E le coppiette se ne vanno viaaaa…

Rispondendo a delle garbate domande, in mezzo alle solite risposte, ho sollevato un polverone liberando dalle catacombe le vittime della gastronomia ferrarese:

“Si chiama pane ferrarese, coppia ferrarese per la precisione.

Anch’io per anni, durante le feste comandate, ne ho subito la dittatura.

E ancora non ho capito perchè nessuno si alzasse da tavola e dicesse “cos’è sta roba insapore qui? mica pane, non chiamatelo pane, il pane è un altra cosa”, io ero ragazzino, non osavo, tenevo gli occhi bassi e ingoiavo.

Sulla salama e la sua liturgia non mi esprimo, temo dure complicazioni familiari (ma quanto deve bollire? ma noo son 3 ore, e il purè? e non deve riposare, e si deve satr ferma..).

Per fortuna alla fine c’era sempre la torta ricciolina ( o torta di taglietelle, anche sulla terminologia è pericoloso discettare) o il pampepato (passabile).

Ciao.”

Ciccsoft, Pordenonelegge

Un diverso tipo di onnipervadenza