A me no, professore

“Che il massimo della pena per l’orribile eccidio compiuto da Breivik in Norvegia sia ventuno anni, appare a tutti assurdo”

(Antonio Cassese, su Repubblica oggi)

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24 commenti su “A me no, professore

  1. byoblu

    A me sí, Luca. Potresti dunque spiegare la natura della tua riflessione (amesso che io non me la sia già persa in un post precedente?)

  2. alfb

    Anche a me non pare assurdo. Arriviamo a indignarci se un posto ha un ordinamento più civile del nostro? O comunque, al limite riflettiamo sul fatto che esistono società che funzionano vagamente meglio delle nostre (contiene eufemismo) e si reggono con pene massime di 21 anni.

    Ho letto poi un pezzo su Repubblica che sembrava criticare il fatto che il carcere fosse troppo lussuoso. Va a finire anche che lì il carcere ha una funzione rieducativa del condannato.

    Record mondiale di pagliuzzismoetravenellocchio.

  3. cella32

    +1 luca

    sul Corriere hanno messo anche una galleria fotografica del carcere e scorrendo le immagini (ma soprattutto leggendo le didascalie)ho avuto la stessa impressione di alfb nel leggere Repubblica.

  4. Fabio

    Neanche a me, per quello che conta…

    Si inizi a spiegare chi ritiene sia assurdo, lo faccia senza dare più per scontato niente. Senza richiamare il senso, il sentimento, l’evidenza.

    Le pigrizie fanno male.

  5. andima

    che poi e’ bello leggere critiche a un “carcere a 5 stelle”, critiche mosse da noi in cui si suicidano almeno 40 carcerati l’anno per le condizioni disumane in cui vivono, Meltiparaben manteneva l’elenco lo scorso anno, un massacro praticamente. C’è gente che crede ancora che nelle carceri si debba rompere macigni di granito con la palla di ferro al piede, e sono giornalisti, e’ quello il problema.

  6. pizzeriaitalia

    Ritengo sia legittimo considerare tale pena “assurda” od “insufficiente”… bisogna farlo – però – prima di vedere o contare i cadaveri, non dopo. Che dopo anche un solo morto è comunque troppo.

  7. Al

    Chi critica le carceri perché troppo lussuose, per coerenza non dovrebbe poi chiedere un aumento del minimo della pena. Semmai dovrebbe chiederne una riduzione!

  8. ro55ma

    Ok, non dovrebbe apparire assurdo (come non si dovrebbe chiedere la testa del pedofilo assassino o la castrazione degli stupratori) ma succede che in molti lo pensino (anche là) e che comunque, in società più complicate di quella norvegese (per densità abitativa e di crimini), credo, nessuno sia riuscito a fare quello che hanno fatto loro sia sulla pena massima che sull’obiettivo della rieducazione con le carceri “5stelle”. Io sono d’accordissimo con i norvegesi ma se nessun altro Paese (più simile all’Italia, alla Francia, agli USA, ecc.) ci riesce forse non è solo questione di cultura, di battaglie sociali e politiche: quando si è in tanti e spazi, risorse, tempi, abitudini, “non coincidono”, non c’è alternativa (praticabile a breve) allo schifo delle nostre carceri. Solo piccoli miglioramenti, che peraltro evitiamo accuratamente di fare…

  9. stbarazza

    oddio, adesso a scrivere mi sento un “mostro” di cattiveria, ma 21 anni per aver ucciso 76 persone a me non sembra proprio una condanna così pensante.
    Sono il primo a schifarmi dei discorsi da bar “ah deve soffrire per sempre / lo devono menare ogni giorno / ecc ecc “, però insomma.

  10. Luca Croce

    Nemmeno a me pare assurdo.
    Mi pare assurdo invece che non ci si fermi a pensare cosa vogliano dire 21 anni chiusi dentro una gabbia, per quanto dorata.
    Quando poi magari si scalpita per un fine settimana chiusi in casa per un malanno.

  11. riccardo r

    Se dopo 21 anni di “carcere di lusso” riusciranno a riabilitare Breivik, perché no?

  12. nicolacolella

    venti anni chiusi in un carcere, o dieci o trenta: quale differenza può fare? si tratta comunque di deviare definitivamente il corso di una vita. La società deve conciliare due esigenze: quella di garantire la sicurezza dei suoi membri e quella di salvare chi può essere salvato. Quest’uomo cosa penserà e farà tra venti anni? non credo che oggi nessuno sia in grado di dirlo, dunque nessuno può ragionevolmente dire se basteranno 10, 20 o 40 anni di carcere. Il carcere deve essere un luogo finalizzato ad impedire la reiterazione di un crimine (ed il recupero di chi può essere recuperato) o deve essere destinato ad affliggere, come inferno sulla terra, i reclusi?

  13. george kaplan

    Io penso che si debba superare l’idea della pena come castigo.Credo anche sia giunto il momento di pensare davvero a che senso ha il carcere.
    Continuo a pensare che (giuridicamente) abbia molto più senso l’occhio per occhio: tu rubi, e io ti privo della libertà; tu truffi, e io ti privo della libertà; tu uccidi ed io ti privo della libertà.
    Ma che senso ha?
    Come si può togliere la libertà ad un individuo che ha rubato dei soldi ad un altro?
    Non c’è un altro modo; non riusciamo ad inventarci qualcosa d’altro?
    E’ lo stesso che sostengo da anni sullo sciopero: perché utilizziamo strumenti del passato così acriticamente? Perché non riusciamo a trovarne dei nuovi?
    Diamo tutto per scontato perché, per quanto ne sappiamo, è sempre stato così:
    reato= privazione della libertà
    tutela dei diritti dei lavoratori=sciopero
    Ma siamo sicuri che sia giusto? Siamo sicuri che sia efficace?

  14. splarz

    ripropongo la domanda di libero69. ricordiamoci anche che le conseguenze del suo gesto non sono riparabili come lo potrebbe essere un furto.
    e mi mette molto a disagio vedere che nella lista delle priorità di qualcuno venga prima la preoccupazione per la salute e la vita di un terrorista rispetto alla sicurezza di una comunità.

  15. Marzio

    Certo, 21 anni per un “essere umano” sono tanti.

    Tuttavia Breivik in comune con i ragazzi che ha ucciso ha solo i meccanismi biologici basali. Questo qui è “altro”. Non è umano. E non è animale (nel mondo animale non esiste la crudeltà).
    Un alieno.
    Questa ET ha interrotto, lesionato, violentato brutalmente e con totale e fredda determinazione il percorso di vita di migliaia di persone (i ragazzi uccisi, le loro famiglie, i loro amici).
    Se avesse avuto del plutonio l’avrebbe utilizzato. Se avesse avuto del fosgene l’avrebbe utilizzato.
    Per fortuna ha recuperato solo del fertilizzante.

    O si dimostra che questo tizio ha gravi problemi di schizofrenia, oppure quello che ha fatto Breivik non si riconosce come umano.

    La soluzione (se esiste una soluzione) è, quindi, comprendere perché ha fatto una cosa del genere e poi rinchiuderlo e buttare via la chiave.
    Redenzione, rieducazione (chiamatela come volete) o no.

    Io la penso così.

    Ciao

    Marzio

  16. Pingback: Dei delitti e delle pene « Lit Skeight 3.0

  17. wiz.loz

    Sono assolutamente d’accordo. Anzi, io abolirei la durata delle pene detentive, stai dentro finché non sei recuperato, non sei più pericoloso e puoi essere reintegrato nella società.
    Nel caso di Breivik è ragionevolmente credibile che questo non avvenga in tempi brevi, forse che non avvenga mai.

  18. riccardo r

    @marzio, che dice “nel mondo animale non esiste la crudeltà”: non è vero, nel mondo animale si sono osservati diversi casi di crudeltà, ad iniziare dai nostri simili primati.

    Quindi Breivik è perfettamente animale, perfettamente umano.

    Se la riabilitazione arrivasse fra 1 anno, si potrebbe liberarlo, se l’obiettivo è la riabilitazione?
    L’unico obiettivo è la riabilitazione?
    Ha una qualche efficacia la durezza di una pena rispetto al disincentivo al compiere reati?
    Ha una qualche efficacia il tipo di pena (es legge del taglione), più o meno comprensibile e/o simbolica, rispetto al disincentivo al compiere reati?

  19. enrigo

    No, scusate, ma di che si sta discutendo? Il carcere normale deve servire per la rieducazione e come deterrente. Pene all’ergastolo sono solo nella seconda ottica, e altrettanto direi pene superiori ai 20 anni. Devono anche essere proporzionate al delitto commesso, e direi che qui siamo sicuramente al massimo della pena.
    Solo che qui non si deve trattare di carcere normale, mi sembra ovvio che ci troviamo di fronte ad un malato di mente, ad uno psicopatico criminale. In questi casi, come ha scritto qualcuno, esce quando è recuperato, è guarito, ossia… mai! Perché, credo che ci siano delle statistiche a riguardo, e degli studi, persone così semplicemente non sono recuperabili, rimarranno per sempre un pericolo mortale per la comunità. E francamente i pericoli vanno rimossi, quindi è sbagliato decidere fin da ora che va rinchiuso in un manicomio criminale e buttata la chiave, ma aspettare che guarisca probabilmente comporta esattamente questo.
    Altro discorso è il carcere lunghissimo per delitti di persone “normali”…
    Oh, ma quanto si sentono fighetti tutti questi originaloni che si indignano per una eventuale condanna a 30 anni di carcere di un mostro assassino. Per me siete degli ipocriti

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