoforte: assieme a Joe Jackson e Randy Newman. Quando ha capito che aveva detto quello che aveva da dire, tredici anni fa, ha smesso di incidere dischi nuovi. Questa primavera, al Madison Square Garden, ha fatto il record di dodici tuttoesauriti consecutivi (ne è uscito un doppio live, con una scelta di canzoni non formidabile: ma era l’ennesimo doppio live). È sua la più bella canzone su New York della storia, che non è “New York, New York” (si chiama “New York state of mind”). E ha scritto uno dei più bei titoli di canzone di sempre. “I’ve loved these days”.
Vanity Fair
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