Visto che in questi giorni siamo in argomento (poi scriverò una cosa più articolata sui reali limiti dei blog, e di quelli italiani; ma non in paragone con gli assai peggiori difetti del giornalismo tradizionale) volevo notare un caso esemplare della differenza di interessi tra chi fa informazione online (e chi la legge) e chi fa i giornali (e chi li legge): ovvero la notizia che Valery Giscard D’Estaing abbia scritto un libro da cui si evincerebbe la possibilità di un suo flirt con Lady Diana. La notizia era una fesseria portentosa, ma soprattutto – malgrado sui quotidiani sia arrivata persino in prima pagina – agli occhi dei frequentatori di internet era assolutamente irrilevante. Nessun link, nessun commento, inesistente nelle classifiche dei temi più discussi. E invece, è esattamente il genere di background in cui è cresciuto chi fa i quotidiani: personaggi istituzionali di generazioni passate, di culture passate, case regnanti, pettegolezzo, roba di cui discutere a Cortina mentre si raffredda il vin brulé.
Delicious/wittgenstein.it- Il Post è un giornale che racconta storie e spiega le coseDistanti saluti […]
- Wikicollecting: the community for collectorsWikicollecting […]
- Tweeting the newsBBC News […]
- Roger Ebert celebra Groundhog DayRogerebert […]
- Nagging in Marriage Is More Common Than Adultery But Can Also Lead to DivorceWall Street Journal […]
- Il New York Times sulla chiusura di Rai CorporationNew York Times […]
- La festa di compleanno di Philip GlassIl Post […]
- Come cambia il giornalismo: che senso ha parlare ancora di “pubblicare”?CyberTeologia […]
- Copying Is Not StealingSlate […]
- Le foto bellissime di Vanessa Redgrave, che ha 75 anniIl Post […]
- Il Post è un giornale che racconta storie e spiega le cose
Radio Wittgenstein
Categorie
Archivi




Pingback: Panico e sgomento tra un certo "tipo" di giornalisti (o presunti tali) | Plumfake
Pingback: Guia Soncini » Archivio del blog » Liviaturchismi (ovvero: del fatto che, per quanto siano fatti male i giornali italiani, avrebbero persino margini di peggioramento, se a farli fossero quelli che li criticano)