Ho l’impressione che il tappo fossile del Partito Democratico rischi di sgretolarsi prima di saltare: ma qualche tremolio comincia a scuoterlo. L’altroieri un colpetto glielo ha dato Gianni Cuperlo:
Gianni Cuperlo attraversa il palco della presidenza del Pd. Ha appena finito di dire a Veltroni e a tutto il gruppo dirigente che, con «i loro grandi meriti e i loro limiti», dovrebbero prendere atto della situazione e lavorare per «lasciare alle nuove generazioni la leadership». Imperturbabile saluta il segretario, poi va avanti. Piero Fassino lo placca: «E’ quello che ho fatto io», gli dice, con tale veemenza che la sua voce si sente anche sotto il palco. Il suo interlocutore sorride e risponde: «Non è vero, visto che tu e altri state ancora qui»
Corriere della Sera, Gianni Cuperlo
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