Il fenomeno umano e letterario Arbasino è da anni un avvincente mistero per me: leggo le cose che scrive con un misto di fascinazione e confusione, consapevole che mi sfugga qualcosa ma va’ a sapere cosa.
Oggi la ricca produzione epistolare di Arbasino consegna a Repubblica una letterina di cui non arrivo come al solito a cogliere il senso, ma che in cerca di calembour allude a “Animal house” come un film pieno “di scoreggioni pecorecci”. E qui, spazientito, rivolgo all’estensore un pernacchione