Per aderire, condividere, dare una mano e mettere il tuo nome in fondo a questa proposta, scrivi qui

Torna al testo della proposta

Wittgenstein è sempre qui

Domande Frequenti (una spiegazione)

Pensate davvero che vi diano retta?
No. Siamo disincantati. Siamo delusi. Siamo abituati a tutto. Abbiamo rinunciato a piantar grane le ultime cento volte che ci siamo sentiti così. Questa volta stavamo facendo lo stesso. Poi ci siamo detti che così non avrebbe dovuto meravigliarci che a ottobre fosse nominato presidente del Partito Democratico Lamberto Dini (con rispetto parlando, niente di personale: ma è un'ipotesi del tutto plausibile, pensateci). E allora era meglio provare a intervenire prima. Almeno al prossimo che ci dice “eh, voi parlate, parlate, ma non proponete niente”, abbiamo qualcosa da mostrare (poi lo dirà lo stesso, perché è scemo, ma pazienza).
Ma il cambio della classe politica non può avvenire chiedendo alla vecchia il permesso di entrare: perché non vi fate largo con le vostre forze?
Intanto non confondiamo i firmatari della proposta - che hanno quasi tutti intenzione di stare alla larga dalla politica attiva - con i candidati proposti. Che si stanno facendo largo con le loro forze, e una delle loro forze è questo sostegno.
E poi le cose nella storia avvengono per meccanismi e accidenti i più vari e chi pensa ci sia una regola ha studiato poco. In Italia l'ultimo cambio della classe politica è avvenuto tramite intervento giudiziario, di certo non perché la classe politica che è arrivata si sia fatta largo da sola. E il cambio della classe politica in Germania Est nel 1989 non è di certo avvenuto perché un'altra l'ha rimpiazzata. Le classi politiche nuove crescono e si insediano perché hanno qualcuno che le sostiene. Perché qualcuno è stufo della precedente, e ne appoggia un'altra, o almeno chiede un ricambio: in questo caso i firmatari di questa proposta sono quel qualcuno.
Sarà, ma per far politica bisogna sporcarsi le mani…
Beh, organizziamoci con i modi di dire, intanto. L'ultima volta dicevate che ci volevano le mani pulite. Se stiamo parlando di aver maturato esperienze e competenze, invece, tra i candidati che proponiamo ci sono persone che operano in politica con successo, ci sono persone che operano in altri settori con successo. Si sono “sporcate le mani” né più né meno del buon Carlo Petrini o di Agazio Loiero o del ministro Fioroni.
Ma così non vi mescolate a quella politica che molti di voi contestano?
Sì. Esatto. Pensiamo si debba fare così, o pensiamo che sia inevitabile fare così. Pensiamo un sacco di cose, in effetti: siamo ormai più di duecento, e la sola cosa su cui siamo d'accordo è il sostenere questa proposta. Gli altri, aspettino pure la rivoluzione o “il crollo del sistema”: siamo con loro, ma il nostro parere è che il sistema non crolla solo perché qualcuno gli dice “crolla, sistema! Crolla!”.
Secondo me questa dei "giovani" è una fesseria. Ci sono persone anziane in gamba e giovani pirla. Non è l'età che conta...
Ok, proviamo ad applicare la stessa obiezione alla questione della rappresentanza delle donne. Neanche le donne sono migliori in quanto tali, come i giovani. Eppure in molti pensiamo che debbano essere garantite alle donne maggiori opportunità di quelle che hanno, no? Indipendentemente dalle qualità individuali: pensiamo insomma, che se si consente a donne e uomini uguali chances, poi emergeranno quelle e quelli in gamba. Ecco, la stessa cosa dovrebbe valere per i giovani (che poi fa ridere: parliamo di gente che ha trenta e quarant'anni). Noi non chiediamo maggiori diritti per i più giovani, né sosteniamo che siano migliori a priori, ovviamente (anche se crediamo che l'età e la prospettiva di vivere questo mondo più a lungo siano dei vantaggi di fatto rispetto alle visioni e ai progetti, a parità di capacità): ma neanche che la cosa si ribalti in un'oligarchia dei più vecchi. Non proponiamo un comitato solo di gente nata dopo gli anni Sessanta: chiediamo però, come minimo, di inserirne dieci. Non siamo noi, insomma, quelli che vogliono fare la guerra di generazioni. Sarebbe come accusare Gandhi di aver voluto inasprire i rapporti con gli inglesi.
Ma non era meglio avanzare una proposta progettuale critica invece di una lista di nomi, ricalcando i meccanismi personalistici e vuoti della politica attuale?
Forse, se si fosse trattato di discutere un progetto. In questo caso la proposta vuole essere una critica puntuale e concreta sul modo con cui sono stati scelti dei nomi. E quindi la proposta di correzione non può non proporre un'alternativa di nomi. In più, una proposta generica è molto più facile da eludere, per i destinatari e per i mezzi di comunicazione. Qui c'è una soluzione pronta e confezionata che chiede una risposta - sì o no - e che impedisce il “vedremo”, il “d'accordo”, il consenso a cui segue un nulla di fatto. Se è sì, bene: se è no, allora tutte le cose che avete detto sono balle. E poi i nomi sono il meno: ne vogliono scegliere altri dieci che abbiano le stesse caratteristiche? Va benissimo.
Ma come sono stati scelti questi nomi?
Santa pazienza. Sono stati scelti con un'analisi sommaria dalle prime persone che hanno firmato la proposta. Sono stati scelti mediando tra i desideri di cambiare la politica attraverso lo sguardo di persone fuori dalla politica, e la consapevolezza che non si deve essere troppo ingenui e velleitari. Sono stati scelti, come dice il testo “tra i molti che nella politica e nella società hanno già dimostrato capacità o sostegno popolare ampi e convincenti, e che siano per anagrafe e sensibilità rappresentativi anche dell'altra metà degli italiani”. Infine, sono stati scelti come accessorio tutto sommato insignificante - per noi - di una proposta rilevantissima.
I candidati che avete suggerito cosa pensano di questa iniziativa?
Quando la cosa è partita, non ne sapevano niente. Sarebbe stato assurdo coinvolgerli: se poi avessero resistenze a partecipare alla formazione del Partito Democratico, per noi restano delle indicazioni simboliche di quello a cui alludiamo.
Non sono nomi un po' elitari? Non c'è un operaio, né un impiegato…
Mostrateci quanti operai e impiegati ci sono nell'attuale lista del Comitato, intanto. E poi le capacità su cui si giudicano le persone sono per forza di cose più visibili in coloro che fanno cose più pubbliche o straordinarie: non siamo ingenui. Detto questo, le centinaia di persone che hanno ricevuto la prima bozza del testo sono state invitate a integrare la scelta dei nomi. E nuove proposte sono tuttora bene accette.
Ma Diaco???
Quando il dito indica la luna, lo stolto guarda il dito. Se la presenza o meno di Diaco o di altri in fondo a una lista di nomi accessoria e assai subordinata a un discorso precedente assia più importante, è la prima cosa su cui riflettete prima di aderire o no, beh, non aderite. Che ci sia Diaco ha ottime ragioni, per alcuni. Per altri, chissenefrega se c'è Diaco. Poi ci sono quelli che non firmano per via di Diaco.
E questi suggerimenti, non sono un po' troppo poco giovani? Ci sono diversi più che quarantenni...
È vero. Abbiamo fatto alcune scelte per non far risultare la proposta troppo di rottura e provocatoria, troppo largo-ai-giovani. Abbiamo inserito alcuni nomi di persone in gamba e stimabili che avessero già una notorietà. E poi, rispetto ai 45 inseriti finora nel Comitato, un quarantasettenne è giovanissimo. Ma è chiaro che proprio per le ragioni dette, se nel Comitato entrassero dei venticinquenni, ci rallegreremmo assai. Ricordiamoci anche che stiamo parlando di un Comitato costituito per decidere le regole di formazione del Partito Democratico. Sono queste regole che mostreranno se si vuole aprire il PD a persone nuove ed età nuove, o riappaltarlo a quelli di prima.
Pensate che al Partito Democratico accetteranno di passare a 55 nomi?
Il Partito Democratico non esiste. Esistono delle persone, leader dei partiti che lo hanno creato, che hanno legittimo diritto di guidarne la nascita: ed esistono le loro parole su quello che questo partito dovrà essere, esistono le speranze di molti suoi potenziali elettori, e soprattutto la frustrazione di molti suoi potenziali elettori. Se queste cose si incontrassero sarebbe una buona cosa: ancora poca cosa, ma una buona cosa.

Queste FAQ sono state messe assieme dai primi promotori della proposta per spiegarla meglio e rispondere alle prime obiezioni. Non implicano assolutamente l'adesione dei firmatari della proposta, né pretendono di rappresentarli