Notizie che non lo erano

Tre giorni fa abbiamo letto su tutte le prime pagine di un accordo tra i partiti della maggioranza che sostiene Mario Monti per cambiare i sistemi di controllo sull’uso dei rimborsi elettorali dei partiti, da trasformare in un emendamento al decreto fiscale per approvarlo in pochi giorni. Molti commentatori avevano criticato l’accordo perché non interveniva sulla quota eccessiva di quei rimborsi e teneva le loro attribuzioni esattamente come sono. Ma nel giro di 24 ore il presidente della Camera Fini ha fatto sapere che quell’emendamento non si poteva fare, perché non c’entra niente con il decreto fiscale. Quindi ora siamo daccapo, a decidere se possa diventare una legge, con tempi più lunghi e insoddisfazioni ancora maggiori.
Il Fatto e altri giornali hanno raccontato, a proposito della storia di un bambino disabile a cui sarebbe stata negata l’eucarestia a Ferrara, la denuncia promossa dagli avvocati “Antigico Zannaco e Antonio Ricci del foro di Parma”, che avrebbero presentato anche un esposto al Vaticano. Ma qualcuno ha notato che il bizzarro nome del primo è l’anagramma di Giacinto Canzona, avvocato esibizionista che ha seminato per mesi bufale sui giornali prima di essere stato raccontato da Striscia la Notizia, e il secondo è – casualmente – il nome dello stesso autore di Striscia la Notizia. Il sito del Corriere della Sera ieri aveva in homepage “le teorie degli ufologi” su un monolite che sarebbe stato avvistato su Marte.
La settimana scorsa era stata pubblicata da molti giornali e siti la storia per cui l’Iran progetterebbe una chiusura dei maggiori servizi su internet come Google, Yahoo, Facebook. Ma l’intervista al ministro iraniano che spiegava questo progetto si è rivelata un pesce d’aprile ed è stata smentita come un falso dallo stesso ministero.