Ermanno Paccagnini spiega ai lettori del Corriere il libro di Beppe Sebaste:
Sebaste opera insomma una curiosa miscela strutturale tra la linea che dal Manzoni della Colonna infame porta a Sciascia, con quellinterrogarsi sulla scrittura verbalizzatrice dalla funzione intrinsecamente falsificante, e quindi sul valore della testimonialità, e con quella scrittura dal fondo etico e interrogante che mescida (sfiga, anche il refuso, ndb) saggio e racconto nel segno della pietas
Corriere della Sera
(la realtà supera il mio stupore: mi segnala il colto Daniele che esiste il verbo mescidare, dove io avevo immaginato una confusione di lettura tra ol e id, simili nella scrittura; e quindi nel lieve passaggio di Paccagnini cè anche luso di mescida)