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	<title>Commenti a: Ognuno ha la sua croce</title>
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	<description>Piove sui giusti e sugli iniqui. E cosa c&#039;entriamo noi nel mezzo?</description>
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		<title>Di: Ognuno ha la sua croce &#124; il blog di Giorgio Montanari - Consigliere Comunale a Imperia</title>
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		<dc:creator>Ognuno ha la sua croce &#124; il blog di Giorgio Montanari - Consigliere Comunale a Imperia</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Nov 2009 11:17:04 +0000</pubDate>
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		<description>[...] Scrive Luca Sofri: Nella discussione sul crocefisso nelle aule delle scuole pubbliche c’è un altro argomento che mi pare del tutto campato in aria. Ed è quello per cui la sentenza che chiede di rimuoverlo servirebbe a tutelare i bambini di altre fedi religiose (o di nessuna), che si porta dietro quindi tutta una serie di obiezioni altrettanto insensate (l’argomento sta dentro la sentenza stessa, che ha maggiori doveri sui principii). Oggi ne scrive tra gli altri Vito Mancuso su Repubblica, sostenendo in sostanza due cose: che i simboli fanno bene, meglio di un muro spoglio, e che anche i non cristiani traggono arricchimento dal confronto con una fede diversa. Sulla seconda cosa Mancuso cita l’opera in questo senso di Feuerbach, Nietzsche e Bloch, che come paragoni di riferimento per l’esperienza dei bambini in età scolare mi sembrano piuttosto azzardati. [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] Scrive Luca Sofri: Nella discussione sul crocefisso nelle aule delle scuole pubbliche c’è un altro argomento che mi pare del tutto campato in aria. Ed è quello per cui la sentenza che chiede di rimuoverlo servirebbe a tutelare i bambini di altre fedi religiose (o di nessuna), che si porta dietro quindi tutta una serie di obiezioni altrettanto insensate (l’argomento sta dentro la sentenza stessa, che ha maggiori doveri sui principii). Oggi ne scrive tra gli altri Vito Mancuso su Repubblica, sostenendo in sostanza due cose: che i simboli fanno bene, meglio di un muro spoglio, e che anche i non cristiani traggono arricchimento dal confronto con una fede diversa. Sulla seconda cosa Mancuso cita l’opera in questo senso di Feuerbach, Nietzsche e Bloch, che come paragoni di riferimento per l’esperienza dei bambini in età scolare mi sembrano piuttosto azzardati. [...]</p>
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