Our best

Non mi sarei soffermato a ringraziare i molti – davvero molti – che hanno scritto condividendo le cose che avevo messo insieme in questo post, se non fosse che questa condivisione è di per sé interessante, e forse confortante. E se non fosse che, due giorni dopo che avevo scritto

Io invece sto dicendo che in Italia le classi e le persone deputate a essere modello per gli altri se la sono data a gambe, e anzi hanno preso a modello le mediocrità più comuni. Come ho scritto altre volte, i leader politici eletti non sono più persone “migliori di noi” (e votate per questo), ma uguali a noi (facendosene un vanto), e anche peggiori di noi (per il nostro compiacimento)

dall’altra parte del mondo qualcun altro ha scritto (e dubito che mi legga)

Second, and more importantly, Palin’s everyday qualities are supposed to be an actual electoral and governmental asset – as when Kristol writes (this time in the Times) that by picking a real-live “Wal-Mart Mom,” John McCain might have a decisive number of voters saying, “It’s about time.” Reverse snobbery is the new snobbery: the way to win an election and govern a country is by seeming as ordinary as the limits of credulity allow.

Vi consiglio anche il resto, Conor Clarke sul sito dell’Atlantic Monthly

Altre cose:

Un commento su “Our best

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