Dove sei?
Wittgenstein è il blog di Luca Sofri, il fondatore e direttore editoriale del giornale online il Post. Forse sei qui perché conosci già il Post, o forse sei capitato qui per altri giri.
In questo secondo caso, e se Wittgenstein ti piace, potrebbe piacerti anche il Post: che è partito proprio da qui, e dal voler portare gli approcci di questo blog dentro a un progetto più grande.
Poi il Post è cresciuto ed è diventato anche altro: un progetto giornalistico che prosegue da oltre 15 anni, grazie a chi lo scopre, lo apprezza e lo consiglia in giro.
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Basterebbe vedere quanto impegno profondano le coppie gay a sorbirsi un sabato pomeriggio tra i Billy e Ivar, senza mai scazzare tra di loro, per capire che i gay sono rimasti gli unici a credere veramente nel valore della famiglia.
Ma questo i preti non lo sanno, perché non vanno ad Ikea il sabato pomeriggio.
è già intervenuta quell’associazione là di genitori con un sacco di tempo libero, per impedire che questa pubblicità sia vista da Marietto?
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Carino. Certo, fosse una coppia etero avrebbe anche il canonico bambino tenuto per mano… Ma immagino che sul mercato italiano neanche l’ikea possa azzardare più di tanto. Tra cinquant’anni, forse…
La trovo molto importante e molto più significativa di tante fole raccontate a destra e manca per darsi un tono politicamenete corretto.
E per farla in Sicilia ci voleva Ikea e un progetto di marketing con gli attributi (qualunque siano ;-)
Bella davvero. Sono ancora più orgogliosa di avere la casa piena di Billy allora.
ma perché ripresi di spalle?
Se si vuole parlare della società italiana e la relativa arretratezza rispetto ai diritti civili e il rispetto dell’omosessualità, ben venga lo stimolo dell’Ikea, ma non santifichiamo questa azienda, perchè non è migliore di tante altre… si fanno gli affari loro, cercano di pagare tasse il meno possibile, il rispetto dei dipendenti e dei fornitori non sono le loro priorità, dai… Il Post insegna…
http://www.ilpost.it/2011/02/26/ikea-e-montata-cosi/
dai, per favore, fieri degli omosessuali più educati di noi etero, sì, ma del billy in soggiorno, no!
va bene ora sappiamo che il signor ikea, bontà sua, ammette nei sui negozi anche gli omosessuali ma questo ahimé non rende i suoi mobili meno brutti e anonimi.
il signor IKEA sa benissimo che due uomini, ciascuno con il suo reddito e senza figli a carico, possono permettersi di spendere molto più di una famiglia con prole… non mi esalterei tanto, anzi.
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