Rimuginavo ancora sul successo ormai traboccato del cosiddetto “po-po-po” (già il nome mantiene l’Italia del 2006 incatenata a quella dei film di Alberto Sordi) e del conseguente boom di vendite postume del disco dei White Stripes. Dite che dopo le canzoni decollate attraverso la radio, e poi attraverso le pubblicità, e poi attraverso le suonerie dei telefonini, siamo a quelle lanciate negli stadi? All’uscita di un nuovo singolo, addetti al marketing delle case discografiche si mescoleranno agli ultras delle curve per incitarli a intonare un coro precompilato sulle note del nuovo singolo? E poi comunicati stampa aziendali sull’”inatteso fenomeno”? E giornali che li pubblicano tal quali? Santi numi.
Vanity Fair
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