Con chi stiamo, nella questione tra Starbucks e il governo Etiope? Con gli etiopi che volevano brevettare il nome dei loro caffè e ottenerne dei soldi provvidenziali per un paese africano povero, o con la sentenza americana che glielo ha impedito, su insistenza di Starbucks, di fatto limitando la proliferazione delle pretese di copyright di qualsiasi cosa? (di certo, però, “Frappuccino” è brevettato)
Guardian
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