Welcome to the Boomtown

Luca Sofri

Vanity Fair, 14 ottobre 2004

Bùm! Piove qualcosa dal cielo, improvvisamente, pesantemente, abbattendosi a terra in mezzo alla scena, e fa sempre un grande effetto. È una trovata che funziona, e il caso più memorabile è senz’altro la pioggia delle rane in “Magnolia”, il film di Paul Thomas Anderson. Ma anche un comune cadavere che piomba violentemente tra i piedi dei personaggi è una risorsa spettacolare da tenere sempre presente. Nel formidabile “Collateral” di Michael Mann, la storia prende la sua piega quando un morto si abbatte all’improvviso sul parabrezza del sonnecchiante tassista Max. Gli ha sparato Tom Cruise in un appartamento alcuni piani più su, ma noi questo lo capiamo dopo. Prima arriva lo schianto, inatteso, sorprendente, spiazzante.
Qualche sera fa ho visto per la prima volta “Boomtown” su La7, prima serie. Era andato su Fox, e si sa che litigi di produzione l’hanno fatto chiudere a metà della seconda serie. Non è facile da spiegare: c’è una costruzione narrativa particolare, fatta di più punti di vista e tempi anomali, che contiene le cronache poliziesche di una Los Angeles tetra. Per capire se è il vostro genere, sentite questo: ci sono due giovanotti che fanno il bagno in una piscina-tinozza nel cortile di casa loro, parlando di donne e godendosi il sole. E a un tratto un fischio e bùm! Prima che loro e voi l’abbiate capito un morto è precipitato nella tinozza davanti a loro, sparato da un cannone da circo, due isolati più in là. Già.