FriendFeed è un social network piuttosto frequentato anche se di certo non così mainstream e di successo come i suoi parenti più celebri: ad alcuni di noi piace proprio perché ha funzioni più semplificate ed essenziali, e comunità più familiari (anche se ormai cospicue: quelli che leggono le mie cose sono quasi mille, ormai): e questo aiuta anche a non diventarne vanamente dipendenti (poi c’è chi ci riesce, come con tutto). Qualche tempo fa proposi una discussione sull’anonimato in rete, che fu ai miei occhi interessante: io ne sono un solido critico, ma consento alcuni buoni argomenti e la libertà per ognuno di fare come vuole. Diciamo che metterci la faccia e il nome non è per me un dovere, ma una buona maniera che vale la pena incentivare. Quindi a un certo punto ho cominciato ad accettare su FriendFeed solo le subscriptions di chi avesse un nome e un cognome o fosse per me riconoscibile e noto: anche per mantenere quell’affidabile clima di confidenza, diverso dall’anonimo “fare amicizia” con le moltitudini ignote di altri luoghi. Lo scrivo anche qui, in modo che coloro che non hanno ricevuto una mia risposta ne abbiano una spiegazione.
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