Giovedì sera i media americani hanno annunciato il primo contatto verificato della macchia di petrolio del golfo della Louisiana con la costa: anche se si trattava ancora della costa di un’isola davanti alla terraferma. Era ripeto, giovedì 6. I giornali italiani avevano invece usato titoli come “La marea nera tocca terra”, “la marea di petrolio raggiunge la costa”, già da una settimana prima, ignorando tutte le cautele della stampa americana che si era limitata a segnalare in quei giorni la comparsa di alcune isolate tracce di petrolio vicino alle coste.
Il Corriere della Sera, in un articolo sul suo sito, annunciava cambiamenti nel sistema di denominazione degli indirizzi dei siti internet: ma confondeva i cosiddetti “indirizzi IP” composti da cifre, con i domini: i nomi che vediamo negli indirizzi, tipo “corriere.it”, e quindi immaginava scenari implausibili. Dopo le segnalazioni dei lettori, il Corriere ha corretto l’errore, scusandosi.
La domenica in cui tutto il mondo riceveva notizia sul tentato attentato di Times Square, la sovreccitazione ha fatto dare grande spazio nelle homepage dei giornali e dei siti di news alla notizia di una bomba ritrovata sul percorso della maratona di Pittsburgh. Non era una bomba, ma un normale forno a microonde abbandonato.
La rivendicazione dell’attentato su un sito di talebani pakistani è stata giudicata non credibile su tutti i giornali nei giorni successivi. Ma le ultime indagini segnalano invece che l’attentatore dei legami con i suddetti talebani pakistani li aveva.