I fatti devastati dalle opinioni

Luca Sofri

Vanity Fair, 16 settembre 2004

Avete presente Giorgio Terruzzi? Quello che commenta la Formula Uno al Tg5, per capirsi. Fa anche molte altre cose, ma è soprattutto in nome di questa che uno dei miei blog preferiti – EmmeBi – lo definisce “il Raymond Carver de noantri”. Non so se l’associazione sia letterariamente fondabile, ma so questo: un volta i giornali davano le notizie, poi con la tv, la radio e soprattutto con internet si sono visti superati e hanno cominciato a privilegiare commenti e scrittura. Prendete Repubblica e il Corriere della Sera e non riuscirete a capire un accidente di cosa sia successo (per quello ci sono gli schemini) ma in cambio vi sembrerà di leggere la Divina Commedia: ecco, tra poco li scriveranno in versi, i giornali. Questo surplus di velleità letterarie, retorica e solennità da un po’ sta contagiando anche i telegiornali, immagino per la stessa ragione: ieri al Tg5 il primo servizio ad aver dato delle informazioni e basta è arrivato dopo dieci minuti, ma il buon Alberto Pastanella è anche lui così contagiato dall’enfasi che pareva guidasse le truppe verso la vittoria anche nell’elencare i luoghi degli incendi in Liguria. E il vero campione di tutto questo è Giorgio Terruzzi, un uomo che parla come le lapidi commemorative, tipo “L’antico centro della città da secolare squallore a vita nuova restituita” o “La cittadinanza riconoscente pose”. In memoria della sintesi.