Oggi Bersani, divenuto insofferente della leadership di Veltroni, dice – lo riporta Repubblica – di aver fatto “una cavolata” (sic!) a non candidarsi alle primarie.
Può dirlo forte. Ma ricordiamoci anche che non fu una disattenzione, o una riflessione superficiale. Fu un deliberato cedimento ai peggiori meccanismi traffichini tipici tuttora di una parte del partito, dopo accurate considerazioni. Fu una scelta. Se fu “una cavolata”, Bersani ne dovrebbe trarre una lezione per il futuro.
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