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Archivi categoria: Musica
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Erlend Øye è un norvegese di 33 anni di cui pochi ricordano il nome, forse anche per un’inconscia rimozione legata a come diavolo si pronunci il suo cognome. Ma il duo di cui faceva parte – i Kings of Convenience … Continua a leggere
Pubblicato in Cartastampata, Musica, Vanity Fair
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Mi si escludeva
Il fondatore degli Specials protesta che non lo hanno invitato alla reunion della band
Belongs to lovers
Il mio momento “Almoust famous” l’ho avuto trent’anni fa. Come il ragazzino nel film che scopre il rock grazie al lascito di vinili della sorella, avevo appena superato la fase Beatles delle medie (successiva alla fase cantautori, che a sua … Continua a leggere
Orizzonti perduti
Sul nuovo disco degli U2 – il primo cd che compro da anni – temo di essere d’accordo con la recensione di Time: il primo pezzo – la title track – vale tutto il disco, che poi si spenge nell’onesta … Continua a leggere
Yes!
Tra un mese esce il nuovo disco dei Pet Shop Boys, con Johnny Marr degli Smiths (già complice in imprese precedenti). Nel frattempo vi consiglio un bel disco rock vecchia maniera: sono australiani, si chiamano Drones. Il disco è “Havilah“. … Continua a leggere
Pubblicato in Musica, Wittgenstein
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Hits 2008
Anche quest’anno, le venti canzoni più ascoltate sui miei iTunes e iPods e iPhones eccetera (i links sono a iTunes Store): Sing Us One of Your Songs May, Bill Fay, 38 Guaranteed, Eddie Vedder, 35 Screams in the Ears, Bill … Continua a leggere
Pubblicato in Musica, Wittgenstein
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Quattro dischi per natale (per Vanity Fair)
Il primo disco di Rachael Yamagata uscì quattro anni fa. Mi fa sentire vecchio, ma ne scrissi per questa rubrica: “È una cantante dell’Asse – avi giapponesi, madre italo-tedesca – ma ha vissuto tra New York e Chicago”. Quel suo … Continua a leggere
Pubblicato in Cartastampata, Musica, Vanity Fair
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Proprio come diceva mia mamma
Sono un collezionista di canzoni di natale da quando erano ancora una cosa rara ed esotica (eh, signora mia…): oggi se ne salva una su cinquanta (la “Jingle Bells” dei Barenaked Ladies non è niente male), e le altre sono … Continua a leggere
Stordiscimi
“Comfortably numb” è una delle canzoni a cui si restò più affezionati quando i Pink Floyd misero insieme quel disco sensazionale che fu “The Wall”. Se l’era portata Dave Gilmour da un suo precedente progetto solista. Nella tensione dell’opera, spartita … Continua a leggere
Pubblicato in Cartastampata, Musica, Vanity Fair
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Le cose, cambiano
Nel 1963 Sam Cooke scrisse “A change is gonna come”: aveva voglia di fare qualcosa al passo con l’impegno, i tempi, e le loro rivendicazioni civili e politiche. Qualcosa per i diritti dei neri. Quelli che gli stavano vicino gli … Continua a leggere
Pubblicato in Cartastampata, Musica, Vanity Fair
Contrassegnato Obama, sam cooke
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November rain
La conclusione della saga di “Chinese Democracy”, il disco dei Guns n’Roses che uscirà il 23 novembre – come ha raccontato Vanity Fair la settimana scorsa – ha già una prima vittima: ovvero un primo vincitore. Con un’inedita trovata pubblicitaria, … Continua a leggere
Maccartneysmo
Avete presenti quelle etichette che si attaccano sui cd – equivalenti delle fascette sui libri – che segnalano cosa c’è dentro di particolarmente attraente? Le mettono perché l’artista non ha voluto rovinare la copertina, ma loro pensano che con quella … Continua a leggere
Pubblicato in Cartastampata, Musica, Vanity Fair
Contrassegnato nitin sawhney, Paul McCartney
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Un funghetto trallallà
L’eroe della storia è un prode combattente intenzionato a liberare la sua principessa prigioniera del castello. Ma le sue fatiche si moltiplicano, e ogni castello espugnato non è mai quello giusto. Man mano che avanza, però, la tensione si intensifica, … Continua a leggere
Pubblicato in Cartastampata, Musica, Vanity Fair
Contrassegnato Kaki King, Mario Bros, Mountain Goats
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Basta un poco di zucchero
“Ooo-ò o-oò-o…”. Ieri mattina in giro per Milano era come quando entri ed esci da bar, negozi e uffici, e tutte la radio sono sintonizzate sulla stessa stazione. Solo che funzionava con le persone, e ti lasciavi alle spalle qualcuno, … Continua a leggere
Pubblicato in Cartastampata, Gazzetta dello Sport, Musica
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More cowbell!
Quelli di voi che si siano comprati ‘sto benedetto iPhone e si divertano a scoprire le centinaia di piccole applicazioni accessorie, avranno notato la quantità di programmi dedicati ai “cowbells”: ovvero ai campanacci da mucca. La prima volta pensate sia … Continua a leggere
Superstar
L’hip-hop, non è che tutti lo abbiano capito ancora. Per molti è semplicemente un sinonimo del genere musicale che prima chiamavano rap: anche se si tratta di un mondo assai più esteso. Ci sono ritmi e atteggiamenti ed estetiche e … Continua a leggere
I am what I play
Osservatorio sui gusti estivi e su quelli eterni. Ho fatto il deejay a una festa frequentata da ballerini piuttosto eterogenei. Il vero pezzo riempipista della serata, che ha tirato dentro assieme esigenti amanti della buona musica e vittime della programmazione … Continua a leggere
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The unforgettable 1987
Dov’eravate il 4 luglio 1987? Io, per quel che può contare, ho ricostruito che forse ero in Calabria al mare con una ragazza, e piuttosto indietro con gli esami di Architettura. Ma parliamo di tempi anteGoogle, quando le nostre vite … Continua a leggere
Se ne fregano tutti, fuorché Jackson Browne
Il disco di Randy Newman esce a giorni, ma circola già in rete. Ci sono canzoni belle, e canzoni spiritose, e somiglia ai dischi di Randy Newman. In una di quelle spiritose Newman ne dice sull’America ancora peggiori di quando … Continua a leggere
E scaricò le sue pistole in aria
Sempre durante l’infinito riordino degli hard disk, ho trovato questo, che scrissi per il numero di settembre 2004 di Donna, ma poi – se mi ricordo bene – mi sembrò troppo fatti miei e lo rimpiazzai con qualcos’altro. Qui però … Continua a leggere



