Il grande sonno

Il senatore Quagliarello ha scritto una lettera al Corriere della Sera (c’è anche una sua intervista sul Riformista, per i veri appassionati del genere). È quello che l’altroieri ha gridato “Eluana è stata ammazzata” in aula, e che avete visto ritratto nelle gallerie di mostri di questi giorni, insieme ad altri suoi compagni di coalizione urlanti.
La cosa apprezzabile della sua lettera è una capacità di articolare meglio il suo pensiero, pensiero rispettabile e di cui nessuno discute la legittimità. La cosa ulteriormente deludente è l’autoindulgenza, assieme alla pretesa che qualunque manifestazione di sé sia giustificata in quanto tale, persino in parlamento. Quagliarello confonde “il rispetto delle idee” con il modo con cui queste vengono espresse: il suo argomento è il modello di molti che in questi giorni hanno gridato “assassino” al padre di Eluana e hanno chiamato questo “opinione da rispettare”.  E sostenere – come fa Quagliarello – che urlare “Eluana è stata ammazzata” in Senato sia l’espressione di un’idea la dice lunga sugli standard di espressioni e di idee che circolano là dentro.
Alla fine la lettera di Quagliarello serve a raccontarsi di essere sempre nel giusto – persino quando si hanno “comportamenti non razionali” – e a comunicare ai lettori che il senatore ieri ha fatto una buona dormita.