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	<title>Wittgenstein &#187; Cartastampata</title>
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	<description>Piove sui giusti e sugli iniqui. E cosa c&#039;entriamo noi nel mezzo?</description>
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		<title>Sanremo ai tempi del governo Monti</title>
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		<pubDate>Sat, 11 Feb 2012 17:00:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
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		<description><![CDATA[È un periodo che cerco di immaginare che ogni cosa italiana possa attraversare un cambiamento in conseguenza della rivoluzione politico culturale costituita dal governo Monti: tipo, visto che i talkshow politici vanno male, è forse arrivato il momento di una &#8230; <a href="http://www.wittgenstein.it/2012/02/11/sanremo-ai-tempi-del-governo-monti/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>È un periodo che cerco di immaginare che ogni cosa italiana possa attraversare un cambiamento in conseguenza della rivoluzione politico culturale costituita dal governo Monti: tipo, visto che i talkshow politici vanno male, è forse arrivato il momento di una tv più creativa, finalmente?<br />
Oppure, come sarebbe fatto un festival di Sanremo in tempi di governo Monti? Male, direte voi, avendo già visto i nomi: ma non possiamo dire che anche questo Sanremo sia eredità del governo precedente, come la crisi economica? Perché se fosse un vero Sanremo dell’era Monti, un Sanremo dei tecnici, avrebbe artisti in gara di questo genere.<br />
PGR (naturalmente avrebbero un nuovo nome, tipo PDL, MMS, C1P8)<br />
Baustelle (che Pippo Baudo, nella parte del gestore della transizione, pronuncerebbe <em>Bostèl</em>)<br />
Mina (quella che si commuove, e tutti a dire che ha finto)<br />
Subsonica (a coprire il fronte sabaudo)<br />
Ivano Fossati (al suo rientro dopo una lunga assenza, uno scoop)<br />
Morgan (in continuità con la Seconda Repubblica, un po’ a rischio Michel Martone)<br />
Elio e le storie tese (in continuità col precedente governo tecnico)<br />
Dente (“di Peveri-Dente-Peveri…”)<br />
Philip Glass e Laurie Anderson (con una composizione in italiano, in cui lei sbaglia un giusto numero di pronunce)<br />
Sarebbe bellissimo. No?</p>
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		<title>Notizie che non lo erano</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Feb 2012 17:00:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Gazzetta dello Sport]]></category>

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		<description><![CDATA[Leggerete stamattina sui giornali che Silvio Berlusconi ha detto in un’intervista al Financial Times che non si ricandiderà alla carica di Presidente del Consiglio, che il suo partito farà le primarie, e che lui investe su Angelino Alfano. Sono tutte &#8230; <a href="http://www.wittgenstein.it/2012/02/05/notizie-che-non-lo-erano-160/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Leggerete stamattina sui giornali che Silvio Berlusconi ha detto in un’intervista al Financial Times che non si ricandiderà alla carica di Presidente del Consiglio, che il suo partito farà le primarie, e che lui investe su Angelino Alfano. Sono tutte cose che Berlusconi ha già detto molte volte e che non sarebbero più notizia – come se Gianni Morandi oggi dicesse “presenterò il festival di Sanremo” – se non fosse che evidentemente nessuno crede fino in fondo a quel che dice Berlusconi e quindi ogni volta le sue dichiarazioni vengono trattate come nuove.</p>
<p>C’è stata una complessa e delicata storia intorno al quartiere napoletano di Scampia, a Napoli: alcuni giornali hanno raccontato all’inizio della settimana che la camorra avrebbe imposto un “coprifuoco” a negozi e locali di Scampia, e questo ha generato proteste e mobilitazioni benintenzionate e utili. Poi altri giornali hanno fatto delle verifiche e hanno scritto che la storia non era vera e non c’era niente che potesse essere definito un coprifuoco: questo non toglie che a Scampia la camorra è un problema enorme e terribile, e che le attenzioni sono importanti. Ma se si diffonde l’idea che i pericoli raccontati siano inesistenti, poi quell’idea si estende a pericoli esistenti, e il danno è maggiore del beneficio.<br />
Marco Imarisio e Fiorenza Sarzanini del Corriere della Sera hanno pubblicato un libro sull’incidente alla nave Costa Concordia in cui del grande spazio dato dai giornali alla ragazza moldava che accompagnava sulla nave il comandante Schettino scrivono: “La presenza di Domnica Cemortan sulla plancia di comando non appare certo un dettaglio fondamentale, non cambia il corso degli eventi e non spiega le cause del disastro. La sensazione è che il suo nome sia stato buttato sul tavolo dagli inquirenti consapevoli dell’impatto che avrebbe avuto sui media, usato come uno strumento di pressione per rendere ancora più difficile e insopportabile la vita domestica di Schettino, per convincerlo a raccontare tutto, le telefonate, gli ordini, e l’origine di quell’inchino.Un diversivo, che per qualche giorno ha esposto al pubblico ludibrio una giovane donna, aggiungendo un aspetto pruriginoso a una faccenda maledettamente seria”.<br />
Una notizia Ansa di tre giorni fa annunciava che “Tom Hanks presenterà gli Oscar”, ed è stata ripresa da diversi siti di news. In realtà gli oscar li presenterà Billy Crystal: Hanks è uno dei diversi “presenters” che annunceranno i vincitori.</p>
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		<title>Bright side</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 17:13:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Vanity Fair]]></category>
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		<description><![CDATA[A me “Shame”, il film, non è piaciuto, ma il cinema son gusti, molte persone intelligenti dicono che è bello («ho molti amici a cui è piaciuto Shame»). Tutto quell’andamento cupo, depresso, autolesionista, lento e sofferente non fa per me, &#8230; <a href="http://www.wittgenstein.it/2012/02/02/bright-side/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A me “Shame”, il film, non è piaciuto, ma il cinema son gusti, molte persone intelligenti dicono che è bello («ho molti amici a cui è piaciuto Shame»). Tutto quell’andamento cupo, depresso, autolesionista, lento e sofferente non fa per me, o forse non ero nella serata giusta. Forse ero nella serata in cui uno deve guardare “Tutti pazzi per Mary” o andare in un locale di karaoke. L’ho sospettato rendendomi conto che l’unico momento che mi aveva eccitato del film, e risvegliato da un certo intorpidimento adesivo alla poltrona del cinema, era stato quello in cui sul giradischi suona il vinile di “I want your love” degli Chic. Che per voi ragazzi, là fuori, era una leggendaria band di discomusic guidata da Nile Rodgers – grande produttore di cose del genere e musica nera – gemella del gruppo femminile delle Sister Sledge. “I want your love” doveva essere un pezzo delle Sister Sledge, poi invece la misero nel disco degli Chic del 1978, quello dove stava la sfinente (vabbè, giudizio mi anche questo) “Le freak”. Il singolo rimase in classifica negli Stati Uniti 19 settimane, e ora sono passati 34 anni, e in certe serate cupe, torbide e dolorose ha sempre una sua efficacia.</p>
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		<title>Etta</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 13:34:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il sito di un giornale inglese ha costruito la scorsa settimana questo goffo e spiacevole titolo: “At Last singer Etta James dies of leukemia”, che poteva suonare “Finalmente la cantante Etta James muore di leucemia”. L’incidente nasceva dalla canzone più &#8230; <a href="http://www.wittgenstein.it/2012/02/02/etta/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il sito di un giornale inglese ha costruito la scorsa settimana questo goffo e spiacevole titolo: “At Last singer Etta James dies of leukemia”, che poteva suonare “Finalmente la cantante Etta James muore di leucemia”. L’incidente nasceva dalla canzone più celebre del repertorio di Etta James – “At last”, appunto – ricordata da tutti alla sua morte, la settimana scorsa.<br />
“At last” era stata scritta nel 1941 per un film musicale in cui era eseguita da Glenn Miller e la sua orchestra, “Orchestra wives” (i suoi autori sono gli stessi di “Chattanooga Choo Choo”, tra le altre cose). Dopo molte altre interpretazioni, Etta James la incise nel 1960. Divenne popolarissima da allora, e usata e abusata in occasioni private e promozioni commerciali, fino a raggiungere la celebrazione maggiore della sua settantennale vita la sera del 20 gennaio 2009. Alla storica festa dell’insediamento di Barack Obama, lui ballò con la first lady sulla musica di “At Last” cantata in quel contesto da Beyoncé (che aveva interpretato Etta James in un film). Qualche giorno dopo Etta James protestò pubblicamente che Obama non era il suo presidente e disse cose tremende su Beyoncé e sulla sua interpretazione, probabilmente seccata di non essere stata invitata a cantare la “sua” canzone. Poi si scusò spiegando che scherzava. Però a guardare il video di quella sera, che pure è straordinario, possiamo finalmente dirlo: aveva ragione Etta James.</p>
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		<title>Notizie che non lo erano</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Jan 2012 23:02:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Gazzetta dello Sport]]></category>

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		<description><![CDATA[Come ogni storia giornalistica di grande rilievo e concitazione, l’affondamento della nave Costa Concordia ha affollato i media italiani di errori, notizie false, strafalcioni. Molti telegiornali e trasmissioni tv hanno mandato in onda un vecchio video di un salone di &#8230; <a href="http://www.wittgenstein.it/2012/01/22/notizie-che-non-lo-erano-159/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Come ogni storia giornalistica di grande rilievo e concitazione, l’affondamento della nave Costa Concordia ha affollato i media italiani di errori, notizie false, strafalcioni. Molti telegiornali e trasmissioni tv hanno mandato in onda un vecchio video di un salone di una nave allagato e agitato dalle onde, come se fosse quello della Concordia. Ma è un video su YouTube da due anni relativo a tutt’altra nave e tutt’altro evento. Il sito di Repubblica si è fatto ingannare dall’orario sbagliato indicato su un altro video, questo sì della Concordia, e rivelato che “a mezzanotte la nave era ancora dritta”, smentendo quanto si era detto fino ad allora. Ma il video era stato girato in realtà un’ora prima, e non contraddiceva niente.<br />
Ci sono poi molte cose su cui si è detto tutto e il contrario di tutto, e ancora non sappiamo quale sia la verità: verificheremo man mano che lo si capirà.<br />
La rivista inglese Star ha pubblicato la prima intervista alla cantante Beyoncé dopo il parto, ripresa molto da altri media e da alcuni siti italiani. Ma lo staff di Beyoncé ha negato che quell’intervista sia mai stata rilasciata: “completamente falsa”.<br />
Ancora il sito di Repubblica ha dato questa notizia: “Macabro ritrovamento in casa Pitt, secondo la polizia di Los Angeles nei pressi dell&#8217;abitazione hollywoodiana dell&#8217;attore sarebbe stata rinvenuta una testa mozzata. La polizia ha interrogato le guardie del corpo dei Brangelina e tra le piste ci sarebbe anche quella di un &#8220;omaggio&#8221; al film del 1995 Seven nel quale Pitt trova una testa umana in uno scatolone”. A parte il termine “Brangelina”, e il fatto che il ritrovamento sia avvenuto sulle colline di Hollywood vicino a moltissime case tra cui quella di Brad Pitt, nessuno degli articoli americani cita quella di “Seven” come una “pista” ma solo come una curiosità, una coincidenza.</p>
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		<title>Gelido</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Jan 2012 20:45:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Vanity Fair]]></category>
		<category><![CDATA[lloyd cole]]></category>

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		<description><![CDATA[Nel 1985 Lloyd Cole pubblicò questa canzone, che si chiama “James” e non ho mai capito bene quale sia il problema del James ragazzo a cui lui parla, ma era deprimentissima, soprattutto se uno aveva all’epoca meno di vent’anni come &#8230; <a href="http://www.wittgenstein.it/2012/01/18/gelido/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nel 1985 Lloyd Cole pubblicò questa canzone, che si chiama “James” e non ho mai capito bene quale sia il problema del James ragazzo a cui lui parla, ma era deprimentissima, soprattutto se uno aveva all’epoca meno di vent’anni come sembrava di capire del protagonista. E si conclude dicendo “domani ti sveglierai, e niente sarà cambiato”.<br />
Stava nel secondo disco di Lloyd Cole &amp; the Commotions, come si chiamava la band allora, molto bello come era stato molto bello il primo: entrato dritto in quella corrente riverita di pop-jazz languido e un po’ patinato che sofisticò gli anni Ottanta più di plastica: Everything but the girl, Style Council, Sade, quelle cose lì. Poi Cole perse originalità, fece ancora buoni dischi che non si filò quasi nessuno, si trasferì in America e si appassionò al golf. Si dice in giro che da anni faccia concerti solo dove ci sono buoni campi di golf.<br />
Non sono esperto abbastanza da sapere come sono i campi di golf di Roma, ma Lloyd Cole suonerà il 21 marzo alla Chiesa di san Paolo con un trio acustico. Ha fatto un disco nuovo l’anno scorso, ma spero faccia “James”, che ormai sono un vecchio gelido e non mi commuovo più. No, niente, è solo un bruscolino in un occhio.</p>
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		<title>Notizie che non lo erano</title>
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		<pubDate>Sun, 15 Jan 2012 09:28:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Gazzetta dello Sport]]></category>

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		<description><![CDATA[Un articolo del Corriere di ieri ha raccontato che una delle prove contro l’ex vicepresidente del consiglio regionale della Lombardia, indagato per coruzione, è stata smontata dopo che la trascrizione di un’intercettazione è risultata sbagliata. Ecco per esempio come l’aveva &#8230; <a href="http://www.wittgenstein.it/2012/01/15/notizie-che-non-lo-erano-158/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un articolo del Corriere di ieri ha raccontato che una delle prove contro l’ex vicepresidente del consiglio regionale della Lombardia, indagato per coruzione, è stata smontata dopo che la trascrizione di un’intercettazione è risultata sbagliata. Ecco per esempio come l’aveva raccontata a novembre Repubblica: “Le mazzette da 500 euro erano le “Big Babol”. A coniare la curiosa e finora inedita definizione – perfetta per una tangente: gustosa, morbida ma collosa come le gomme americane – è Rocca Orietta Pace, la moglie di Pierluca Locatelli”. Solo che quella “curiosa definizione” non è mai esistita: si è successivamente scoperto che la signora Locatelli, moglie dell’imprenditore che avrebbe pagato la tangente, aveva invece parlato di “big brothers” riferendosi a due fratelli su un tema del tutto estraneo all’inchiesta. Solo il Corriere ha corretto quella versione.<br />
I siti di Messaggero, Repubblica e Stampa hanno pubblicato la foto di un “ratto gigante” trovato a New York. Ma la foto era stata diffusa su Twitter già tre mesi fa e senza nessuna indicazione più affidabile (alcuni siti avevano fatto ricerche e non avevano trovato nessuna conferma) e con un effetto prospettico assai ingannevole sulle sue reali dimensioni.<br />
Il sito del Corriere della Sera ha messo in apertura per un’ora buona, giovedì, la notizia di controlli fiscali ad Abano Terme, dopo quelli discussi fatti a Cortina: che già non sembrava questa gran notizia, che la guardia di finanza facesse i controlli fiscali. Ma si è scoperto poi che per errore era stata fatta circolare una notizia di agenzia di due anni prima. Così il Corriere ha corretto l’articolo, intitolandolo “Verifiche fiscali, psicosi Cortina”.</p>
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		<title>Con la musica</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Jan 2012 19:55:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Vanity Fair]]></category>

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		<description><![CDATA[È uscito negli Stati Uniti un film del regista Cameron Crowe, con Matt Damon, che si chiama We bought a zoo: è la storia di una famiglia inglese che va a vivere in campagna in una tenuta che è uno &#8230; <a href="http://www.wittgenstein.it/2012/01/11/con-la-musica/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>È uscito negli Stati Uniti un film del regista Cameron Crowe, con Matt Damon, che si chiama <em>We bought a zoo</em>: è la storia di una famiglia inglese che va a vivere in campagna in una tenuta che è uno zoo pieno di animali esotici (in Italia arriva a marzo).<br />
Cameron Crowe è un grande appassionato di musica: cosa che ha raccontato in “Almost famous”, uno dei più bei film sul rock di sempre. Qualche mese fa è uscito il suo documentario dedicato ai vent’anni dei Pearl Jam. Per <em>We bought a zoo</em> ha fatto scrivere le musiche a Jonsi, il leader della band dei Sigur Ros: sono islandesi, eterei e ipnotici, e hanno avuto un gran successo qualche anno fa (è appena uscito un loro doppio live e faranno un disco nuovo l’anno prossimo). Crowe ha raccontato che per convincere Damon a fare il film gli aveva portato una copia di <em>Local Hero</em> (un vecchio film con le belle musiche di Mark Knopfler) e una raccolta di canzoni rock che gli dessero la sensazione di quello che voleva raccontare. Damon ne è rimasto colpito e nei giorni scorsi ha raccontato di quanto ascoltare la musica di Jonsi sia stato importante nel coinvolgerlo durante la recitazione del film: “va dritto al cuore, non è razionale, se sei un attore ti tira fuori le cose”. E Crowe ha spiegato che per la troupe e Damon la musica è diventata quello che è sempre stata per lui: “una specie di partner emotivo”. Quello è, la musica.</p>
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		<title>Nel 2012</title>
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		<pubDate>Sat, 07 Jan 2012 04:26:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Vanity Fair]]></category>

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		<description><![CDATA[Nel 2012 dovrebbe uscire il nuovo disco degli Air. Nel 2012 dovrebbe uscire il nuovo disco di Madonna. Nel 2012 dovrebbero uscire i nuovi dischi dei Fleetwood Mac e dei Magnetic Fields. Dovrebbe anche uscire il nuovo disco di Leonard &#8230; <a href="http://www.wittgenstein.it/2012/01/07/nel-2012/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nel 2012 dovrebbe uscire il nuovo disco degli Air. Nel 2012 dovrebbe uscire il nuovo disco di Madonna. Nel 2012 dovrebbero uscire i nuovi dischi dei Fleetwood Mac e dei Magnetic Fields. Dovrebbe anche uscire il nuovo disco di Leonard Cohen, e quello di Rufus Wainwright. Poi dovrebbe uscire il nuovo disco dei Soundgarden, e anche quello di Morrissey. E quello di Paul Weller, genere ballerino. Nel 2012 dovrebero uscire i nuovi dischi di Cat Power, di Andrew Bird e degli Of Montreal. E quello di Paul McCartney (la prima canzone anticipata è un po’ una lagna). Poi quelli dei Lambchop, dei Kaiser Chiefs, di Damien Jurado e di Lyle Lovett. E dovrebbero uscire i dischi di Fiona Apple e di Johnny Marr (ognuno il suo). Dovrebbero far uscire un nuovo disco Regina Spektor e i Sigur Ros. E i Pearl Jam stanno lavorando da mesi a un nuovo disco che dovrebbe infine uscire nel 2012. Poi ci sono l’annunciato nuovo disco dei Beach Boys insieme, e quello dei Killers, tutti previsti per il 2012. Poi, forse, nel 2012 esce il nuovo disco degli U2 di cui si parla da due anni, finora dato per intitolato “Songs of ascent”.<br />
Hanno persino annunciato un nuovo disco i Cultre Club, Boy George compreso, nel 2012.</p>
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		<title>Notizie che non lo erano</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Dec 2011 15:44:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cartastampata]]></category>
		<category><![CDATA[Gazzetta dello Sport]]></category>

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		<description><![CDATA[Quando è stato arrestato Cristiano Doni, ex giocatore dell’Atalanta, per la nuova inchiesta sulle scommese nel calcio, ai giornali è stato detto che aveva cercato di scappare. Lui, poi, ha detto che si era spaventato dell’arrivo degli agenti a casa, &#8230; <a href="http://www.wittgenstein.it/2011/12/26/notizie-che-non-lo-erano-157/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quando è stato arrestato Cristiano Doni, ex giocatore dell’Atalanta, per la nuova inchiesta sulle scommese nel calcio, ai giornali è stato detto che aveva cercato di scappare. Lui, poi, ha detto che si era spaventato dell’arrivo degli agenti a casa, temeva fossero dei ladri, e ha negato di aver mai pensato a fuggire dall’arresto. In effetti è abbastanza poco realistico pensare che uno come Doni immaginasse di sottrarsi ad accuse o carcere preventivo ancora prima di un processo fuggendo non si sa dove con non si sa quali prospettive, come un boss mafioso latitante nascosto in una baracca. Ma al di là di queste valutazioni, è certo che in molte inchieste in cui si compiono arresti spettacolari, precipitosi, magari all’alba, gli inquirenti fanno arrivare ai giornali l’ipotesi che l’accusato stesse fuggendo, trasmettendo così una preventiva impressione di colpevolezza, anche quando l’ipotesi della fuga è del tutto implausibile o non sostenuta da nessuna prova. Una delle molte storture del rapporto tra magistrati dell’accusa e giornali che si occupano di cronache giudiziarie.<br />
L’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori è stato il tema della settimana politica: per giorni ci sono state polemiche violentissime tra i suoi difensori, chi lo vuole ridiscutere, e il governo. Fino a che quest’ultimo ha fatto sapere che il tema non è in discussione. E tutto era nato dal titolo di un’intervista del Corriere della Sera al ministro Elsa Fornero che si era limitata a dire questo, a domanda sull’articolo 18 dell’intervistatore: «non ci sono totem e quindi invito i sindacati a fare discussioni intellettualmente oneste e aperte». Tutto qui.<br />
Ne abbiamo raccontato altri casi in precedenza, ma ormai è un nuovo filone giornalistico: la notizia di uno che non è morto ma in rete qualcuno ha detto che è morto e qualcun altro ci ha creduto, ma non era vero. Cioè, quello per cui in teoria non si scriverebbe un articolo – una notizia che risulta falsa – e invece ci si scrive un articolo per dire che c’è una notizia falsa. Questa settimana è toccato al cantante Jon Bon Jovi, di cui abbiamo letto che non è morto.</p>
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		<title>Pagelline 2011</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Dec 2011 09:39:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cartastampata]]></category>
		<category><![CDATA[Vanity Fair]]></category>

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		<description><![CDATA[Vanity Fair mi ha chiesto un giudizio e una valutazione scolastica sui primi dischi in classifica prenatalizia. Michael Bublé – Christmas Gli album di Natale una volta erano un creativo divertissement, e mettevano di buonumore, e avevano qualche originalità snob, &#8230; <a href="http://www.wittgenstein.it/2011/12/26/pagelline-2011/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Vanity Fair mi ha chiesto un giudizio e una valutazione scolastica sui primi dischi in classifica prenatalizia.</em></p>
<p>Michael Bublé – Christmas<br />
Gli album di Natale una volta erano un creativo divertissement, e mettevano di buonumore, e avevano qualche originalità snob, nel loro riscoprire cose vetuste e da nonni. Ora sono diventati peggio degli sms circolari di auguri: tutti uguali e noiosissimi. Poi si può fare di peggio e di meno peggio: Bublé fa di meno peggio, e mentre si cerca la carta di credito alla cassa può andare. PROMOSSO</p>
<p>Adele – 21<br />
Uno dei migliori bestseller dell’ultimo decennio, gran disco, vera diva lei, tutti ne parlano bene e non si può che parlarne bene, malgrado ormai ci esca dalle orecchie e dagli autogrill. PROMOSSO</p>
<p>Tiziano Ferro – L’amore è una cosa semplice<br />
Uno che continua a fare quello sforzo di tenere a bada le sillabe che gli scappano da tutte le parti merita apprezzamento per lo sforzo e l’originalità, tutto sommato: anche se l’originalità finisce un po’ per somigliarsi. E non è colpa sua se tra i dischi più venduti non ce n’è uno di buon vecchio rock. PROMOSSO</p>
<p>Vasco Rossi – Vivere o niente<br />
Non è colpa sua se i giornali si annoiano e per due settimane hanno fatto un caso di ogni suo sospiro su Facebook. Però forse è arrivato a un momento di santificazione in cui varrebbe la pena scartare di lato e inventarsi una stranezza, piuttosto che replicare le stesse due canzoni urlate da anni. Che so, canzoni di Natale, persino. BOCCIATO</p>
<p>Coldplay – Mylo Xyloto<br />
“Devi ascoltarlo diciotto volte, poi ti piace tantissimo”, mi ha detto un amico dopo il mio diciassettesimo ascolto, quando stavo per mollare. Ma chiude il giornale e devo mandare la rubrica, vi farò sapere. RIMANDATO</p>
<p>Jovanotti – Ora<br />
Nel decennio scorso aveva fatto la più bella ballata italiana del decennio, “Mi fido di te”. In questo ha fatto il miglior pezzone “anthem” di questo, “Il più grande spettacolo dopo il Big Bang”. È ancora oggi, con carriera assai longeva, sulla breccissima. Numero uno. PROMOSSO</p>
<p>Amy Winehouse – Hidden Treasures<br />
Con quella voce lì poteva fare un po’ di tutto, quindi anche una raccolta di inediti, cover e avanzi si fa ascoltare, una volta, due, alla terza già rimetti Adele. RIMANDATO</p>
<p>Scala &amp; Kolacny Brothers &#8211; Scala &amp; Kolacny Brothers<br />
Ok, ho imbrogliato, che nella classifica di iTunes prima c’erano Alessandra Amoroso e la “Papeete Beach Compilation”, su cui non mi sento pronto ad avere un parere. Ma di loro, coro belga spettrale, abbiamo scritto qui altre volte e vale sempre la pena trovargli un angoletto: è il disco più interessante in questa lista. PROMOSSO</p>
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		<title>Singalong</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Dec 2011 20:53:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Vanity Fair]]></category>

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		<description><![CDATA[Ho visto in ritardo “Super 8”, il film di JJ Abrams con i bambini e l’alieno cacciato dai grandi che però è buono e gli inseguimenti e le scene spettacolari (e un memorabile deragliamento del treno), insomma tutto il repertorio &#8230; <a href="http://www.wittgenstein.it/2011/12/18/singalong/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho visto in ritardo “Super 8”, il film di JJ Abrams con i bambini e l’alieno cacciato dai grandi che però è buono e gli inseguimenti e le scene spettacolari (e un memorabile deragliamento del treno), insomma tutto il repertorio di E.T., ma riproposto con esperta maniera. La musica è di Michael Giacchino, quello della musica di Lost e di altre cose notevoli, ma in mezzo c’è anche una piccola scelta di canzoni rock di cassetta dei tardi anni Settanta – da “Heart of glass” a “Don’t bring me down” &#8211; e i ragazzini a un certo punto cantano tutti assieme “My Sharona” dei Knack. E quella cosa lì di cantare tutti assieme nei film, funziona sempre moltissimo: scelta facile e ruffiana, ma efficace appunto. Le migliori del genere che mi ricordo sono la famiglia di Nanni Moretti nella Stanza del figlio che canta in macchina “Insieme a te non ci sto più”, e la simmetrica, più triste, “La prima cosa bella” nel film con lo stesso nome di Paolo Virzì. Ma soprattutto “Tiny dancer” di Elton John sul pullman di Almost Famous, e “The tracks of my tears” in Platoon. Non lo so perché funzioni sempre – lo chiamano “singalong”, gli americani &#8211; dev’essere lo stesso meccanismo del karaoke, e delle lucine di natale.</p>
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		<title>Notizie che non lo erano</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Dec 2011 20:52:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cartastampata]]></category>
		<category><![CDATA[Gazzetta dello Sport]]></category>

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		<description><![CDATA[Sabato scorso un gruppo di persone ha attaccato un campo rom di Torino dopo che una ragazza di sedici anni aveva sostenuto di essere stata violentata da alcuni dei suoi occupanti. Ma la notizia dello stupro, che era stata riportata &#8230; <a href="http://www.wittgenstein.it/2011/12/18/notizie-che-non-lo-erano-156/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sabato scorso un gruppo di persone ha attaccato un campo rom di Torino dopo che una ragazza di sedici anni aveva sostenuto di essere stata violentata da alcuni dei suoi occupanti. Ma la notizia dello stupro, che era stata riportata anche da alcuni giornali, era falsa, come ha confessato il giorno dopo la stessa ragazza. La Stampa di Torino ha chiesto scusa in un articolo per il titolo che accreditava la versione della ragazza senza che ce ne fossero state conferme.<br />
Mercoledì Enrico Mentana si è dimesso da direttore del Tg della 7 dopo aver ricevuto la notizia, diffusa da gionali e siti di news, che il Comitato di Redazione del Tg lo avesse denunciato per comportamento antisindacale. Il CdR ha successivamente smentito di averlo denunciato – la denuncia era stata annunciata dall’Associazione Stampa Romana – e Mentana ha ritirato le dimissioni.<br />
Sulla manovra finanziaria c’è stato un grande accavallarsi di notizie poi smentite o poi corrette o poi capovolte: per tutte, l’annunciato annullamento delle liberalizzazioni, poi in parte ripristinate.<br />
L’agenzia Ansa ha annunciato domenica scorsa che il ministro Corrado Passera aveva scritto su Twitter che il governo avrebbe deciso presto un’asta delle frequenze tv, in un messaggio su Twitter. Ma quell’account di Twitter era un falso, non gestito da Passera. Un simile incidente era avvenuto con lo stesso account falso su un’altra falsa dichiarazione di Passera, due settimane prima: ripresa da giornali e tv.<br />
È circolata su Facebook all’inizio della settimana la notizia che fosse morto Paolo Villaggio. Quando è stata smentita alcuni siti di news l’hanno attribuita all’Ansa, ma era falsa anche l’attribuzione: non era stata l’Ansa a diffonderla.</p>
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		<title>Notizie che non lo erano</title>
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		<pubDate>Sun, 11 Dec 2011 08:02:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Gazzetta dello Sport]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Wall Street Journal ha ricostruito il caso del “muffingate”: l’ufficio Ispezioni del Ministero della Giustizia americano aveva a settembre annunciato orgogliosamente un’inchiesta sugli sprechi all’interno del ministero, tra i cui risultati c’era anche la scoperta della documentazione amministrativa di &#8230; <a href="http://www.wittgenstein.it/2011/12/11/notizie-che-non-lo-erano-155/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il Wall Street Journal ha ricostruito il caso del “muffingate”: l’ufficio Ispezioni del Ministero della Giustizia americano aveva a settembre annunciato orgogliosamente un’inchiesta sugli sprechi all’interno del ministero, tra i cui risultati c’era anche la scoperta della documentazione amministrativa di una riunione ministeriale per cui si era provveduto alla colazione dei partecipanti pagando tra l’altro dei muffin (quei dolcetti americani che da un po’ vendono anche negli autogrill, qui) sedici euro ciascuno. Un po’ come in Italia con la recente produzione di scandalo intorno ai costi della politica – i giornali ultimamente sembrano privilegiare più i prezzi delle lasagne dei deputati che i grandi sprechi in investimenti pubblici &#8211; la storia aveva fatto il giro di tutti i media, a cominciare dal Washington Post e dalla CNN. Ma due giorni dopo il fornitore di quelle colazioni di lavoro aveva comunicato che sedici dollari (circa dodici euro) era in realtà il prezzo pagato per un’intera colazione, non solo i muffin. Ma a quel punto solo 37 dei 223 articoli usciti con la notizia – lo ha calcolato il sito Huffington Post – sono stati corretti o aggiornati dai media americani. Nessuna delle maggiori tv che aveva annunciato i muffin da sedici dollari ha per esempio informato i suoi spettatori che la storia era falsa.<br />
L’articolo del Wall Street Journal conclude che gli sprechi ci sono e vanno combattuti certo, ma che il clima da “beccato!” che domina le scelte di giornali, siti e tv non aiuta a combatterli: “il competitivo mondo dei giornali in crisi di copie, i programmi televisivi in guerra tra loro, i blogger in cerca di attenzione non aiutano il giornalismo accurato e le analisi approfondite”.</p>
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		<title>Notizie che non lo erano</title>
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		<pubDate>Sat, 03 Dec 2011 21:54:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cartastampata]]></category>
		<category><![CDATA[Gazzetta dello Sport]]></category>

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		<description><![CDATA[Ieri mattina il Corriere della Sera ha pubblicato un articolo in prima pagina su una mail interna della Rai che chiedeva ai responsabili dei programmi sulla giornata della lotta all’Aids di non usare la parola “profilattico”: nella mail la richiesta &#8230; <a href="http://www.wittgenstein.it/2011/12/03/notizie-che-non-lo-erano-154/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ieri mattina il Corriere della Sera ha pubblicato un articolo in prima pagina su una mail interna della Rai che chiedeva ai responsabili dei programmi sulla giornata della lotta all’Aids di non usare la parola “profilattico”: nella mail la richiesta era attribuita al ministero della Salute, come diceva il sommario: “è la linea del ministero della Salute”. E nel testo: “La parola profilattico nell’Italia del 2011 è ancora un tabù. Almeno lo è per la Rai e per il ministero della Salute, che da pochi giorni è guidato da Renato Balduzzi”. Ma nel pomeriggio il ministro Balduzzi ha detto alle agenzie di stampa che “La prevenzione Aids passa anche attraverso il preservativo o il profilattico e il ministero della salute non si permetterebbe mai di dare indicazioni sul non uso di questa parola”. Anche la Rai ha negato simili indicazioni, malgrado il Corriere avesse indicato anche una presunta autrice della mail interna.<br />
Il giorno prima il ministro degli Affari Europei Enzo Moavero aveva spiegato di aver chiesto la rimozione di una scrivania al ministero solo perché “troppo grande”, smentendo così le versioni date il giorno prima dai giornali per le quali la scrivania sarebbe appartenuta a Benito Mussolini e Moavero l’avrebbe rifiutata adducendo ragioni di radicato antifascismo.<br />
Molti giornali hanno dichiarato per due giorni “definitiva” la rottura tra il sindaco di Milano Pisapia e l’assessore alla Cultura Boeri, e “definitive” le dimissioni di quest’ultimo. Ma Pisapia le ha respinte e Boeri è tuttora assessore alla Cultura del comune di Milano, dove i due continuano quindi a lavorare assieme.</p>
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		<title>Abbiamo l&#8217;aria di italiani d&#8217;Argentina</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Nov 2011 09:16:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Vanity Fair]]></category>
		<category><![CDATA[Ivano Fossati]]></category>

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		<description><![CDATA[Sono andato al primo concerto dell’ultimo tour di Ivano Fossati, a Milano. Avendo lui, come si sa, annunciato che poi smetterà di suonare. Che poi magari cambierà idea, come capita spesso (e sulle difficoltà di mantenere simili proponimenti c’è anche &#8230; <a href="http://www.wittgenstein.it/2011/11/23/abbiamo-laria-di-italiani-dargentina/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono andato al primo concerto dell’ultimo tour di Ivano Fossati, a Milano. Avendo lui, come si sa, annunciato che poi smetterà di suonare. Che poi magari cambierà idea, come capita spesso (e sulle difficoltà di mantenere simili proponimenti c’è anche il bel libro nuovo di Alessandro Baricco), e allora le band fanno i tour della “reunion”: ma i solisti, come lo chiamano quando tornano a suonare, di nuovo da soli?<br />
Comunque, Fossati dà soddisfazione e fa un sacco di canzoni vecchie, anche se poi alla fine ti restano sempre in testa quelle che non ha fatto. Io ne ho una, che non è di quelle che si dicono sempre (La costruzione di un amore, su tutte: e quella la fa), che mi sono chiesto perché mi piaccia tanto: forse quel trascinare le vocali, forse che una volta la mettemmo in un documentario a cui lavorai, che parlava dell’Argentina: e si chiama, appunto, Italiani d’Argentina.<br />
“Abbiamo l’aria di italiani d’Argentina”, dice. L’ho ripensata molto, in questi anni, perché quel sentimento lì di malinconia distante, di essere altrove con qualcosa che ti manca, rassegnati – “e nessuna fotografia ci basterà” – quella cosa lì è diventata il modo in cui spesso ci siamo sentiti in questi anni, anche senza essere dall’altra parte del mondo. Abbiamo tutti un po’ l’aria di italiani d’Argentina.</p>
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		<title>Notizie che non lo erano</title>
		<link>http://www.wittgenstein.it/2011/10/29/notizie-che-non-lo-erano-153/</link>
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		<pubDate>Sat, 29 Oct 2011 15:47:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cartastampata]]></category>
		<category><![CDATA[Gazzetta dello Sport]]></category>

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		<description><![CDATA[Martedì scorso molti giornali hanno scritto che la compagnia aerea Ryanair avrebbe fatto partire dall’aeroporto di Stansted (Londra) un aereo diretto in Lettonia con un finestrino della cabina di pilotaggio «aggiustato con il nastro adesivo». Con citazioni dell’«incredulità e l’orrore» &#8230; <a href="http://www.wittgenstein.it/2011/10/29/notizie-che-non-lo-erano-153/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Martedì scorso molti giornali hanno scritto che la compagnia aerea Ryanair avrebbe fatto partire dall’aeroporto di Stansted (Londra) un aereo diretto in Lettonia con un finestrino della cabina di pilotaggio «aggiustato con il nastro adesivo». Con citazioni dell’«incredulità e l’orrore» di alcuni passeggeri mentre assistevano alla riparazione. Dopo 20 minuti di volo, l’aeroplano è dovuto tornare indietro per problemi tecnici. Ma Patrick Smith, il pilota che si occupa di voli aerei sul sito americano Salon e sul settimanale Internazionale ha spiegato che «non c’era alcun nastro adesivo. I meccanici hanno applicato un nastro in alluminio noto come “speed tape”». Ovvero un nastro estremamente resistente che ha un’alta tenuta, usata sovente per riparazioni temporanee sugli aerei. Nel caso di Ryanair, lo speed tape è stato usato per far tenere ferma una guarnizione. Lo scopo della riparazione temporanea non era quella di tenere al suo posto il finestrino, come hanno sostenuto diversi giornali, e la sezione trattata con il nastro non era sottoposta ad alcun particolare stress meccanico. Il sigillante utilizzato all’esterno dei finestrini delle cabine di pilotaggio viene impiegato principalmente per ragioni aerodinamiche, le guarnizioni che tengono al loro posto i vetri si trovano più in profondità nella lamiera dell’aeroplano e non nelle parti superficiali. Che una compagnia aerea low-cost che si è spesso fatta pubblicità con notizie inventate sui propri tagli ai costi tenesse insieme gli aerei con lo scotch era una storia attraente per i giornali, ma falsa, insomma.</p>
<p>Repubblica ha presentato giovedì le elezioni presidenziali irlandesi con un breve articolo che citava alcuni candidati, tra cui un senatore gay, scrivendo: “contro di lui nessuna polemica”. Ma invece il senatore Norris è stato travolto da uno scandalo – che lo aveva costretto a ritirare la sua candidatura, salvo poi rientrare &#8211; per aver fatto pressioni sul governo israeliano per ottenere clemenza per il suo ex compagno, condannato per violenza sessuale su un quindicenne.</p>
<p>Il progetto per il ponte sullo Stretto di Messina è stato annunciato come affondato e accantonato qualche giorno fa da tutti i giornali, ma venerdì sera i siti dei quotidiani annunciavano che invece resta in piedi: “contrordine”. Simile confusione intorno a una vaga e misteriosa notizia di una lettera contro Berlusconi di alcuni deputati del PdL che era circolata sui media tra giovedì sera e venerdì mattina, ma di cui si è persa ogni traccia o conferma.</p>
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		<title>Everybody cut Footloose</title>
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		<pubDate>Sat, 29 Oct 2011 09:47:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cartastampata]]></category>
		<category><![CDATA[Vanity Fair]]></category>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Questa cosa che esce una nuova versione di Footloose, il film, non so se mi fa ridere o mi deprime. Ai tempi del primo avevo vent’anni e, combattuto tra un prolungamento di adolescenza e un’ambizione di maturità, non sapevo se esserne appassionato o giudicarlo una scemenza. Il regista era Herbert Ross (quello di “Provaci ancora Sam”, per dirne solo uno), Kevin Bacon sembrava un ragazzetto (ma aveva 26 anni) e non lo avevamo praticamente mai visto, e quel vecchio meccanismo “ribelle porta aria nuova in un contesto retrogrado” (Brubaker, Qualcuno volò sul nido del cuculo, L’attimo fuggente, e mille altri) funzionava: per quanto ammosciato dal lieto fine, in questo caso.<br />
Però era una cosetta, salvata da un paio di scene divertenti e corredata da una colonna sonora veramente scadente, fatta da americanate mediocri dell’epoca una delle quali vinse persino un Oscar. Ora scopro che la colonna sonora del remake è fatta di nuove versioni delle stesse canzoni affidate a nuovi interpreti ancora più insulsi. E immagino che un sacco di ragazzi andranno nei cinema a vederlo e faranno i passetti del campo di football e canticchieranno le canzoni mediocri. Proprio come noi, quasi trent’anni fa.</p>
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		<title>Six by six</title>
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		<pubDate>Wed, 19 Oct 2011 15:51:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Vanity Fair]]></category>
		<category><![CDATA[Peter Gabriel]]></category>
		<category><![CDATA[wallflower]]></category>

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		<description><![CDATA[Nel 1982 Peter Gabriel pubblicò il suo quarto disco da solo, quello di Shock the monkey (rimasta nota al grande pubblico italiano per l’esecuzione al Festival di Sanremo con Gabriel che si gettava sul pubblico appeso una liana e si &#8230; <a href="http://www.wittgenstein.it/2011/10/19/six-by-six/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nel 1982 Peter Gabriel pubblicò il suo quarto disco da solo, quello di <em>Shock the monkey</em> (rimasta nota al grande pubblico italiano per l’esecuzione al Festival di Sanremo con Gabriel che si gettava sul pubblico appeso una liana e si infranse su un altoparlante, fingendo indifferenza). Nel disco c’erano molte canzoni belle – tutte, direi – e una bellissima, che si chiamava <em>Wallflower</em>. Secondo alcune versioni fu ispirata dalle storie dei prigionieri torturati sotto la dittatura di Pinochet, secondo altre dalla detenzione di Lech Walesa. Nel 1990 Gabriel la cantò a Santiago del Cile assieme agli Inti Illimani. Con il tema del prigioniero “chiuso in una scatola” Gabriel si era già cimentato ai tempi della più famosa <em>Biko</em>, dedicata a Steven Biko, morto in un carcere sudafricano nel 1977, e che era stata usata nel film omonimo. La melodia di <em>Wallflower</em> finì invece in un altro film di prigionia, <em>Birdy</em> di Alan Parker, in versione strumentale. Adesso Gabriel ha pubblicato una raccolta di sua vecchie canzoni in versione orchestrata, che ha fatto storcere il naso ai fans duri e puri che aspettano un suo disco nuovo da quasi dieci anni: però il risultato è dignitosissimo, perché il materiale originale era di prima classe. C’è anche <em>Wallflower</em>, e noi fans teneri e affezionati ci commuoviamo, per tutti questi motivi insieme.</p>
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		<title>Quando tocca alla tv?</title>
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		<pubDate>Wed, 12 Oct 2011 12:37:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cartastampata]]></category>
		<category><![CDATA[Vanity Fair]]></category>

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		<description><![CDATA[Della smaterializzazione dei palinsensti televisivi, che ha raccontato Riccardo Luna su Repubblica la settimana scorsa, qui abbiamo parlato molte volte negli anni passati. Della fruizione dei video su molte piattaforme diverse, della fine della televisione in quanto contenitore e della &#8230; <a href="http://www.wittgenstein.it/2011/10/12/quando-tocca-alla-tv/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Della smaterializzazione dei palinsensti televisivi, che ha <a href="http://www.kataweb.it/tvzap/2011/10/04/addio-cara-tv-nasce-il-palinsesto-fai-da-te-307009/">raccontato</a> Riccardo Luna su Repubblica la settimana scorsa, qui abbiamo parlato molte volte negli anni passati. Della fruizione dei video su molte piattaforme diverse, della fine della televisione in quanto contenitore e della sua rinascita in quanto contenuto: la televisione non è più quel cassone in soggiorno (già assai assottigliato) ma le cose che mostra, e che però oggi si possono vedere dove e quando vogliamo. E anche farci un sacco di cose, come la “social tv” in cui la visione dei programmi televisivi viene condivisa sul web e sui social network, e i video vengono scambiati e passati online. O la creazione di propri archivi online tramite YouTube.<br />
Quello che tutto questo sta portando, mi sembra, non è quindi solo che non esistono più i “palinsesti” e il rapporto passivo con la tv: ma che forse, appunto, non esisterà più la tv in quanto tale. Non abbiamo ancora cominciato a pensare che i destini di crisi e ripensamento che le nuove tecnologie – insieme a mille opportunità creative e di fruizione – hanno portato nel giornalismo, nella musica, nel cinema, forse nell’editoria, possano riguardare anche la tv. Però rispondete a una domanda: oggi guardate la tv più o meno di dieci anni fa? O di cinque?<br />
Io dico meno.</p>
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