Nelle cose del caso Marrazzo, mi fa impressione – tra le altre cose – la sfacciata capacità delle storie italiane di contenere candidamente ogni verità e il suo contrario.
Adesso sappiamo che la signora Masi ha dichiarato al giudice che il signor Angelucci è andato nel suo studio a vedere il video di Marrazzo, per esempio.
E poi sappiamo che il signor Angelucci ha diffuso una nota in cui dice di “non essersi mai recato nell’Agenzia PhotoMasi, non aver mai conosciuto, incontrato o parlato con la signora Masi e non aver mai visionato il filmato relativo alla vicenda”.
E oplà.
Poi sappiamo che Berlusconi ha chiamato Marrazzo dopo che sua figlia lo aveva avvisato del video e del fatto che la Mondadori non lo avrebbe usato (“perché Mondadori non è Repubblica e non è l’Espresso”).
Ma sappiamo anche che la signora Masi ha detto che Signorini le chiese “di fermare tutto perché Panorama era molto interessato e dovevano decidere chi doveva pubblicare tutto”.
E oplà.
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