John Grisham
The Summons

 

 

 

John Grisham
The Summons
Random House, 342 pagine, 27.95 $

L'anno scorso John Grisham provò a scrivere un romanzo che non fosse un legal thriller. Gli venne piuttosto noioso, ma almeno in America vendette discretamente: era di John Grisham, e parlava dei tempi andati, del sud e di baseball. Poi scrisse un racconto di natale, che sotto le feste fece la sua degna figura nelle classifiche dei best seller. Bene, adesso hai scherzato per un anno, ricominciamo a lavorare, deve avergli detto il suo editore: puoi buttar giù uno di quei tuoi libri che vendono più di qualsiasi altra cosa sia stata pubblicata dai tempi di Gutenberg? E così, l'uomo si è rimesso al lavoro: ha preso una vita normale - studi di legge, naturalmente ­ e l'ha scaraventata in intrighi legali, inseguimenti e pericoli di vita. La vita è quella di Ray Atlee, professore di diritto, che alla morte del padre, giudice integerrimo e ruvidissimo, scopre in un armadio della casa di famiglia tre milioni di dollari in biglietti da cento, e cerca di capire da quale inatteso imbroglio possano essere saltati fuori, e di difenderli da qualche minaccioso assassino che vuole riprenderseli, mentre intanto fa i conti con un fratello dipendente da qualsiasi cosa, il quale entra e esce dai centri di recupero e combina guai a ripetizione. Questa è la storia, ed è concitata e coinvolgente come al solito: ma dentro ci sono due questioni che la superano. Una è quella delle gestioni delle eredità e degli obblighi di legge. Il saggio e onesto giudice Atlee aveva convinzioni abbastanza attuali: "Odiava le tasse di successione. Perché il governo deve prendersi tutti quei soldi solo perché sei morto? I figli dovrebbero tacere su quello che ricevono e dividere, pensava. Dopotutto, sono proprietà della loro famiglia".
La seconda attualità in cui la storia si imbatte è quella dei "mass torts", le cause legali di massa contro le società accusate di aver diffuso prodotti nocivi alla salute. Il caso più noto è quello dei processi intentati dai malati di cancro e dalle loro famiglie contro le multinazionali del tabacco ­ su cui lo stesso Grisham scrisse un romanzo impietoso nei confronti delle corporations ­ ma "The summons" racconta anche di quelli contro le ditte farmaceutiche e contro le società che hanno usato nei loro impianti l'asbesto, sostanza rivelatasi nociva alla salute dei dipendenti. Grisham rivela che le questioni non sono così chiare, i buoni e i cattivi non esistono, ci sono avvocati che ci si sono arricchiti ai danni dei loro clienti e clienti che hanno approfittato dell'ondata di denunce per portarsi a casa un po' di soldi in modi truffaldini. In America la materia è nota e proprio pochi giorni fa il Wall Street Journal ha scritto delle controdenunce per abusi e truffa presentate dalle "asbesto firms" nei confronti degli studi legali che hanno ottenuto negli scorsi anni miliardi di dollari in patteggiamenti e condanne (gli avvocati che cercano clienti per simili cause e conducono a termine le trattative per i risarcimenti in genere pretendono tra un terzo e la metà del denaro).
"The Summons" ­ Mondadori lo pubblicherà a maggio - è ambientato in gran parte nel sud, davanti al Golfo, come tutti i romanzi di Grisham. Lo si legge in un paio di serate, e regala a sorpresa un finale meno scontato e in discesa di quelli a cui i Grishamaniaci sono abituati. Chi sono i buoni e chi sono i cattivi?