Perché Emma Bonino non diventa presidente

Lo chiedono in tanti, continuamente, percependo la stima estesissima ed espressissima nei suoi confronti, e domandandosi come mai questo consenso e le sue indiscusse qualità non spingano qualcuno nei partiti a farne il proprio candidato – salvo isolati voti individuali – in un momento in cui gli stessi partiti si riempiono tanto la bocca sul candidato donna, sul candidato fuori dai giochi, sul candidato che non venga dalle vecchie correnti di potere.
Le ragioni per cui nessuno di “forte” promuove e spinge la candidatura di Emma Bonino sono soprattutto tre:

uno) non serve a nessuno. Più che mai questo periodo politico difficilissimo e con ogni partito e ogni leader in cerca di risultati concreti e immediati, fa sì che si cerchino molto soluzioni di accordi e intese immediatamente proficue, all’interno dei partiti soprattutto, o con gli altri. Bonino non serve a niente e a nessuno, non è di fatto di nessun partito, non offre la soluzione di nessun problema, se non quello del consenso degli elettori, che però in questo momento non è prioritario, come si è visto in più occasioni.

due) invece, quello che può far paura e pesare, è il dissenso degli elettori. Come si è visto anche questo. E Bonino, per quanta ammirazione sembri riscuotere, ha due solide e agguerrite compagini di nemici. Una è cospicua soprattutto tra gli elettori e meno nella politica: sono coloro che – complice una grande ignoranza e la manipolazione di alcuni commentatori – le imputano l’alleanza del 1994 con Forza Italia dei radicali e successive indulgenze nella battaglia contro Berlusconi. Tutta una parte di sinistra che ha l’antiberlusconismo come priorità (e che vede il garantismo come ostacolo) non glielo perdona, malgrado una semplice conoscenza dei principi e delle scelte di Bonino renda alcuni suoi sbagli su quel fronte assolutamente comprensibili e superati (tanto è vero che tra i politici di sinistra quell’accusa non le viene mossa mai). Ed è una parte molto aggressiva e che si fa sentire dai suoi rappresentanti, che ne sono intimoriti.

tre) ci sono poi gli ostili sul fronte “cattolico”, e questa volta sono più forti e agguerriti nei partiti che non tra i cittadini. E sono trasversalissimi, vanno dal PD a Scelta Civica al PdL, benché negli stessi partiti Bonino abbia anche molti sostenitori. Ma non le perdonano le posizioni sulla laicità, sulle questioni della “vita”, eutanasia, aborto, eccetera. E fanno temere che quindi Bonino possa non raggiungere i voti necessari se qualcuno promuovesse anche ufficialmente la sua candidatura.

Le grandi competenze e qualità istituzionali, internazionali, di impegno personale, di Emma Bonino non hanno bisogno di essere ripetute: hanno forse nessun uguale nella politica italiana e i suoi sostenitori le conoscono. Ma se vogliono sapere perché è la candidata eterna a parole e nei fatti poi nessuno si impegna per lei, le risposte sono queste.

Altre cose:

42 commenti su “Perché Emma Bonino non diventa presidente

  1. geronimo

    Manca una categoria: la sinistra più laburista, vicino ai sindacati, non la vuole nemmeno perché considerata troppo liberale.

  2. daniloagutoli

    sarebbe interessante anche un post dal titolo “perchè Rodotà non diventa presidente”. Mi sembra il non detto di queste ore, la cosa di cui i commentatori più o meno di sinistra non dicono.

  3. Fulvio

    @ geronimo ben detto, mi hai preceduto. questo è ad esempio quello che si poteva leggere qualche giorno fa sul blog Piovono rane di Giglioli: “… Bonino (eviterei se possibile una super liberista in economia, specie di questi tempi: e seppur sia stato un po’ rude, sul suo rapporto con Berlusconi e con Monti ha abbastanza ragione Travaglio)”. l’articolo di Travaglio citato è questo http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/04/07/si-fa-presto-a-dire-bonino/554172/

  4. Simonluca Merlante

    Vi ricordate l’elezione dei presidenti di Camera e Senato? Il giorno successivo non si faceva altro che parlare di “Metodo Grasso”, che consisteva nell’ingolosire (!) i grillini con nomi di rottura e mandare così avanti le istituzioni.
    Emma Bonino aveva quel potenziale. Se Bersani avesse preso questa decisione diversi giorni prima e insistito mediaticamente su un candidato di rottura, donna, estraneo alle logiche del PD, di statura internazionale e impegnato su temi cari anche al M5S, se insomma avesse fatto un po’ di marketing politico (“orrore!”), stasera avremmo visto il PD vincere. Un bel morso all’elettorato di grillo, e la dimostrazione che c’è un partito che le cose le fa. Sarebbe stato come fare politica con l’antipolitica, e non il contrario.

  5. Luther Blissett

    Caro Wittengstein, perche’ non fai fede al nome che porti? fatti concreti. Non e’ poco che Bonino e’ stata molto vicina a Berlusconi, ma se poi il trasformismo non e’ un problema, aggiungiamo:
    Bonino era favorevole alla introduzione degli OGM senza etichettatura, (cibi geneticamente modificati; non sono mai stati testati, anzi il test e’ in corso e le cavie sono gli americani) cosi’ magari spariva l’unica cosa buona che era rimasta in politica agricola in Europa;
    Bonino era favorevole alle varie guerre USA, Afghanistain Iraq Serbia, finendo con polemizzare con l’unico che tiene in piedi tutti gli ospedali operativi in Afghanistain, Gino Strada;
    “Il 15 marzo 1999, assieme al resto della Commissione Santer, si è dimessa, per le accuse di frode e malgestione nei confronti del commissario Edith Cresson, che, rifiutandosi di dimettersi, costrinse l’intera Commissione a una dimissione collettiva.”
    Certo meglio di tutti I candidati proposti dal PD, finora. Ma meglio di Prodi? non saprei dire. Di certo non meglio dei primi cinque della lista M5S
    “Dopo la Gabanelli, le altre posizioni sono occupate, nell’ordine, da Gino Strada, Stefano Rodotà, Gustavo Zagrebelsky, Ferdinando Imposimato, Emma Bonino, Giancarlo Caselli, Romano Prodi e, nono, Dario Fo.”

  6. Lowresolution

    Emma Bonino mi piace e certamente é un buon candidato. Ma nessuno riesce a spiegarmi perché non vada bene Rodotà, sul quale c’è potenzialmente una importante convergenza politica tra PD e M5S.

  7. giaimeddu

    @lowresolution: perché mi pare improbabile che chi ha votato Marini possa spostarsi su Rodotà. Io non escluderei un Esecutivo Rodotà, però.

  8. wildtype

    vedere il copia-incolla delle idiozie di travaglio sulla bonino è davvero frustrante.

  9. wiz.loz

    @Luther Blissett: le accuse di trasformismo e di essere una guerrafondaia sono così ridicole che non meritano replica. Sugli OGM “non testati” poi facciamo calare un velo pietoso.
    @Lowresolution: in tutta franchezza… mi sembra che Rodotà non abbia il “physique du rôle” per fare il Presidente della Repubblica. Ci va una personalità almeno un po’ carismatica, e magari non ottantenne…

  10. stefano

    Ottimo luca, poi geronimo e via dicendo. Il quadro dell’impossibile elezione della Bonino è piuttosto chiaro. Non capisco poi come possiamo solo pensarlo, dopo che Travaglio, il nuovo dispensatore della moralità italiana (ospite fisso da Santoro, che curriculum invidiabile hahaha), ha detto di no. Siamo proprio immorali. Vergogna!

  11. jackilnero

    quindi un altro punto a favore di chi urla e sbraita che sono tutti ugguali, che inciuciano, che meritocrazia è una parola che fa figo solo sui programmi etc etc etc…
    che tristezza.

  12. Fulvio

    @ lowresolution immagino che di motivi ce ne possano essere anche altri ma io trovo che quello che scrive Giglioli questa mattina nel suo post “Rodotà, il PD e la zona erronea” sia abbastanza convincente. in pratica la dirigenza del PD non può permettersi di sostenere il candidato di un altro partito, e di quel partito in particolare che nelle ultime settimane gli ha fatto fare una lunga serie di figure di palta e/o lo ha menato per il naso.

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  14. piccoglio

    Io non capisco questo:
    – Monti non può fare un nuovo governo perché ha deluso alle elezioni
    – Marini non potrebbe candidarsi presidente perché bocciato alle elezioni
    – Bonino quanti voti ha preso tra i cittadini che la stimano tanto?
    Non è rilevante anche questo? Almeno Cancellieri non era candidata.

  15. stefano

    …e poi scusate, Emma Bonino (1948) non è più molto giovane, vuoi mettere Rodotà (1933). Il problema principale comunque resta il fatto che è una liberale vera e in Italia i liberali non sono mai piaciuti a nessuno, nè a destra nè a sinistra. Basta guardarsi intorno, andare al bar o leggere i commenti agli articoli per capirlo.

  16. fabzzz

    Ho letto l’articolo di Travaglio indicato da Fulvio e mi ha fatto capire quanto sarebbe perfetto il nome di Emma Bonino come presidente della Repubblica : è l’unico candidato assolutamente trasversale a tutti e 4 (sono 4, cominciamo a prenderne atto) gli schieramenti. E’ liberista, eletta con Forza Italia che la volle Commissario Europeo con Monti e con Monti diventa amica personale , stimata ed apprezzata. E’ per molti aspetti che è inutile elencare “di sinistra”. E’ stata scelta (unica personalità spiccatamente politica insieme a Prodi, ma con molte più preferenze di Prodi ) tra le possibili candidate al colle dal Movimento 5 Stelle. E’ donna, che in politica è ancora (purtroppo) una categoria e naturalmente categoria super-trasversale. Per queste ragioni è, come dice Luca Sofri, contemporaneamente amata da tutti ed invisa a tutti, e per queste ragioni, se veramente i partiti volessero un presidente super partes garante di tutto il paese (oltre che competente, di specchiata onestà, di altissimo profilo internazione) l’unica persona che merita di diventare Presidente della Repubblica Italiana.

  17. fedebb

    Ma la smettiamo con questa storia della Bonino candidata con Forza Italia?
    Perché la gente continua a dar retta a Travaglio, nuovo Vate e unico detentore della Verità (quella con la V maiuscola, naturalmente).

  18. robertot

    Ho gia’ vissuto la disillusione di non poter avere la Bonino presidente della Regione Lazio, battuta da una mediocrita’ come la Polverini, che poi e’ andata a finire come sappiamo (e en passant quella mediocrita’ e’ tra quelli che debbono eleggere il nuovo capo dello stato!?!).
    Sono gia’ pronto a rammaricarmi per la nuova occasione sprecata di avere una vera statista al posto giusto (checche’ ne dica Travaglio o qualche altro povero di spirito).
    Nel frattempo pero’ ho fatto le valige ed ho lasciato l’Italia. Hopeless.

  19. Mike

    Scusa tanto ma di quale “consenso degli elettori” si sta parlando qui???
    Emma Bonino non gode proprio di nessun consenso!
    Le sue liste hanno sempre preso percentuali irrisorie.
    Quando è stata candidata alla presidenza della Regione Lazio è stata sonoramente bocciata.
    Posso capire che molte persone l’abbiano in simpatia, ma il consenso elettorale è qualcosa di completamente diverso e qualcosa che la Bonino difetta in modo piuttosto pesante.

  20. Luther Blissett

    @Francesco @wiz.loz Sugli OGM no, non sono mai stati testati, sono frutto di leggi imposte da lobby americane tra cui Monsanto (Roundup e’ un derivato dell’Agente Orange usato in Vietnam), l’Europa e’ l’unico posto che ancora resiste, e non devono passare. Prego informatevi sull’argomento.
    Sulla Bonino dite quello che volete, pero’ certo non condivido la scelta. Non ho poi detto che era guerrafondaia, molti erano favorevoli alle varie guerre made in USA, per poi ritrattare, certo non la potete definire pacifista. Poteva pero’ evitare di accusare Gino Strada, che Emergency e’ riconosciuta a livello internazionale come l’unica che ha una rete di ospedali funzionanti in Afghanistain.

  21. Francesco

    @Luther, sono informato. In Europa sono già ampiamente coltivati gli OGM. Vedi la Spagna.
    Le leggi sono state approvate e supportate dai grandi produttori proprio perché essendo molto restrittive tagliano fuori la concorrenza (vedi ricerca pubblica, anche in Italia, bloccata).

    Non esiste ad oggi un solo studio serio che dica che sono pericolosi.
    (e non mi si citi Seralini please)

  22. Lowresolution

    Grazie per chi mi ha risposto. Però sul nome di Rodotà non mi avete convinto. A vedere il curriculum di Rodotà su Wikipedia non mi sembra affatto gli manchi esperienza internazionale e competenza. Inoltre conosce internet e le nuove tecnologie, cosa che non fa male nel 2013.

    In particolare quello che rende interessante Rodotà è l’opportunità politica di un accordo strategico con il M5S e di dare un segnale alla richiesta di cambiamento che arriva dal Paese. In questo momento politicamente serve un chiaro segnale di discontinuità, il PD deve uscire dalla palude in cui l’ha portato il suo segretario. Bersani con Marini ha sbagliato tutto, ma non capisco dove voglia andare con Prodi: rompe sia con il PDL che con il M5S, restando di fatto senza alternative politiche. In questo scenario dopo Prodi si torna di corsa alle elezioni. Mentre con Rodotà c’era la possibilità di un governo PD con appoggio esterno M5S per realizzare i fantomatici 8 punti (che evidentemente ora sono carta straccia per Bersani).
    Arroccarsi su vecchie posizioni e nomi può forse essere una mossa tatticamente utile nel breve, ma il prezzo da pagare nel medio-lungo periodo rischia di essere molto alto per il PD.

  23. Luther Blissett

    @Francesco scusate esco dal tema… io vivo in Spagna e hai ragione, hanno un’enorme produzione di OGM e io non lo sapevo. Mi sono sempre chiesto perche il cibo fa schifo ed eppure e’ un paese mediterraneo… a parte gli scherzi spero che vale ancora la regola che non sono ammessi per alimentazione umana. Hanno anche bambini geneticamente modificati qui in Spagna… In quanto a “studi seri” beh questo e’ “nuovo” http://www.atlantico.fr/decryptage/rats-cancers-ogm-terrifiant-pas-concluant-scientifiquement-sylvie-berthier-487579.html. Un altro studio rivela che i topi diventano sterili dopo la seconda generazione se nutriti ad OGM. Poi ovviamente tutti gli studi “seri” pro-OGM sono finanziati da Monsanto. E non e’ solo questo il problema degli OGM, creano una dipendenza per gli agricoltori dalla ditta fornitrice e molti altri. Penso puoi trovare altro qui. http://it.wikipedia.org/wiki/Dibattito_sugli_OGM Poi esco dalla polemica.

  24. Luther Blissett

    @Lowresolution Sono un po’ di giorni che faccio procrastinating e commento in vari siti. Alla fine, massi’ andrebbe bene anche la Bonino. Pero’ hai ragione tu, il PD dovrebbe votare compatto Rodota’ e fare un accordo di governo con il M5S. Penso sarebbe la simbiosi perfetta e riuscirebbero a far passare leggi che altrimenti non verrebbero mai fatte in Italia. Il M5S non puo’ governare, i 162 eletti con pseudo-parlamentarie sono mediocri. Ma hanno buone idee. Poi del PD ne potrei parlare altrettanto male, ma hanno sempre preparazione e una propensione progressista. Certo non si puo’ dire lo stesso se salta fuori un governo PD-PDL.

  25. giaimeddu

    @lowresolution: il gioco, mi pare chiaro come il sole, è Prodi Presidente che dà l’incarico a Rodotà. Con che faccia i 5 stelle possano dire di no a quel punto è un mistero. Sta in piedi? boh! Anche io penso che il PD avrebbe dovuto sostenere Rodotà, però se ieri hanno proposto Marini, evidentemente qualcuno nel partito avrà spinto per lui (non sarà mica tutta farina del sacco di Bersani dopo che per 2 mesi ha menato il torrone con il cambiamento?) e molto probabilmente quella parte là di Rodotà non vuol sentire parlare.

    Io ho come l’impressione che tu guardi alla soluzione ottimale, ma qua siamo in un evidente equilibrio di Nash. Il candidato migliore per tutti non verrà mai eletto, a meno che non ci si metta a cooperare. La cooperazione unilaterale difficilmente la vedremo.

    Tutto nella mia umilissima opinione, ovviamente.

  26. fp57

    Perche’ Emma Bonino non diventa presidente?
    Vuolsi cosi’ cola’ dove si puote cio’ che si vuole e piu’ non dimandare

  27. marquinho2

    @robertot
    La storia elettorale di Emma Bonino è chiaramente conosciuta. Ha avuto il massimo alle elezioni europee del 1999 con l’8% (più o meno come Di Pietro 10 anni dopo) e non ha mai avuto, neppure lontanamente, exploit simili. Mi pare un po’ azzardato sostenere che per misurare il consenso questa storia non conti nulla ma occorra tener conto solo di sondaggi che” non hanno un valore statistico, si tratta di rilevazioni non basate su un campione elaborato scientificamente”.
    La “stima estesissima”, a mio avviso, altro non è che una percezione errata dovuta al fatto che storicamente i sostenitori radicali sono attivissimi e rumorosissimi oppure al fatto che si frequentano certi ambienti dove le idee della Bonino sono effettivamente molto apprezzate. Ma l’Italia è grande.
    Forse Emma Bonino avrebbe avuto carte da giocare se 10 anni fa si fosse liberata di quella palla al piede chiamata Marco Pannella.

  28. Mike

    @robertot
    Mi sfugge il senso del tuo commento.
    Sei polemico nei miei confronti o mi sai supporto notando appunto che come ho detto io la Bonino non ha mai avuto consenso elettorale (che è ciò a cui io mi riferisco ed è ciò di cui ha parlato Sofri)?

  29. piccoglio

    I risultati delle elezioni sono la massima espressione della volontà popolare, che non può essere ignorata sfacciatamente.
    I sondaggi del corriere hanno lo stesso valore statistico delle previsioni di una cartomante; e i sondaggi veri, abbiamo visto in varie occasioni quale valore politico abbiano.
    Infine, una personalità di spicco che aspira alla presidenza della repubblica, dovrebbe avere il buon senso di non suicidarsi politicamente presentandosi con una lista destinata al fallimento.

  30. Lowresolution

    Anche Prodi è stato bruciato. Al PD resta una cosa sola da fare: eleggere Rodotà, dimissioni immediate di Bersani e della direzione e congresso di rinnovamento totale. E’ finita un’era ed è ora di cambiare tutto.

  31. odus

    “uno) …(omissis)… Bonino non serve a niente e a nessuno, non è di fatto di nessun partito, non offre la soluzione di nessun problema, se non quello del consenso degli elettori, che però in questo momento non è prioritario, come si è visto in più occasioni”.
    Il consenso degli elettori non è mai stato verificato in vere elezioni. Ma ammesso pure che esista, cosa varrebbe se poi. sul piano politico, la Bonino non offre la soluzione di nessun problema?
    “due) invece, quello che può far paura e pesare, è il dissenso degli elettori”.
    Ma, come, al punto uno il consenso degli elettori ed al punto due il dissenso degli stessi?
    “tre) ci sono poi gli ostili sul fronte “cattolico”, e questa volta sono più forti e agguerriti nei partiti che non tra i cittadini.
    E bisogna farsene una ragione. Se no si fa la fine ingloriosa di Bersani che fa i conti senza l’oste. Pur essendo egli di Bettola, che prende il nome da un’antica osteria o bettola.
    Conclusione: meglio scartarla e buttarla nel cestino.
    Ma se così si facesse, che giornalista delle cause perse si sarebbe?

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  33. reta

    bonino è prima nei sondaggi del corriere della sera che per me hanno lo stesso valore delle elezioni grilline. sarebbe stata una candidatura valida ma i piddini devono contentare i cattolici

  34. cinziaopezzi

    io non leggo i commenti, forse ripeto cose dette da altri cercando di aggiungere qualcosa, con la massima cattiveria possibile:
    in piemonte, alla rielezione della bresso, ci sono stati dei problemi, credo, all’interno del pd da parte di donne, esseri umani di sesso femminile, che non sembrano sopportare l’idea di sostenere altre donne che non fanno parte del loro gruppo.
    anche la bresso proviene dai radicali aveva dato buona prova di se al primo quinquiennio, il secondo lo ha perso per casini vari fatti dai sostenitori della lega nord e per un blocco da parte del consiglio di stato quando il controllo delle schede stava confermando il dubbio che l’elezione di cota fosse illegittima.

    ma, prima, durante e dopo non ha aiutato il venticello di astio proveniente dalle suddette, a mio parere e senza uno straccio di prova

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