“Grazie a Kindle, emergono le differenze tra i titoli dei giornali italiani e quelli americani”

Una delle maggiori differenze tra i giornali italiani e quelli – ad esempio – americani, l’ho percepita improvvisamente usando Kindle, e la sua visualizzazione dei giornali attraverso un indice di articoli successivi: ed è il modo di fare i titoli.
Sostanzialmente, i giornali americani titolano gli articoli in modo da dare una sintesi estrema della notizia che contengono: il titolo deve bastare a capire qual è la notizia e quale il contenuto principale dell’articolo. I giornali italiani, invece, in grande prevalenza scelgono titoli che attirino l’attenzione, a costo di trascurare la loro corrispondenza non solo col nocciolo dell’articolo, ma a volte persino con la verità dell’articolo. Il caso più lampante sono i titoli fatti con virgolettati – spesso inventati – o con formule tipo “Io, nell’inferno di eccetera”, “E eccetera”, “Se eccetera”. In Italia è difficile che si titoli un articolo “Il PM chiede l’ergastolo per gli accusati dell’assassinio di Meredith Kercher”, frase che contiene il massimo di informazioni necessarie in un titolo. Più facile che il titolo sia “Hanno ucciso Meredith: ergastolo” o “Il pm: Amanda e Raffaele meritano l’ergastolo”. O per un articolo che gli americani titolerebbero “Una testimone rivela in tv che Marcinkus vide Emanuela Orlandi durante il sequestro”, noi abbiamo il titolo “Marcinkus venne da Emanuela durante il sequestro”.
L’ho notato soprattutto su Kindle perché dovendo scegliere dai titoli quali articoli siano interessanti da aprire, questo mi è impossibile con la maggior parte dei titoli italiani: sono ad effetto, ma spesso non si capisce a cosa si riferiscano, o non hanno contesto: “violentata per ore, preso immigrato”. E il metodo è altrettanto respingente per un lettore non abituale. Se siete stati in vacanza un mese senza seguire le cose italiane, e leggete i titoli di un quotidiano, non capite di cosa parlino i tre quarti degli articoli.

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