Neri per caso
di Luca Sofri

Il Foglio, 3 maggio 2005

È come quando fanno un Papa nuovo e tutti vanno a intervistare i suoi compagni di scuola. Oppure quando Liorni va al paesello del vincitore del Grande Fratello e trova le sue vecchie fidanzate (del Papa non si trova mai uno straccio di fidanzata, il che - sarete d'accordo - è assai strano). Adesso l'uomo del giorno è Gianluca Neri - un modo di dire, ormai: gianlucaneri - e io faccio quello che lo conosce, essendo la sua fidanzata trasformatasi in ex fidanzata da qualche tempo, per ragioni non completamente estranee all'argomento in questione.
Gianlucaneri ha fatto questo: ha trovato su internet il documento americano sull'affare Calipari dopo averne letto sui giornali di domenica. Il documento forniva gran parte della ricostruzione, dicevano i giornali, ma era pieno di omissis: in particolare mancavano i nomi dei soldati coinvolti che i giudici italiani vorrebbero ascoltare. Gianlucaneri ha visto che il documento era in PDF, ovvero un formato di impaginazione del testo da poco ennesimamente celebrato (sull'Economist, questa volta) come una delle più rivoluzionarie invenzioni nell'editoria contemporanea. I lettori del Foglio conoscono bene il PDF perché è il tipo di file con cui il giornale si può scaricare dal suo sito web, e con cui è archiviato in quei cd-rom annuali allegati al quotidiano (ma li fanno ancora? Devo chiedere): la sua distinzione sta nel fatto che è una tecnologia che mostra sul monitor un testo impaginato e formattato in modo molto fedele alla versione di carta. Tanto che il rapporto Calipari, a scaricarlo da internet, si mostra sulllo schermo esattamente come siamo abituati a vedere i vecchi verbali con gli omissis: con le pecette nere. Questa confortevole similitudine dev'essere ciò che ha tratto in inganno chi lo ha messo online, che deve aver pensato: se ci faccio una riga nera sopra, poi non si vede più. Che è quello che accade nel mondo reale, per chi se lo ricorda.
Nel mondo virtuale Gianluca Neri (e diversi altri nel frattempo, si è scoperto: ma tra loro neanche un giornalista, nessun investigatore, nessun esperto del caso) ha preso il contenuto del file e ha fatto una cosa piuttosto semplice: lo ha incollato in un programma di testo (Word), perdendo così tutte le formattazioni grafiche proprie del PDF. Pecette comprese. Oplà.
Gianlucaneri allora ha cercato di avvisare qualcuno nei giornali, ma era il primo maggio e non si trovava nessuno. Qualche lettore del suo blog ha segnalato la cosa ai siti dei quotidiani e quelli finalmente hanno pubblicato lo scoop. Citando la fonte? Figuriamoci: non la citano quando è il Wall Street Journal, figuriamoci se è un blog. Ma il blog è piuttosto popolare e domenica sera qualcuno nelle redazioni ha pensato di superare l'imbarazzo di essere stati beccati nella totale incompetenza, e adesso Gianlucaneri è l'uomo del giorno. Stamattina, mentre me la raccontava in radio, aveva il programma di Costanzo che lo aspettava. E qui il successo pubblico richiede che interveniamo noi, quelli di Liorni, le ex fidanzate, i compagni di scuola. Io Gianlucaneri l'ho conosciuto mandandolo affanculo. Perché su Clarence - il portale internet da lui coinventato e poi rivenduto per un pacco di soldi - aveva scritto delle cose spregevolmente volgari sulle signore mogli di Johnny Dorelli (che me ne fregava, direte voi: niente, o tutto). Lui sostenne che ce l'avevo con lui per delle altre bassezze di mediocre banalità che aveva scritto sugli amici della mia, di famiglia, ma non era vero: ero abituato a ben altro che quattro fesserie sul direttore del Foglio. Lo mandai comunque affanculo sul mio allora giovane blog (era il 2002). Sono andato a rivedere quel “carteggio”, è piuttostoassurdo. Io chiamai gli autori degli inutili insulti nei confronti della famiglia Dorelli (che me ne fregava, direte voi, eccetera), che pretendevano di cavarsela con l'alibi della satira, dei “porci vigliacchi, se posso permettermi della satira”. Neri mi rispose sul suo blog di allora - si chiamava GnuEconomy - definendomi “vassallo di Giuliano Ferrara” e “la più promettente valletta dopo le partecipanti alla trasmissione Veline”. Io scrissi ancora sottolineando la sottigliezza delle battute e concludendo “Ma un giorno diventerà buono”.
Adesso, non è che sia diventato buono, Gianlucaneri. È solo diventato mio amico. Come sia successo, con quella partenza, non lo so. Ai miei occhi, gli capita sempre con una qualche frequenza di essere un po' stronzo. Però è uno che se gli dici che è stato un po' stronzo e gli spieghi perché, lui lo capisce. Bisogna anche tener conto che ha lavorato a Cuore, dove avevano sì delle grandi idee ma erano anche molto stronzi. La stronzaggine sarà anche il sale della satira, ma non c'è solo la satira a questo mondo, per fortuna.
Gianlucaneri comunque ne ha fatte di cotte e di crude. Tra le altre - le so o perché me le ha raccontate o perché le ha scritte sul suo blog - queste: ha fondato Clarence e venduto Clarence, ha lavorato a Cuore, ha inventato il blog italiano più letto e famoso, fa l'autore televisivo, è uno dei maggiori esperti di cultura pop contemporanea, ha baciato Nikka Costa, quando erano piccoli, ha messo online le liste della massoneria e ne è nato un putiferio, ha raccontato per primo in Italia le serie televisive americane più recenti, come “Desperate housewives” e “Lost”, è uno dei primi arditi delle radio online in Italia (e si è generosamente offerto di far funzionare la mia). Passa il tempo attaccato a dei computer o dei monitor televisivi, fino a tardissima notte. Poi la mattina dormirebbe, ma gli capita di dover lavorare. Aveva una fidanzata, appunto, e io le dicevo sempre per scherzo che doveva lasciarlo: lei poi se n'è convinta, ma non credo sia merito mio.
In questo momento - via chat, come al solito - Gianlucaneri mi sta dicendo che ha una troupe in casa e che ha precettato sua madre a rispondere al telefono e suo fratello a gestire il server sommerso dagli accessi: e che poi mi racconterà di come nelle ultime 36 ore la sua vita sia diventata quella di Matthew Broderick in Wargames. Per ora so che l'ha chiamato la Farnesina per sapere come aveva fatto - così per darvi un'idea di come stiamo messi - e lui ha spiegato “Menu Modifica: Seleziona tutto, e poi Copia…”.
“Dall'altra parte del telefono sentivo degli 'oooooh' di meraviglia”.