La fiera risposta di Prodi sulla ragion-di-stato, a proposito dell’indifferenza nei confronti del Dalai Lama, è una fesseria di cui vergognarsi. E non perché la ragiondistato sia criticabile di per sé, o perché lo Stato non abbia le sue ragioni.
Il fatto è che la ragiondistato, a interpretarla correttamente, imporrebbe di accogliere il Dalai Lama e dargli un segno della nostra solidarietà: quello è lo Stato che vorremmo, e le ragioni che gli attribuiamo.
La ragiondistato di Prodi è quella di uno stato cinico, gretto e vile, in cui abbiamo vissuto abbastanza senza bisogno che arrivasse Prodi a rinnovarne le ragioni e le retoriche
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