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	<title>Commenti a: Col senno di prima</title>
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	<description>Piove sui giusti e sugli iniqui. E cosa c&#039;entriamo noi nel mezzo?</description>
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		<title>Di: intones</title>
		<link>http://www.wittgenstein.it/2010/03/30/col-senno-di-prima/comment-page-4/#comment-3442</link>
		<dc:creator>intones</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Apr 2010 15:08:39 +0000</pubDate>
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		<description>Egregio signor Sofri, non sono per nulla d&#039;accordo con lei. Ecco alcuni dati dimostrano che il suo ragionamento fa acqua da tutte le parti. L&#039;IdV si è opposto con forza al berlusconismo (lo chiami pure antiberlusconismo se vuole) ed è passato in pochi anni dall&#039;1% all&#039;8%. Grillo idem: dallo 0% al 3% a livello nazionale presentandosi in sole 5 regioni. Il PD non si è mai veramente opposto al modello berlusconiano ed è passato dal 35% al 26%, forse &quot;ha tenuto&quot; in quest&#039;ultima votazione perché ha cominciato a dire qualcosa, anche se molto timidamente. Gli italiani che non si riconoscono col modello berlusconiano vogliono un&#039;alternativa, non un partito fotocopia sulle stesse posizioni dell&#039;originale!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Egregio signor Sofri, non sono per nulla d&#8217;accordo con lei. Ecco alcuni dati dimostrano che il suo ragionamento fa acqua da tutte le parti. L&#8217;IdV si è opposto con forza al berlusconismo (lo chiami pure antiberlusconismo se vuole) ed è passato in pochi anni dall&#8217;1% all&#8217;8%. Grillo idem: dallo 0% al 3% a livello nazionale presentandosi in sole 5 regioni. Il PD non si è mai veramente opposto al modello berlusconiano ed è passato dal 35% al 26%, forse &#8220;ha tenuto&#8221; in quest&#8217;ultima votazione perché ha cominciato a dire qualcosa, anche se molto timidamente. Gli italiani che non si riconoscono col modello berlusconiano vogliono un&#8217;alternativa, non un partito fotocopia sulle stesse posizioni dell&#8217;originale!</p>
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		<title>Di: cataldo</title>
		<link>http://www.wittgenstein.it/2010/03/30/col-senno-di-prima/comment-page-4/#comment-3411</link>
		<dc:creator>cataldo</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Apr 2010 18:31:17 +0000</pubDate>
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		<description>In un Paese a maggioranza moderata e di destra come è l&#039;Italia da decenni non credo avra&#039; più molta presa una politica ondivaga e incomprensibile. Ondivaga come lo è stata quella del PD nell&#039;ultimo anno ma come lo è stata quella di tutta la sinistra negli ultimi 15 anni. Ricordiamoci le esperienze di governo della sinistra. Oltre all&#039;entrata nell&#039;Euro di Prodiana memoria, qualcuno ricorda cambiamenti epocali prodotti da quei governi di cui anche la massaia di Forlì può ricordarsi? Io ricordo solo che avendo Sindaco di Roma, Presidente della Provincia, Presidente della Regione Lazio, Presidente del Consiglio e Presidente della Comunità europea, a Roma, non abbiamo fatto cose straordinarie, anzi. Allora? Credo che vada semplicemente cambiata l&#039;idea che spetta a noi riportare i conti a posto senza cambiare nulla. Rimettere a posto i mobili dopo la &quot;festa della destra&quot;. Forse è il caso di iniziare a pensare che governare significa cambiare, trasformare e non gestire. Su questo sono più bravi gli altri.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>In un Paese a maggioranza moderata e di destra come è l&#8217;Italia da decenni non credo avra&#8217; più molta presa una politica ondivaga e incomprensibile. Ondivaga come lo è stata quella del PD nell&#8217;ultimo anno ma come lo è stata quella di tutta la sinistra negli ultimi 15 anni. Ricordiamoci le esperienze di governo della sinistra. Oltre all&#8217;entrata nell&#8217;Euro di Prodiana memoria, qualcuno ricorda cambiamenti epocali prodotti da quei governi di cui anche la massaia di Forlì può ricordarsi? Io ricordo solo che avendo Sindaco di Roma, Presidente della Provincia, Presidente della Regione Lazio, Presidente del Consiglio e Presidente della Comunità europea, a Roma, non abbiamo fatto cose straordinarie, anzi. Allora? Credo che vada semplicemente cambiata l&#8217;idea che spetta a noi riportare i conti a posto senza cambiare nulla. Rimettere a posto i mobili dopo la &#8220;festa della destra&#8221;. Forse è il caso di iniziare a pensare che governare significa cambiare, trasformare e non gestire. Su questo sono più bravi gli altri.</p>
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		<title>Di: sterosso</title>
		<link>http://www.wittgenstein.it/2010/03/30/col-senno-di-prima/comment-page-4/#comment-3377</link>
		<dc:creator>sterosso</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 04 Apr 2010 17:16:10 +0000</pubDate>
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		<description>Io credo che il motivo per cui Berlusca vince è semplice e sempliciotto...ha il controllo delle tv e  dei tg nazionali, compra spazi sulle radio...compra l&#039;intervento della chiesa....di fronte a questa &#039;&#039;superpotenza mediatica&#039;&#039; e di fronte ad un elettorato culturamente e moralmente sottosviluppato, il centrosinistra può vincere solo sotto la guida di una persona  con un  fortissimo carisma , che si rivolga allo zoccolo duro dell&#039;elettorato di sinistra con seri programmi di solidarietà sociale  , ma attenzione ....all&#039;italiano medio devo promettere gnocca ed evasione fiscale, botte agli extracomunitari e tanto tanto amore per tutti.....l&#039;Italia che esce fuori dalle ceneri berlusconiane è questa...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Io credo che il motivo per cui Berlusca vince è semplice e sempliciotto&#8230;ha il controllo delle tv e  dei tg nazionali, compra spazi sulle radio&#8230;compra l&#8217;intervento della chiesa&#8230;.di fronte a questa &#8221;superpotenza mediatica&#8221; e di fronte ad un elettorato culturamente e moralmente sottosviluppato, il centrosinistra può vincere solo sotto la guida di una persona  con un  fortissimo carisma , che si rivolga allo zoccolo duro dell&#8217;elettorato di sinistra con seri programmi di solidarietà sociale  , ma attenzione &#8230;.all&#8217;italiano medio devo promettere gnocca ed evasione fiscale, botte agli extracomunitari e tanto tanto amore per tutti&#8230;..l&#8217;Italia che esce fuori dalle ceneri berlusconiane è questa&#8230;</p>
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		<title>Di: ilmoro</title>
		<link>http://www.wittgenstein.it/2010/03/30/col-senno-di-prima/comment-page-4/#comment-3317</link>
		<dc:creator>ilmoro</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Apr 2010 21:29:20 +0000</pubDate>
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		<description>a mio avviso l&#039;opposizione non può che essere anti berlusconiana, non fosse altro che per il fatto che B. personifica l&#039;intero schieramento di governo (ne vedremo delle belle quando nn ci sarà più il re). Del resto non mi sembra che funzioni tanto bene neppure l&#039;opposizione non anti-B. dell&#039; UDC.... Si consideri pure il fatto che la pura opposizione anti-B. dell&#039;IDV tutto sommato ha tenuto botta.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>a mio avviso l&#8217;opposizione non può che essere anti berlusconiana, non fosse altro che per il fatto che B. personifica l&#8217;intero schieramento di governo (ne vedremo delle belle quando nn ci sarà più il re). Del resto non mi sembra che funzioni tanto bene neppure l&#8217;opposizione non anti-B. dell&#8217; UDC&#8230;. Si consideri pure il fatto che la pura opposizione anti-B. dell&#8217;IDV tutto sommato ha tenuto botta.</p>
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		<title>Di: {Davide} &#187; archivio blog &#187; E&#8217; sufficiente il senno (del prima)?</title>
		<link>http://www.wittgenstein.it/2010/03/30/col-senno-di-prima/comment-page-4/#comment-3305</link>
		<dc:creator>{Davide} &#187; archivio blog &#187; E&#8217; sufficiente il senno (del prima)?</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Apr 2010 11:22:09 +0000</pubDate>
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		<description>[...] Luca Sofri, a proposito delle recenti votazioni: Riflessione a caldo, superficiale, generica e semplificata, [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] Luca Sofri, a proposito delle recenti votazioni: Riflessione a caldo, superficiale, generica e semplificata, [...]</p>
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		<title>Di: Massimo</title>
		<link>http://www.wittgenstein.it/2010/03/30/col-senno-di-prima/comment-page-4/#comment-3303</link>
		<dc:creator>Massimo</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Apr 2010 10:12:20 +0000</pubDate>
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		<description>Ma infatti questa della RU486 è solo una uscita post elettorale per riscuotere gli applausi della Chiesa. Non credo che i &quot;governatori&quot;, pur essendo gli amministratori della Sanità, abbiano potere in tal senso. Bisognerebbe conoscere le leggi regionali in merito, se esistono, se contrastano con quelle nazionali, se c&#039;è conflitto di competenza. Oddio, in Italia le leggi sono in genere scritte talmente male che tutto è possibile. Io credo che tra una settimana non se ne parlerà più e la 486 sarà disponibile dappertutto. Quello su cui, magari, potrà esserci battaglia è sulla sua somministrazione, se obbligatoriamente in ospedale o meno. Perché a quel punto potrebbe sorgere il problema dei medici obiettori. Vedremo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ma infatti questa della RU486 è solo una uscita post elettorale per riscuotere gli applausi della Chiesa. Non credo che i &#8220;governatori&#8221;, pur essendo gli amministratori della Sanità, abbiano potere in tal senso. Bisognerebbe conoscere le leggi regionali in merito, se esistono, se contrastano con quelle nazionali, se c&#8217;è conflitto di competenza. Oddio, in Italia le leggi sono in genere scritte talmente male che tutto è possibile. Io credo che tra una settimana non se ne parlerà più e la 486 sarà disponibile dappertutto. Quello su cui, magari, potrà esserci battaglia è sulla sua somministrazione, se obbligatoriamente in ospedale o meno. Perché a quel punto potrebbe sorgere il problema dei medici obiettori. Vedremo.</p>
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		<title>Di: piti</title>
		<link>http://www.wittgenstein.it/2010/03/30/col-senno-di-prima/comment-page-4/#comment-3302</link>
		<dc:creator>piti</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Apr 2010 10:07:31 +0000</pubDate>
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		<description>Quanti giri di parole, per giustificare una capziosa e subdola introduzione del fondamentalismo cattolico, quello più retrivo, ante Concilio Vaticano II, quello da Controriforma. Quanta ipocrisia. Si parlava della Ru486: quali ragioni hanni i governatori leghisti, se non compiacere i tuoi amici sepolcri imbiancati che stanno oltre Tevere, quali ragioni giuridiche, sociali, culturali? Quali di imporre ai corpi altrui una visione che non ha nemmeno l&#039;avallo della legge?

Il vostro parlare non è sì sì no no. Il problema che troppa gente casca ancora nei vostri sofismi malati, nelle circonvoluzioni logiche che permettono ogni genere di soperchieria vaticana ai danni della società laica (tipica, l&#039;elusione dell&#039;art 33 della Costituzione in merito alle scuole private senza oneri per lo Stato, il cui spirito è stato stravolto dalla bieca disonestà dei vostri ragionamenti disonesti).

Aveva ragione Rousseau, il cristiano non è un buon cittadino, se non per caso.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Quanti giri di parole, per giustificare una capziosa e subdola introduzione del fondamentalismo cattolico, quello più retrivo, ante Concilio Vaticano II, quello da Controriforma. Quanta ipocrisia. Si parlava della Ru486: quali ragioni hanni i governatori leghisti, se non compiacere i tuoi amici sepolcri imbiancati che stanno oltre Tevere, quali ragioni giuridiche, sociali, culturali? Quali di imporre ai corpi altrui una visione che non ha nemmeno l&#8217;avallo della legge?</p>
<p>Il vostro parlare non è sì sì no no. Il problema che troppa gente casca ancora nei vostri sofismi malati, nelle circonvoluzioni logiche che permettono ogni genere di soperchieria vaticana ai danni della società laica (tipica, l&#8217;elusione dell&#8217;art 33 della Costituzione in merito alle scuole private senza oneri per lo Stato, il cui spirito è stato stravolto dalla bieca disonestà dei vostri ragionamenti disonesti).</p>
<p>Aveva ragione Rousseau, il cristiano non è un buon cittadino, se non per caso.</p>
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	<item>
		<title>Di: Marzio</title>
		<link>http://www.wittgenstein.it/2010/03/30/col-senno-di-prima/comment-page-4/#comment-3301</link>
		<dc:creator>Marzio</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Apr 2010 10:02:49 +0000</pubDate>
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		<description>Ricordo che la RU 486 è un farmaco.
Solo un farmaco.

Che c&#039;entrano i presidenti di regione con la decisione di cassare un farmaco?
Vedo in questa posizione dei neogovernatori, vedremo se portata alle estreme conseguenze, un &quot;potente&quot; segnale di disgregazione nazionale.

Se l&#039;Italia, il Governo Nazionale decide qualcosa, si fa.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ricordo che la RU 486 è un farmaco.<br />
Solo un farmaco.</p>
<p>Che c&#8217;entrano i presidenti di regione con la decisione di cassare un farmaco?<br />
Vedo in questa posizione dei neogovernatori, vedremo se portata alle estreme conseguenze, un &#8220;potente&#8221; segnale di disgregazione nazionale.</p>
<p>Se l&#8217;Italia, il Governo Nazionale decide qualcosa, si fa.</p>
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		<title>Di: Massimo</title>
		<link>http://www.wittgenstein.it/2010/03/30/col-senno-di-prima/comment-page-4/#comment-3300</link>
		<dc:creator>Massimo</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Apr 2010 08:52:53 +0000</pubDate>
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		<description>Piti, ma perché sparare queste cazzate ad alzo zero? Ma lo sai che le forme di laicità negli stati democratici sono molteplici e tutte molto differenti? In Francia non puoi esporre la croce, negli USA giuri sulla Bibbia. Esistono cose nelle società che si chiamano storia, cultura, religione dominante che non possono essere azzerate in nome di una sterile e astratta visione della laicità, altrimenti diventa essa stessa una religione e siamo daccapo. Paragonare poi una religione ad una squadra di calcio dà la dimensione di quanto sei ignorante. La 194, poi, è una buona legge ma se tu l&#039;avessi mai letta, e non l&#039;hai fatto, ti saresti accorto che la sua formulazione presta il fianco a molte critiche e/o interpretazioni contrastanti. Il bar al tuo confronto è un salotto di filosofi.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Piti, ma perché sparare queste cazzate ad alzo zero? Ma lo sai che le forme di laicità negli stati democratici sono molteplici e tutte molto differenti? In Francia non puoi esporre la croce, negli USA giuri sulla Bibbia. Esistono cose nelle società che si chiamano storia, cultura, religione dominante che non possono essere azzerate in nome di una sterile e astratta visione della laicità, altrimenti diventa essa stessa una religione e siamo daccapo. Paragonare poi una religione ad una squadra di calcio dà la dimensione di quanto sei ignorante. La 194, poi, è una buona legge ma se tu l&#8217;avessi mai letta, e non l&#8217;hai fatto, ti saresti accorto che la sua formulazione presta il fianco a molte critiche e/o interpretazioni contrastanti. Il bar al tuo confronto è un salotto di filosofi.</p>
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	<item>
		<title>Di: piti</title>
		<link>http://www.wittgenstein.it/2010/03/30/col-senno-di-prima/comment-page-4/#comment-3299</link>
		<dc:creator>piti</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Apr 2010 06:07:29 +0000</pubDate>
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		<description>Massimo, dopo il brodo di pappagallo che hai voluto distribuire, e sul quale hai già torto marcio (la laicità dello Stato è la base e la religione una legittima opionione privata che però non può interferire con la laicità, così come uno può tenere per una squadra di calcio ma non imporre a tutti di esserne tifosi e sentirsi vittima di intolleranza se gli altri della sua squadra non ne vogliono sapere),rimane il fatto che: 

a) la 194 (basata sull&#039;esito di un referendum) che è alla base della Ru486 non è a disposizione del primo arruffapopolo da quattro soldi che vuol compiacere la Chiesa. Con la storia della Ru486 a marcire nei magazzini ci si mette fuori dalla legge;

b) il punto è che voi credenti pretendete di imporre a tutti, compresa la maggioranza dei non credenti, di comportarvi secondo i vostri principi. Non vuoi la Ru486? Non la assumi. Ma non impedisci agli altri, che hanno la legge dalla loro, di poterlo fare. 

E casomai non fate la minoranza vittima di una maggioranza totalizzante (che casomai siamo noi diciamo laici e/o di sinistra, a doverlo dire). Nessuno vi ha mai obbligato a niente. Vedete allora voi, baciapile che siete quattro gatti sovraesposti nella comunicazione, di non imporre niente agli altri.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Massimo, dopo il brodo di pappagallo che hai voluto distribuire, e sul quale hai già torto marcio (la laicità dello Stato è la base e la religione una legittima opionione privata che però non può interferire con la laicità, così come uno può tenere per una squadra di calcio ma non imporre a tutti di esserne tifosi e sentirsi vittima di intolleranza se gli altri della sua squadra non ne vogliono sapere),rimane il fatto che: </p>
<p>a) la 194 (basata sull&#8217;esito di un referendum) che è alla base della Ru486 non è a disposizione del primo arruffapopolo da quattro soldi che vuol compiacere la Chiesa. Con la storia della Ru486 a marcire nei magazzini ci si mette fuori dalla legge;</p>
<p>b) il punto è che voi credenti pretendete di imporre a tutti, compresa la maggioranza dei non credenti, di comportarvi secondo i vostri principi. Non vuoi la Ru486? Non la assumi. Ma non impedisci agli altri, che hanno la legge dalla loro, di poterlo fare. </p>
<p>E casomai non fate la minoranza vittima di una maggioranza totalizzante (che casomai siamo noi diciamo laici e/o di sinistra, a doverlo dire). Nessuno vi ha mai obbligato a niente. Vedete allora voi, baciapile che siete quattro gatti sovraesposti nella comunicazione, di non imporre niente agli altri.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Massimo</title>
		<link>http://www.wittgenstein.it/2010/03/30/col-senno-di-prima/comment-page-3/#comment-3297</link>
		<dc:creator>Massimo</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Apr 2010 19:35:20 +0000</pubDate>
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		<description>@unanesimo
Concepire la laicità come una religione è legittimo, bisogna solo accettarene la conseguenza, che in questi termini il non credere è una delle molteplici varianti del credere e non fornisce alcun vantaggio ideologico, morale o di analisi della realtà.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@unanesimo<br />
Concepire la laicità come una religione è legittimo, bisogna solo accettarene la conseguenza, che in questi termini il non credere è una delle molteplici varianti del credere e non fornisce alcun vantaggio ideologico, morale o di analisi della realtà.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: umanesimo</title>
		<link>http://www.wittgenstein.it/2010/03/30/col-senno-di-prima/comment-page-3/#comment-3296</link>
		<dc:creator>umanesimo</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Apr 2010 17:43:39 +0000</pubDate>
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		<description>@massimo

Scusami ma quali valori? La chiesa cattolica romana di quali valori è titolata a parlare? Quale credibilità può avere un&#039;organizzazione di quel tipo? Con a capo un tipo che nel 2001 scriveva ai vescovi (con la controfirma di Bertone) di non denunciare i chierici pedofili alle autorità civili, pena la scomunica?
http://www.guardian.co.uk/world/2005/apr/24/children.childprotection
Mi segnali qualche politico italiano (anche della sinistra) che abbia elevato una formale protesta per un fatto del genere? Di Ratzy negli Usa fu chiesta addirittura l&#039;incriminazione ma dal Vaticano fu opposto il fatto che era un capo di stato e quindi non processabile.

E - detto questo sui &quot;valori&quot; della chiesa - sull&#039;aborto è stato fatto un referendum tanti anni fa che la chiesa manco voleva, e i cittadini italiani (non quelli vaticani, che è uno stato teocratico) si sono espressi eccome, o no? Dimmi tu.
E allora sia fatta la volontà di quei cittadini (la maggioranza) e non quelli del polacco o del tedesco di turno che si trovano a capo di un&#039;organizzazione privata che peraltro propaganda come fatti realmente accaduti mere superstizioni non dimostrabili storicamente.

La chiesa cattolica in Italia qualche anno fa era in grado di spostare non più del 3% di voti. Oggi persino di meno. Piazza San Pietro, finita l&#039;ondata mediatica del polacco, va semivuota tutte le domeniche (il vaticanista di RaiTre è stato sospeso per averlo detto). Mi spieghi perché la politica di uno stato sovrano e democratico debba tenere, anche solo in minimo conto, le richieste (assurde) di un&#039;organizzazione del genere?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@massimo</p>
<p>Scusami ma quali valori? La chiesa cattolica romana di quali valori è titolata a parlare? Quale credibilità può avere un&#8217;organizzazione di quel tipo? Con a capo un tipo che nel 2001 scriveva ai vescovi (con la controfirma di Bertone) di non denunciare i chierici pedofili alle autorità civili, pena la scomunica?<br />
<a href="http://www.guardian.co.uk/world/2005/apr/24/children.childprotection" rel="nofollow">http://www.guardian.co.uk/world/2005/apr/24/children.childprotection</a><br />
Mi segnali qualche politico italiano (anche della sinistra) che abbia elevato una formale protesta per un fatto del genere? Di Ratzy negli Usa fu chiesta addirittura l&#8217;incriminazione ma dal Vaticano fu opposto il fatto che era un capo di stato e quindi non processabile.</p>
<p>E &#8211; detto questo sui &#8220;valori&#8221; della chiesa &#8211; sull&#8217;aborto è stato fatto un referendum tanti anni fa che la chiesa manco voleva, e i cittadini italiani (non quelli vaticani, che è uno stato teocratico) si sono espressi eccome, o no? Dimmi tu.<br />
E allora sia fatta la volontà di quei cittadini (la maggioranza) e non quelli del polacco o del tedesco di turno che si trovano a capo di un&#8217;organizzazione privata che peraltro propaganda come fatti realmente accaduti mere superstizioni non dimostrabili storicamente.</p>
<p>La chiesa cattolica in Italia qualche anno fa era in grado di spostare non più del 3% di voti. Oggi persino di meno. Piazza San Pietro, finita l&#8217;ondata mediatica del polacco, va semivuota tutte le domeniche (il vaticanista di RaiTre è stato sospeso per averlo detto). Mi spieghi perché la politica di uno stato sovrano e democratico debba tenere, anche solo in minimo conto, le richieste (assurde) di un&#8217;organizzazione del genere?</p>
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	<item>
		<title>Di: Massimo</title>
		<link>http://www.wittgenstein.it/2010/03/30/col-senno-di-prima/comment-page-3/#comment-3295</link>
		<dc:creator>Massimo</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Apr 2010 17:10:20 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.wittgenstein.it/2010/03/30/col-senno-di-prima/#comment-3295</guid>
		<description>Genuflessione? Chiesa cattolica squalificata? Io non sono credente, voto a sinistra ma trovo commenti come questi di una superficialità disarmante. Ma perché non si prende in considerazione che quella sulla 486 potrebbe essere l&#039;opinione della maggioranza degli Italiani, i quali, guarda caso, votano per quelli che dichiarano di voler difendere, appunto, tali valori? Poi possiamo parlare di laicità dello stato, di diritti delle minoranze, ma non partendo da argomenti da bar come questi.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Genuflessione? Chiesa cattolica squalificata? Io non sono credente, voto a sinistra ma trovo commenti come questi di una superficialità disarmante. Ma perché non si prende in considerazione che quella sulla 486 potrebbe essere l&#8217;opinione della maggioranza degli Italiani, i quali, guarda caso, votano per quelli che dichiarano di voler difendere, appunto, tali valori? Poi possiamo parlare di laicità dello stato, di diritti delle minoranze, ma non partendo da argomenti da bar come questi.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: umanesimo</title>
		<link>http://www.wittgenstein.it/2010/03/30/col-senno-di-prima/comment-page-3/#comment-3293</link>
		<dc:creator>umanesimo</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Apr 2010 16:54:52 +0000</pubDate>
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		<description>@marzio
quello che sta succedendo sulla ru486 (venti post fa parlavi di questi problemi come &quot;non concreti&quot; e invitavi a mettere davanti a tutto fisco e sicurezza...) è un riflesso di una genuflessione della politica italiana (piddì compreso) davanti a una chiesa cattolica che oramai è completamente squalificata (se mai non lo fosse stata, squalificata) agli occhi del mondo, ma che continua a dettare l&#039;agenda ai politici italiani (ce ne fosse uno - di politico del nostro belpaese - che avesse il coraggio di mandare a quel paese una chiesa medioevale che ora esulta per l&#039;elezione di Cota...)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@marzio<br />
quello che sta succedendo sulla ru486 (venti post fa parlavi di questi problemi come &#8220;non concreti&#8221; e invitavi a mettere davanti a tutto fisco e sicurezza&#8230;) è un riflesso di una genuflessione della politica italiana (piddì compreso) davanti a una chiesa cattolica che oramai è completamente squalificata (se mai non lo fosse stata, squalificata) agli occhi del mondo, ma che continua a dettare l&#8217;agenda ai politici italiani (ce ne fosse uno &#8211; di politico del nostro belpaese &#8211; che avesse il coraggio di mandare a quel paese una chiesa medioevale che ora esulta per l&#8217;elezione di Cota&#8230;)</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Broono</title>
		<link>http://www.wittgenstein.it/2010/03/30/col-senno-di-prima/comment-page-3/#comment-3292</link>
		<dc:creator>Broono</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Apr 2010 16:29:46 +0000</pubDate>
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		<description>@Padreralph:
L&#039;esercizio della critica, seppure esposto attraverso l&#039;uso di un piccì, è già di per sé e soprattutto oggi una forma di attività (che non è attivismo) sulla quale non mi metterei a fare troppe gare a chi l&#039;ha più lungo, vista l&#039;inesistenza di un obiettivo definibile intelligente per tale gara.
Persino l&#039;insulto è a suo modo una forma di attività.
Qualsiasi partecipazione, se attiva, è il risultato di un percorso personale che non può arrivare all&#039;attivismo pratico senza prima essere passato attraverso una discussione, con sé stessi e con l&#039;altro, a prescindere dal luogo nel quale questa discussione si svolge e soprattutto a prescindere dai toni che si scelgono per condurla.
L&#039;insulto è il primo vaggito di un&#039;emergente critica non strutturata.
All&#039;insultante la scelta di approfondirla e quindi evolverla verso una critica più concreta, passo successivo possibile solo in presenza del precedente, come ogni passo definibile tale.
La critica più concreta ha una sua funzione, pur ridotta ma non per questo marginale, anche se non tradotta in azione pratica, visto che non c&#039;è guerra vinta con soli soldati, né con soli strateghi.
Al critico, come sopra, la scelta di approfondire ulteriormente la propria critica, fino a farla maturare verso l&#039;azione pratica e attiva.
Tutto questo per dire che?
Che queste gare a chi fa di più non solo lasciano parecchio il tempo che trovano, ma soprattutto rivelano che non sempre dietro l&#039;azione pratica c&#039;è un corrispondente spessore critico.
&quot;Fare&quot; oggi è un temrine che sappiamo bene quanto sia stato svuotato del suo significato reale.
Le piazze sono piene di gente che, prive di un precedente percorso critico, potrebbero col suo stesso tono porre la stessa domanda e probabilmente portarsi a casa la stessa sensazione di aver dimostrato il proprio fare di più.
Ma è vero?
Se sì, lo è solo in base alla dimostrata maggiore presenza in piazza?
Anche senza tirar fuori il solito nome che ormai conta enne cento citazioni in questo tread, basta guardare tutte le forme di politica emergenti per trovarci gente che con la stessa modalità del citato di cui sopra portano persone ad &quot;attivarsi&quot; convincendole che per dire di fare politica è sufficiente la &quot;partecipazione&quot;, senza sprecarsi però nel chiarire cosa sia in realtà la partecipazione.
Paretcipazione è anche andare ad un convegno per sentire la tizia o il tizio per più dei 30 secondi concessi al tiggì.
Partecipazione è anche dedicare i pranzi in famiglia ad approfondire le realtà personali per aprire discussioni che, se possibile, anche senza spostare il proprio voto lo rendano magari più consapevole, percorso indispensabile per spostarli domani.
Partecipazione, prima di essere roboanti striscioni, sono molte cose abbastanza umili e silenziose, che poca scena farebbero se appese ad un davanzale o al bavero di una giacca o all&#039;orlo di una sciarpa.
Se lei non sa questo, e dalla sua domanda si direbbe non saperlo, allora la partecipazione concreta e attiva della quale nemmeno troppo tra le righe si vanta, non è diversa da quella che riempie piazza san giovanni di persone che considerano attivismo l&#039;essere inquadrati da una telecamera al solo scopo di far numero.
Non è che la sua domanda non sia intelligente in sé.
E&#039; che non è posta in maniera intelligente.
Lo sarebbe se invece di chiedere quanti di quelli che qui espongono, ciascuno nella propria forma, il proprio senso critico, embrionale maldestro o sviluppato e maturo che sia, hanno effettivamente le mani sporche di asfalto come se la cosa di per sé fosse sufficiente per fare classifiche di consapevolezza e di partecipazione, avesse banalmente chiesto quanti siano quelli che si sentono all&#039;interno di un percorso nel quale questa critica ticchettata su un computer, sente il bisogno di evolvere verso qualcosa di più pratico, e quanti invece considerano questo tipo di azione critica la fine del proprio percorso.
La partecipazione collettiva, se considerata di per sé traguardo, può essere persino più pericolosa della sua assenza, se dietro non c&#039;è prima un percorso personale fatto, anche, di confronti al suono di una tastiera che altro non è che il suono delle chiacchiere udibile nel bar di ieri.
Lei ieri sarebbe entrato in un bar dove dieci persone discutevano di politca mentre fuori altre 100 spaccavano le vetrine, informando i presenti che al contrario di quelli fuori loro non stavano facendo nulla per partecipare ad un progresso comune?
Se sì, l&#039;avrebbe considerata un&#039;uscita intelligente?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Padreralph:<br />
L&#8217;esercizio della critica, seppure esposto attraverso l&#8217;uso di un piccì, è già di per sé e soprattutto oggi una forma di attività (che non è attivismo) sulla quale non mi metterei a fare troppe gare a chi l&#8217;ha più lungo, vista l&#8217;inesistenza di un obiettivo definibile intelligente per tale gara.<br />
Persino l&#8217;insulto è a suo modo una forma di attività.<br />
Qualsiasi partecipazione, se attiva, è il risultato di un percorso personale che non può arrivare all&#8217;attivismo pratico senza prima essere passato attraverso una discussione, con sé stessi e con l&#8217;altro, a prescindere dal luogo nel quale questa discussione si svolge e soprattutto a prescindere dai toni che si scelgono per condurla.<br />
L&#8217;insulto è il primo vaggito di un&#8217;emergente critica non strutturata.<br />
All&#8217;insultante la scelta di approfondirla e quindi evolverla verso una critica più concreta, passo successivo possibile solo in presenza del precedente, come ogni passo definibile tale.<br />
La critica più concreta ha una sua funzione, pur ridotta ma non per questo marginale, anche se non tradotta in azione pratica, visto che non c&#8217;è guerra vinta con soli soldati, né con soli strateghi.<br />
Al critico, come sopra, la scelta di approfondire ulteriormente la propria critica, fino a farla maturare verso l&#8217;azione pratica e attiva.<br />
Tutto questo per dire che?<br />
Che queste gare a chi fa di più non solo lasciano parecchio il tempo che trovano, ma soprattutto rivelano che non sempre dietro l&#8217;azione pratica c&#8217;è un corrispondente spessore critico.<br />
&#8220;Fare&#8221; oggi è un temrine che sappiamo bene quanto sia stato svuotato del suo significato reale.<br />
Le piazze sono piene di gente che, prive di un precedente percorso critico, potrebbero col suo stesso tono porre la stessa domanda e probabilmente portarsi a casa la stessa sensazione di aver dimostrato il proprio fare di più.<br />
Ma è vero?<br />
Se sì, lo è solo in base alla dimostrata maggiore presenza in piazza?<br />
Anche senza tirar fuori il solito nome che ormai conta enne cento citazioni in questo tread, basta guardare tutte le forme di politica emergenti per trovarci gente che con la stessa modalità del citato di cui sopra portano persone ad &#8220;attivarsi&#8221; convincendole che per dire di fare politica è sufficiente la &#8220;partecipazione&#8221;, senza sprecarsi però nel chiarire cosa sia in realtà la partecipazione.<br />
Paretcipazione è anche andare ad un convegno per sentire la tizia o il tizio per più dei 30 secondi concessi al tiggì.<br />
Partecipazione è anche dedicare i pranzi in famiglia ad approfondire le realtà personali per aprire discussioni che, se possibile, anche senza spostare il proprio voto lo rendano magari più consapevole, percorso indispensabile per spostarli domani.<br />
Partecipazione, prima di essere roboanti striscioni, sono molte cose abbastanza umili e silenziose, che poca scena farebbero se appese ad un davanzale o al bavero di una giacca o all&#8217;orlo di una sciarpa.<br />
Se lei non sa questo, e dalla sua domanda si direbbe non saperlo, allora la partecipazione concreta e attiva della quale nemmeno troppo tra le righe si vanta, non è diversa da quella che riempie piazza san giovanni di persone che considerano attivismo l&#8217;essere inquadrati da una telecamera al solo scopo di far numero.<br />
Non è che la sua domanda non sia intelligente in sé.<br />
E&#8217; che non è posta in maniera intelligente.<br />
Lo sarebbe se invece di chiedere quanti di quelli che qui espongono, ciascuno nella propria forma, il proprio senso critico, embrionale maldestro o sviluppato e maturo che sia, hanno effettivamente le mani sporche di asfalto come se la cosa di per sé fosse sufficiente per fare classifiche di consapevolezza e di partecipazione, avesse banalmente chiesto quanti siano quelli che si sentono all&#8217;interno di un percorso nel quale questa critica ticchettata su un computer, sente il bisogno di evolvere verso qualcosa di più pratico, e quanti invece considerano questo tipo di azione critica la fine del proprio percorso.<br />
La partecipazione collettiva, se considerata di per sé traguardo, può essere persino più pericolosa della sua assenza, se dietro non c&#8217;è prima un percorso personale fatto, anche, di confronti al suono di una tastiera che altro non è che il suono delle chiacchiere udibile nel bar di ieri.<br />
Lei ieri sarebbe entrato in un bar dove dieci persone discutevano di politca mentre fuori altre 100 spaccavano le vetrine, informando i presenti che al contrario di quelli fuori loro non stavano facendo nulla per partecipare ad un progresso comune?<br />
Se sì, l&#8217;avrebbe considerata un&#8217;uscita intelligente?</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Marzio</title>
		<link>http://www.wittgenstein.it/2010/03/30/col-senno-di-prima/comment-page-3/#comment-3290</link>
		<dc:creator>Marzio</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Apr 2010 15:13:50 +0000</pubDate>
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		<description>OT On

La sinistra italiana continua ad interrogarsi su Berlusconi e l&#039;antiberlusconismo mentre la lega, avendo vinto le elezioni con un certo tipo di promesse, si sostituisce alle società scientifiche e, su mandato cattolico, vieta l&#039;utilizzo di farmaci negli ospedali.
Non si può dire che Roberto Cota non avesse avvertito:
http://www.robertocota.it/news.php?id=291
Mentre non ho trovato alcuna dichiarazione, in merito all&#039;RU 486, sul sito di Zaia.
Un altro ottimo risultato, in Piemonte, per le liste del Comico di Genova.
Uomini che decidono sul corpo delle donne e sulla sofferenza delle donne.

OT Off</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>OT On</p>
<p>La sinistra italiana continua ad interrogarsi su Berlusconi e l&#8217;antiberlusconismo mentre la lega, avendo vinto le elezioni con un certo tipo di promesse, si sostituisce alle società scientifiche e, su mandato cattolico, vieta l&#8217;utilizzo di farmaci negli ospedali.<br />
Non si può dire che Roberto Cota non avesse avvertito:<br />
<a href="http://www.robertocota.it/news.php?id=291" rel="nofollow">http://www.robertocota.it/news.php?id=291</a><br />
Mentre non ho trovato alcuna dichiarazione, in merito all&#8217;RU 486, sul sito di Zaia.<br />
Un altro ottimo risultato, in Piemonte, per le liste del Comico di Genova.<br />
Uomini che decidono sul corpo delle donne e sulla sofferenza delle donne.</p>
<p>OT Off</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: t_floyd</title>
		<link>http://www.wittgenstein.it/2010/03/30/col-senno-di-prima/comment-page-3/#comment-3289</link>
		<dc:creator>t_floyd</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Apr 2010 15:13:25 +0000</pubDate>
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		<description>Incredibile show dei cosiddetti pifferai, ultimo frutto avvelenato di questa riserva indiana che sembra la sinistra: linguaggio, forma mentis, categorie, tutto uguale e fumoso, inestricabile guazzabuglio di cacate (!) in serie. E poi mi dite che Sofri non ha ragione! Io fatico a capire di cosa parlate, cosa raccontate, cosa proponete al di fuori di questa mania di abbattere il puzzone ad ogni mezzo (con il 60% degli italiani tra le altre cose ohibò!). Sarò stupido come crede Piti, o ho smesso da tempo di fare uso di erba...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Incredibile show dei cosiddetti pifferai, ultimo frutto avvelenato di questa riserva indiana che sembra la sinistra: linguaggio, forma mentis, categorie, tutto uguale e fumoso, inestricabile guazzabuglio di cacate (!) in serie. E poi mi dite che Sofri non ha ragione! Io fatico a capire di cosa parlate, cosa raccontate, cosa proponete al di fuori di questa mania di abbattere il puzzone ad ogni mezzo (con il 60% degli italiani tra le altre cose ohibò!). Sarò stupido come crede Piti, o ho smesso da tempo di fare uso di erba&#8230;</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: luottardi</title>
		<link>http://www.wittgenstein.it/2010/03/30/col-senno-di-prima/comment-page-3/#comment-3288</link>
		<dc:creator>luottardi</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Apr 2010 15:05:07 +0000</pubDate>
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		<description>Balle!! Il PD non ha fatto alcuna campagna di 
antiberlusconismo.
Possibile sentire queste balle?
Gli scandali sono stati creati dal premier stesso.
Vogliamo arrivare a dire che il premier
fa scandali per guadagnare voti?

Sono queste contorsioni mentali che portano
la sinistra all&#039;immobilismo.
L&#039;antiberlusconismo e&#039; cosa buona e giusta.
Anzi doverosa.
Il resto sono balle.

PS
Come preferenze personali poi, il cavaliere ha perso. Quindi lasciamo perdere la storia dell&#039;antiberlusoconismo.
Ha vinto la lega, e&#039; vero. 
E qui concordo, che per dirottare i voti
da Berlusconi a sinistra (e non alla lega) ci vogliono programmi e persone forti e credibili.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Balle!! Il PD non ha fatto alcuna campagna di<br />
antiberlusconismo.<br />
Possibile sentire queste balle?<br />
Gli scandali sono stati creati dal premier stesso.<br />
Vogliamo arrivare a dire che il premier<br />
fa scandali per guadagnare voti?</p>
<p>Sono queste contorsioni mentali che portano<br />
la sinistra all&#8217;immobilismo.<br />
L&#8217;antiberlusconismo e&#8217; cosa buona e giusta.<br />
Anzi doverosa.<br />
Il resto sono balle.</p>
<p>PS<br />
Come preferenze personali poi, il cavaliere ha perso. Quindi lasciamo perdere la storia dell&#8217;antiberlusoconismo.<br />
Ha vinto la lega, e&#8217; vero.<br />
E qui concordo, che per dirottare i voti<br />
da Berlusconi a sinistra (e non alla lega) ci vogliono programmi e persone forti e credibili.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Massimo</title>
		<link>http://www.wittgenstein.it/2010/03/30/col-senno-di-prima/comment-page-3/#comment-3287</link>
		<dc:creator>Massimo</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Apr 2010 14:33:45 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.wittgenstein.it/2010/03/30/col-senno-di-prima/#comment-3287</guid>
		<description>&quot;This comment was originally posted on FriendFeed&quot;
E sti cazzi, no?
Questo è il blog di Luca Sofri, se ve ne piace un altro andateci. La sindrome di Paolini, farsi pubblicità alle spalle di uno famoso.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;This comment was originally posted on FriendFeed&#8221;<br />
E sti cazzi, no?<br />
Questo è il blog di Luca Sofri, se ve ne piace un altro andateci. La sindrome di Paolini, farsi pubblicità alle spalle di uno famoso.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Federico Pacciani</title>
		<link>http://www.wittgenstein.it/2010/03/30/col-senno-di-prima/comment-page-3/#comment-3286</link>
		<dc:creator>Federico Pacciani</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Apr 2010 14:20:29 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.wittgenstein.it/2010/03/30/col-senno-di-prima/#comment-3286</guid>
		<description>Volete rispondere alle nostre domande?
http://quattrocentoquattro.wordpress.com/2010/03/29/la-tempesta-dopo-la-quiete/#comment-313</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Volete rispondere alle nostre domande?<br />
<a href="http://quattrocentoquattro.wordpress.com/2010/03/29/la-tempesta-dopo-la-quiete/#comment-313" rel="nofollow">http://quattrocentoquattro.wordpress.com/2010/03/29/la-tempesta-dopo-la-quiete/#comment-313</a></p>
]]></content:encoded>
	</item>
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