Confidenzialmente Corsocomo
di Luca Sofri
Giudizio Universale, maggio 2005
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Le persone perbene non escono la sera. La sera è dei delinquenti e degli sfaccendati. Le persone perbene escono di giorno, alla luce del sole, perché non hanno nulla da nascondere.
Ma il mondo non è più delle persone perbene, si sa. Il mondo offre centinaia di locali in ogni città per chi vuole uscire la sera, sgavazzare, vedere altra gente che vuole uscire la sera e sgavazzare, ignari di quel che succede intorno a loro, beati nell'oscurità. Alla gente perbene non pensa nessuno.
Il problema, nell'Italia di oggi, non è Berlusconi, e non è nemmeno il deficit, e neanche i reality show, a dirla tutta. Il problema è che non ci sono locali dove poter passare piacevolmente il tempo, di giorno. I paesi dell'Europa del Nord sono pieni di bar e ristoranti dove pranzare appoggiati alla vetrata che dà sulla strada e che riceve la luce del sole. I paesi dell'Europa del Sud hanno cortili e giardini e piazzette allietate da sedie e tavolini tranquilli. Gli Stati Uniti hanno Starbucks, dove i ragazzi vanno a studiare con le loro fotocopie e i manager dispiegano i loro computer portatili. In Italia, a guardarsi in giro, sembra che la richiesta maggiore sia di stare rintanati e stretti nel buio di un retrobottega. Se un bar o un ristorante hanno un affaccio sull'esterno, lo coprono con una gran tenda, o ci mettono il bancone, o la cassa. I clienti, tutti in fondo, belli riparati. Intanto fuori splende il sole, che fastidio. Nei posti con i tavolini fuori, di solito bisogna stare attenti che un autobus non vi passi sopra le scarpe o un paio di turisti americani non vi urtino il caffè.
Prendete Milano: ci sono sei-sette posti piacevoli dove pranzare; ce ne sono appena tre che si possono definire belli. Uno si chiama Corso Como 10, e ha ormai usurpato il nome alla strada e al numero civico che lo ospitano.
Corso Como 10 è un ristorante, un bar, e una specie di istituzione, la madre inimitata di tutti i concept-stores. Ed è - in locali che si aggrovigliano su se stessi intorno a un beato cortile pieno di piante - una boutique di moda, oggetti e gioielli, una libreria, un negozio di cd, una galleria d'arte e un albergo, di tre stanze. Si è inventata tutto Carla Sozzani, una specie di divinità del mondo della moda milanese (che di divinità ne venera parecchie), all'inizio degli anni Novanta.
Corso Como 10 (confidenzialmente Corsocomo) ha tre difetti, a volergliene trovare. Il primo è che la sera a cena si riempie di modaiolismo milanese, ma le persone perbene la sera non escono e quindi questo è superato. Il secondo è che non è esattamente economico: ma provate a ordinare un primo al nuovo hotel Bulgari - col suo stupendo giardino e tutto quanto - e poi riparliamo di prezzi. Il terzo è che il rapporto tra personale simpatico e affabile e personale musone e scostante è di uno a sei, ma una volta individuati quei tre giusti è fatta. Poi si vendono cose belle e cose che se la tirano e costano un botto: ma non è uno di quei posti in cui ti senti fuori luogo se vuoi solo un caffè.
Per il resto Corsocomo è molto bello, una vecchia casa di ringhiera milanese piena di invenzioni. Il cortile, il pomeriggio, è una pacchia rara. Il pranzo non è mai affollato, salvo nei giorni della moda e in quelli del design. E c'è un motivo per cui Corsocomo batte quasi tutti i tentativi di localefigo sperimentati in giro per l'Italia: è un posto vero. Non ha le calle, non ha il minimalismo giapponese, non ha i camerieri che sembrano usciti da una boyband, e non ha la musica lounge. Cioè, un po' sì, ma solo un po'. Gli infissi sono sverniciati qua e là, dei tubi attraversano le sale del negozio, le scale sono impataccate. È un posto per gente perbene, almeno fino al tramonto.
Nome: Corso Como 10
Indirizzo Corso Como 10
Città: Milano
Costo di un caffè e un'acqua piccola: 5 euro
Nome dell'albergo: 3 rooms
Camere dell'albergo: 3
Costo per una notte: 295 euro
Consuetudine più civile: mai lasciare il cliente del ristorante senza focaccine
Frequentatori più assidui: i passeri (per via delle focaccine, forse)
Ora del coprifuoco: le 19, quando cominciano ad arrivare i pendolari dei bar e delle discoteche circostanti
Alternativa milanese per godersi le ore del giorno: Caffè Design alla Triennale
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