Uomini e donne

Luca Sofri

Vanity Fair, 27 maggio 2004

Del programma che ho seguito più assiduamente in queste settimane non scrivo, per conflitto di interessi. Ma ne racconto un episodio, per la sua perfetta aderenza a un cliché letterario terribilmente reale: reale reality.
Si crea, in una piccola comunità, una competizione tra due gruppi. La cosca vincente, quella più forte, è guidata da due bellimbusti aggressivi e decisi, che coinvolgono alcuni giovani ingenui nelle loro losche manovre contro gli altri. Tra due di questi giovani, Rita e Domenico, nasce un rapporto affezionato e leale, incontaminato dalle bassezze dei loro scafati mandanti.
Ma a un certo punto, il clan si trova costretto da un’entità superiore a dover sacrificare uno dei suoi membri, ciascuno dei quali deve dare il suo voto, e scegliere uno da buttare a mare. I capi scaricano l’uno e l’altra giovane, freddamente. Viene il turno di Rita, e Rita pronuncia di fronte all’entità un’appassionata dichiarazione di fedeltà a Domenico: esclude di poterlo tradire, e si pronuncia contro uno dei boss, a suo rischio. E ora l’entità superiore chiama Domenico: e Domenico, maschio, fedele nella battaglia ai suoi insensibili leader – che lo venderanno alla prima occasione – scarica senza dubbio Rita.
Così va il mondo.