Life is quasi random
di Luca Sofri
Il Foglio, 14 gennaio 2005
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Bravi. E questa l'ho detta. Uno si abitua così tanto alle bravure di quelli di Apple che poi magari si dimentica di dirglielo che sono bravi. Quindi bravi. A questo giro hanno prodotto due nuovi oggetti - un computer piccolo piccolo e un lettore mp3 piccolo piccolo - belli come sempre e piccoli piccoli in modo impressionante. Non una rivoluzione, questa volta: solo un'evoluzione, prendere i loro gioielli e farli ancora più piccoli. D'altronde, la rivoluzione l'avevano fatta solo pochi mesi fa, con l'uovo di Colombo di far stare il computer dentro il monitor, nel nuovo iMac. Insomma, bravi. Accapo.
Il lettore mp3 piccolo piccolo si chiama iPod Shuffle. Il nome iPod Mini era già stato usato alla precedente riduzione di dimensioni, qui bisognava inventarsi qualcos'altro e Minimini era ridicolo. E allora i comunicatori di Apple - che anche loro, l'hanno sempre saputa lunga - hanno pensato di giocare tutto sulla prospera funzione random o shuffle, diventata centrale nell'ascolto di musica digitale. Quella che permette di ascoltare le canzoni in un ordine casuale inventato dall'apparecchio e sconosciuto all'ascoltatore: ogni canzone, una sorpresa. Capire questa novità nell'ascolto della musica e investirci è stato fare di necessità virtù, per Apple, che ha presentato il nuovo iPod come un prodotto che la esalta: creare un lettore mp3 orientato all'ascolto casuale deciso dal lettore stesso permette la rimozione del display con i nomi delle canzoni, i menu, la navigazione, eccetera. E di conseguenza una notevole riduzione di spazio. Ecco che iPod Shuffle fa di un sacrificio (l'assenza del display) un vanto: il display non c'è perché oggi la musica è bella così, a caso, senza sapere cosa sia. E non contenti, estendono questa filosofia dell'ascolto della musica al mondo in generale, con uno slogan pubblicitario che dice Life is random. Idea bellissima, che fa secchi in un colpo il concetto del destino, quello della provvidenza e anche quello della volontà: la vita va a caso, un batter d'ali di farafalla a Pechino eccetera. Life is random. Fantastico.
Non è finita qui. Alla presentazione di San Francisco di tre giorni fa, e nella comunicazione successiva, Apple ha insistito molto su una nuova funzione di iTunes, il software che gestisce sul computer la musica che poi uno si sentirà sul suo iPod. A differenza di altri nuovi software presentati, di iTunes non si è descritto null'altro di nuovo se non questa compatibilità con il piccolo iPod neonato. È questa la novità. Si chiama Autoshuffle: se tu ci clicchi sopra, iTunes seleziona per te - a caso - un gruppo di canzoni dal tuo archivio grande esattamente come la capienza di iPod Shuffle e ce lo copia sopra. Quindi - mi seguite? - succede questo: voi cliccate su Autoshuffle, e poi un programma decide quali canzoni mettere sul vostro iPod, e poi voi le ascolterete in giro senza sapere cosa siano (non c'è display) e senza poterlo sapere.
Come sapete, il trend che sta portando la musica ascoltata verso un oggetto indefinito, omogeneo, di sottofondo, volatile, è in corso dalla nascita della musica digitale e degli mp3, soprattutto presso i giovani. Ma Apple, come si vede, gli dà una bella accelerazione. Voi avete nel vostro lettore - che ha buone probabilità di diventare il vostro mezzo d'ascolto principale di musica - canzoni che non avete scelto voi e le ascoltate senza poter sapere cosa siano.
Certo, l'archivio originale da cui sono state scelte l'avevate creato voi. E certo, potete anche non usare la funzione Autoshuffle e decidere voi cosa mettere nel lettore. Ma l'uso su cui Apple insiste è quello precedente: il senso in cui si va è quello. E in ogni caso, se usate iPod Shuffle - bellissimo, piccolissimo, leggerissimo, un prodigio - vi troverete ad ascoltare una canzone, vi sembrerà bellissima, non vi ricorderete cosa sia o non lo saprete perché l'avevate appena copiata da un nuovo cd o scaricata, e non potrete saperlo. Salvo macchinose e ardue ricostruzioni una volta che abbiate riattaccato iPod al computer, a casa, non lo scoprirete più, se non quando vi capiterà di riascoltarla e riconoscerla: una su duecentoquaranta. Se ad ascoltarla vi sarà venuta voglia di farla sentire alla vostra ragazza, o di usarla per una festa o uno spot tv o che so io, potete scordarvelo.
Guardate, non sto parlando di un difetto - si tratta di una scelta deliberata ed esibita - ma dell'accelerazione di un modo diverso di avere a che fare con la musica. La musica non è più fatta di canzoni di cui conosciamo il nome e l'autore (o arie, o movimenti, o quel che volete), e non di singole parti: è musica, un solo suono continuo e indistinguibile, slegato dalle singole identità, titoli, esecutori, storie, eccetera. Un liquido che riempie il nostro iPod.
C'è un'altra cosa, legata all'idea che Life sia random. La casualità della funzione random è una cosa complicata: è legata a degli algoritmi, a dei criteri. Non sono foglie che cadono (che pure hanno i loro modelli, ci hanno spiegato a un certo punto). Per esempio, la funzione random di iTunes prevede che le canzoni già ascoltate non rientrino più nel novero di quelle da suonare: non sentirete mai due volte la stessa canzone fino a che non siano passate tutte. L'ordine delle canzoni viene precostituito una volta, e poi eseguito: non rinnovato a ogni canzone. Non è come tirare i dadi.
Ma i pazzi fans di Apple e dei suoi software (sono molti, siamo molti) si lambiccano da tempo se non ci siano in realtà anche altri criteri che regolano l'estrazione casuale della canzone successiva. Mi ci sono infilato anch'io quando ho cominciato a notare delle successioni anomale, delle ripetizioni strane. Certo, ai matti accade di notare cose strane, e se vi facessi degli esempi confermerei i vostri sospetti a questo punto dell'articolo. Ma fidatevi del fatto che in internet ci sono numerose discussioni che tentano di ricostruire un criterio per cui capiti che tra tremila canzoni ne escano a caso di seguito due della stessa band. Cose così.
Se così fosse, se la funzione random non fosse esattamente random - ed esattamente non lo è, come abbiamo detto - beh, diventa interessante anche tutta la filosofia di cui sopra. Life is random? Forse life non è esattamente random, forse certe cose non possono capitare, e altre capitano per qualche criterio e qualche ragione, o le ha fatte capitare qualcuno. E poi il destino, la provvidenza, la scelta. Life is random , un po' sì e un po' no.
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