Comportarsi bene

Davide Rossi, quello di Univideo, della proposta Carlucci, dei paninari, eccetera, comincia a sentirsi perseguitato dalla rete: un po’ come accadde al buon Luca Luciani di Telecom, quello di Napoletone (che peraltro non se l’era andata a cercare). Io ho l’impressione che non si debba esagerare, in nessun senso: Rossi è stato solo preso in giro per cose che lui stesso ha detto e fatto e rivendicate. Non mi pare che gli abbiano “sputato addosso” come dice lui, ma lui lo saprà meglio di me e in quel caso ha esagerato qualcun altro. Ma non se la prenda con internet. A me una volta hanno scritto “assassino” sul citofono di casa, ma non ho per questo chiesto di abolire i citofoni.
Quello che fa internet in questo è altri casi è attribuire a ciascuno le responsabilità di quello che fa e dice. Di certo prima di internet Rossi avrebbe potuto cercare di gabellare un’iniziativa lobbystica a favore dei suoi associati per battaglia antipedofilia, avrebbe potuto cercare di convincere il pubblico di una conferenza che internet non serve all’umanità e che richiede regole e principi diversi da quelli che abbiamo condiviso finora, avrebbe potuto far dimenticare il suo buffo – buffo, niente di più – curriculum da esegeta dei paninari.
Ma queste sono tutte cose che Rossi ha fatto con consapevolezza e deliberatezza, e non può pretendere che non gli se ne chieda conto, con modi civili e qualche motivata presa in giro.

A meno che ciò di cui Rossi si lamenta non sia che avrebbe voluto – di concerto con una deputata compiacente – preparare una legge che tutelasse i suoi interessi e farla passare per difesa dei bambini dagli orchi, senza che nessuno se ne accorgesse. Questo, lo dico con la simpatia del caso e indossando un Moncler arancione consumato, internet non lo consente più. Quello là di Piazzale Loreto non lo trattarono bene, quel giorno: ma non si può dire che non se la fosse cercata.

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