Dura la vita del columnist
Il pezzo di Timothy Garton Ash tradotto in prima su Repubblica di oggi è un esempio notevole di come la stragranparte dei giornalisti da carta stampata vada allo sbaraglio sul raccogliere informazioni su ciò che scrivono, in particolare su internet (una rubrichista italiana oggi – dico oggi – fa il suo pezzetto rivelando secondo lei che Joe l’idraulico non ha la licenza di idraulico). Garton Ash cita come vera la storia – smentita da giorni – che qualcuno abbia urlato “uccidetelo” nei confronti di Obama a un comizio di Sarah Palin. Poi usa come argomento della sua tesi (che pretende originalissima: ovvero la rivelazione, oggi, che si teme per la vita di Obama) il fatto che su Google si sia cercato molto “assassinate Obama”. Ma ammesso che sia vero – lo stesso Garton Ash dice di averlo letto su un blog non meglio definito – è probabilmente perché in quei giorni circolava la suddetta storia sul comizio.
Su tutto questo sta l’idea di scrivere un articolo sui seguenti due temi: il fatto che l’autore si sia convinto che Obama è bravo, e il fatto che l’autore abbia il coraggio di scrivere che Obama è in pericolo.
« Ponzio Polito | Home | Fregarsi le mani »

