Lo so, è un discorso vecchio e noioso quello sul conformismo dei nomi dei bambini metropolitani, negli ultimi decenni: tutte quelle Giulia e Martina e Tommaso eccetera.
Ma lo racconto lo stesso: ieri sera abbiamo fatto un confronto familiare di foto delle elementari. In classe mia, negli anni Settanta, c’erano: Marco, Massimo, Paolo, due Silvia, Laura, due Andrea, Riccardo, Antonio. I nomi più normali del mondo, direi io. In nessuna delle due classi dei miei figli c’è un bambino con questi nomi. Neanche un Giovanni, nè uno Stefano.
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