Pare che il software iPhone 4.0 in arrivo quest’estate consentirà il multitasking
Vedi anche:11 marzo 2010
Bravi
Ehi, guarda chi è arrivato!
L’omertà reciproca dei due partiti maggiori sulla violazione del divieto di terzo mandato per i governatori è forse finalmente superata?
«Formigoni — attacca Bersani — se voleva, poteva togliere un po’ di burocrazia per la presentazione delle liste. Non lo ha fatto per non recepire la legge dello Stato che impedisce il terzo mandato». Vecchia storia.
Benvenuto a Bersani (e benvenuto al Corriere, che della “vecchia storia” non si è mai occupato se non per un erroneo e fugace accenno di Sergio Romano, un mese fa).
La replica di Formigoni è secca: «È il caso che Bersani alzi, come sa fare, il tono del confronto politico senza ridurre tutto a dietrologie e banalizzazioni. Forse al segretario del Pd, troppo impegnato nello sforzo titanico di tenere i rapporti a livello nazionale con alleati scomodi e riottosi ai tentativi di metterli in riga, è sfuggito che a Bologna la Giunta del Presidente Errani, che è al terzo mandato come me, si è ben guardata dall’approvare la nuova legge elettorale, prevista dallo Statuto entrato in vigore addirittura nella legislatura precedente».
E benvenuto pure a Formigoni.
Vedi anche:Terra promessa, bro
La Giamaica sta investendo turisticamente sulla sua storia ebraica
From the tourism minister on down, Jamaican officialdom has embraced a plan to market the nation’s Jewish history as a way of wooing a new segment of travelers. No matter that Jamaica has just one synagogue and no rabbi, or that its Jewish community is down to around 200 people. It was once home to a Jewish pirate named Moses, according to one account. A global economic downturn and “ferocious” competition from Mexico, says Jamaican tourism director John Lynch, mean that every traveler counts these days. Jamaica’s Jewish history, he concedes, has “been a well-kept secret.” Mr. Lynch wants to put together a tourism package that includes stops at historic Jewish cemeteries, a visit to the island’s synagogue and a traditional post-worship repast with Jewish families—with some beach time thrown in.
Come stiamo messi
Ridevo da solo, alla fermata del tram, leggendo il racconto di Mattia Feltri della conferenza stampa di Berlusconi di ieri, sulla Stampa.
10 marzo 2010
Un apostrofo rosa

Raccontando che ora anche a Washington i gay possono sposarsi regolarmente, il Washington Post ha pubblicato in prima pagina la foto di due uomini che si baciano. Diversi lettori hanno protestato. Il garante del giornale risponde
Vedi anche:There was a time, after court-ordered integration, when readers complained about front-page photos of blacks mixing with whites. Today, photo images of same-sex couples capture the same reality of societal change.
Un tempo qua era tutta campagna
La musica country. Ne vogliamo parlare di nuovo? Il vecchio luogo comune voleva che la musica country fosse una cosa che piace solo gli americani, e non si era mai capito bene perché. Non si era mai capito bene neanche se il mistero fosse che piacesse agli americani o che non piacesse a noialtri qui. Scemi loro o ignoranti noi? La prima tesi naturalmente ha tutta una sua consuetudine nella nostra cultura: scemi loro. E poi sarà che gli ricorda i cowboy e che insomma poi ci si abitua alle cose e ci si resta legati: noi facciamo le processioni dei santi patroni, loro ascoltano il country.
Poi però un revisionismo esterofilo portò a ridimensionare questa strafottenza. Guardate che i più grandi successi dell’industria musicale sono dischi country, guardate che lì ci sono molte radici del rock alternativo di questi decenni, guardate che Hank Williams era un maestro, eccetera. Adesso poi è arrivato nei cinema “Crazy Heart”, con gran fanfara sull’interpretazione di Jeff Bridges e sulle canzoni scritte da T-Bone Burnett per il personaggio del cantautore country sfasciato. Il film è piuttosto piatto e prevedibile, Bridges è bravo ma niente di paragonabile a Lebowski, le canzoni oneste. E ci avevamo sempre visto giusto: la musica country – come il free jazz punk inglese, peraltro – è una barba mortale.
9 marzo 2010
Cose belle da imparare
Emanuele Menietti ha raccontato sul suo blog la storia del disegnatore che sta facendo i ritratti di tutti quelli che vede a New York. Sono schizzi molto belli, tra cui quelli di molte celebrities, che nella loro approssimazione ricordano un po’ Vincino. Lui si chiama Jason Polan e il suo sito ha molte altre belle invenzioni, tra cui il breve film “Come disegnare una giraffa”
Adesso esagerano e li beccano
Matteo Bordone ha scritto un bel post suella Lega vista da Varese.
Vedi anche:Negli ultimi tempi, col raggiungimento del potere centrale da parte degli ex amici del bar, le cose si sono fatte più evidenti ancora. È scattato un senso di “adesso tocca a noi, mica Roma”, straordinariamente simile a quello contro cui si sono battuti a parole i leghisti per decenni. I mondiali di ciclismo di Varese sono stata la manifestazione tangibile di questo cambio di rotta. Era evidente a tutti che improvvisamente era nato il bisogno di cose inutili e dispendiose, era stato ribadito con forza, quasi con sdegno, come se davvero lì si giocasse molto. Sembrava un incubo di un leghista: il politico democristiano del paesino nel Meridione che arriva a Roma, si insedia, prende il potere, e fa costituire un ente parastatale per lo studio del territorio, con sede nel paesino natio; ente che non produce nulla per decenni, cade a pezzi, ma dà da lavorare a uno stuolo di paesani elettori nullafacenti. Varese è diventata quel paesino lì, sotto gli occhi di tutti.
Notizie che erano di qualcun altro
Il garante dei lettori del New York Times ha ricostruito sabato tutta la storia del loro giornalista licenziato per plagio di un altro articolo e ha trattato l’ipotesi che questo ed altri scopiazzamenti possano avvenire inconsapevolmente
Vedi anche:Era la stampa, bellezza
Variety ha licenziato due suoi noti critici cinematografici. Motivo: non servono più
Vedi anche:It doesn’t make economic sense to have full-time reviewers, but Todd, Derek and Rooney have been asked to continue as freelancers
8 marzo 2010
Ricordiamolo sì
Vedi anche:Firme a parte, c’è chi affila le armi anche per il dopo-elezioni. L’Udc con il candidato Savino Pezzotta ricorda: «Ricordiamo che Formigoni è ineleggibile, la legge vieta il terzo mandato consecutivo a suffragio diretto».
Blu dabundì dabundà
Su FriendFeed è in corso una ricca discussione sull’invadenza estetica della pubblicità nel sito del Corriere, oggi.
Il primo spot di iPad
Sono seduto
Stamattina sono passato accanto al carcere di San Vittore e per la prima volta ho visto aperta una porticina che dà su Viale Papiniano: c’erano diverse persone in attesa, sul marciapiede. Mi sono chiesto se aspettassero l’uscita dei loro cari – ma quello è un rito che mi sembrava di aver notato si consumasse sull’altro lato, su via Vico – o se fossero parenti in visita. Li ho guardati, figurine accalcate nel freddo sotto un muro alto alto e lungo lungo, accanto a una porticina, e ho pensato che sembrava un disegno di Gipi. E ho pensato anche a quando tra quelli lì c’ero anch’io, e che non devo dimenticarmene mai. Ci scrissi una cosa lunga, allora, dieci anni fa.
Sono seduto su questa sedia arrugginita da venti minuti. Oggi è sabato e c’è da aspettare. Sento le voci che si schiacciano a vicenda e i bisbiglii che cercano di sgattaiolare nel rumore. Tra poco la porta verniciata di grigio a un metro dalla punta delle mie scarpe si aprirà, preceduta da uno scrocco di chiavi, e una successione di bambini accompagnati da una signora grassoccia uscirà improvvisamente, sorpresi gli uni e l’altra della mia presenza da questa parte. O forse una coppia un po’ anziana, o una giovane ragazza zingara. Ritrarranno lo sguardo a meno che io non sia abbastanza veloce da dir loro buongiorno e offrirgli il modo di ricambiare. Attraverseranno i pochi metri di cortile e se sono nuovi aspetteranno un po’ di fronte alla porta blindata dall’altra parte, prima di azzardarsi a suonare il campanello perché qualcuno venga a lasciarli passare, mentre io supererò la porta di legno verniciata di grigio e aspetterò che la guardia la chiuda per venire ad aprirmi la blindata successiva. Ma intanto sto qui, sulla sedia arrugginita, a guardare la porta grigia, pitturata maldestramente, a un metro dalla punta delle mie scarpe, e le gocce di vernice che si sono solidificate in basso, sopra lo zoccolo. Ci sono delle ragnatele che pendono dal soffitto. A essere precisi non sono vere ragnatele, piuttosto dei filacci neri aggrovigliati. Saranno vecchie ragnatele abbandonate dal titolare? O tutta un’altra cosa? Fanno schifo, comunque, ci vorrebbe un entomologo. (segue)
Vedi anche:Oh, grazie, eh.
Gli ultimi post del blog di Condor, dove vedo che ancora oggi passa gente a salutare, si avviano verso i mille commenti.
Vedi anche:Notizie che non lo erano
Lo scorso novembre Libero aveva pubblicato un’intervista col più grande romanziere americano vivente, Philip Roth. Era stato un bello scoop, non solo perché Roth non dà interviste a tutti tutti i giorni, ma anche perché l’intervistato aveva espresso giudizi nuovi e severi contro Barack Obama: «Obama? Una grandissima delusione. Sono stato fra i primi a credere in lui, ad appoggiarlo, ma adesso devo confessare che mi è diventato perfino antipatico». Non si era mai letta da nessuna parte una simile opinione di Roth su Obama, né si è letta dopo. Ma la settimana scorsa, il primo giornale italiano a incontrare Roth da allora – il Venerdì – è tornato sulla questione e gli ha chiesto di quelle dichiarazioni. Roth è caduto dalle nuvole, ha rinnovato la sua stima per Obama e ha dichiarato di non aver mai rilasciato nessuna intervista a Libero, giornale di cui ignorava l’esistenza.
La settimana scorsa la Corte di Cassaizone ha dichiarato prescritto il reato per cui era stato precedentemente condannato David Mills, nel processo per corruzione che riguardava le attività delle società del Presidente del Consiglio italiano, Silvio Berlusconi. Nel dare la notizia, il Tg1 e alcuni giornali vicini alla maggioranza, hanno detto che Mills era stato “assolto”. La notizia era falsa – Mills è stato primo condannato, e poi ha visto annullato il reato in ragione del tempo passato – e la versione del Tg1 è stata criticata moltissimo in questi giorni.
7 marzo 2010
Il limite della terza casoeula
Ristorante milanese, oggi a pranzo.
Cliente: “Signora, la casoeula era ottima!”
Ostessa: “Grazie, piace anche al presidente della Regione, ma adesso basta, non gliela faccio più!”
It wasn’t
Si è suicidato Mark Linkous, ovvero gli Sparklehorse, di cui avevo lamentato la mancanza di un disco nuovo solo due settimane fa. È una cosa molto triste. Questo è quello che ne scrissi su Playlist, due anni fa. (Oggi su Radio Wittgenstein, Sparklehorse tutto il giorno)
Sparklehorse (1995, Bremo Bluff,Virginia)
La band è Mark Linkous, un musicista matterello originario del- la Virginia, che una volta è clinicamente morto per due minuti e quando lo hanno ripreso è rimasto paralizzato e stordito per un bel po’ (aveva preso troppo valium e alcool assieme). Questo offre qualche ulteriore spiegazione alle immagini infantili e bucoliche di cui riempie la sua musica: a sua volta fatta di suoni tra lo psichedelico e il country-rock, piuttosto monocorde e ipnotica, e spesso dolcissima.
Weird sisters (Vivadixiesubmarinetransmissionplot, 1995) “I parassiti ti adoreranno, quando sarai morto”: ma la melodia è dolce e lieta. “There’s a bad moon on the rise” è una citazione della can- zone dei Creedence Clearwater Re- vival “Bad moon rising”. Quelle del titolo non sono “strane sorelle” ma il nome con cui vengono chiamate nella mitologia germanica le Norne, le tre dee del destino (corrispondenti alle Parche romane) citate nel Macbeth di Shakespeare. (segue)
6 marzo 2010
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Business Insider
Straw man Scalfari
Per collezionismo, archivio il salto di qualità nella discussione sull’inganno dialettico noto come “straw man argument“: ieri sulla Stampa Luca Ricolfi ha accusato il fondatore di Repubblica del medesimo trucco



