Non eravamo felici, insieme?

L’intervista a Walter Veltroni su Repubblica oggi sarebbe anche condivisibile su tutto quello che “il PD deve essere” e tutto quello che “si deve fare”. Solo che basta una domandina a far cadere questo castello di buonsenso: perché non lo si è fatto finora? Perché non lo si fa? Possibile che un segretario e un coordinamento di soloni si facciano – nella loro versione – mettere in scacco dalle chiacchiere di Latorre e dalle minacce di D’Alema? Chi lo governa questo partito, chi lo ha governato finora, io?
Detto questo, c’è un passaggio che mi ha fatto persino tenerezza. Se si va a votare “o con me o contro di me” potrei essere con Veltroni solo per questo. 

La Summer School è stata un successo. La nostra tv sta andando benissimo. Il Circo Massimo è stato un trionfo. Abbiamo vinto le elezioni in Trentino e in Alto Adige. Abbiamo gioito per la vittoria di Obama, perché qui qualcuno aveva intuito che era uno straordinario seme di futuro. Siamo risaliti di 4 punti nei sondaggi mentre Berlusconi ha cominciato a cadere. Insomma, tutto stava andando per il meglio.

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