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    Sul popolare giornale online che si chiama Slate è uscito un articolo che rifletteva sulla crescente diffusione di trailer cinematografici dai contenuti per adulti, e sulla loro efficacia. Di recente, pare, i censori americani hanno allargato le maglie: e consentono ai trailer di citare anche battute e scene più ardite tra quelle contenute nel film che promuovono. Limitandosi a farli precedere da un avviso rosso che li consiglia a un pubblico maggiorenne. L’articolo si chiedeva quale sia l’equilibrio giusto nel montare simili trailer: mostrare poche scene “forti” per non spaventare certi potenziali spettatori, o molte per attrarne altri?
    In generale, i trailer dei film sono una forma creativa e artistica molto interessante, ma poco coltivata e sperimentata. A differenza dei video pubblicitari in altri mercati, o dei videoclip musicali, si ritiene evidentemente che la loro costruzione debba essere più prudente: e non si sono mai cercate grandi novità. Si montano un po’ di scene, si cerca di far capire la storia, si mette una tenebrosa voce fuori campo che usa sempre le solite espressioni e cliché (“In un mondo dominato da eccetera…”). Si lavora un po’ con le musiche, pescandole anche fuori dalla colonna sonora del film. Un lavoro da professionisti, spesso ben fatto, ma di poca inventiva.
    C’è di mezzo il dover far capire la storia, direte voi, e più di tanto non si può inventare. Può darsi. Ma provare a fa qualcosa di nuovo è sempre una buona idea.

    1 ottobre 2008 | permalink | Cartastampata, Vanity Fair

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    Un link a “Pezzetti”

    1. Video Drive Blog » Pezzetti Says:
      ottobre 1st, 2008 at 10:10

      [...] sconosciuto: [...]