Notizie che non lo erano

Quando è stato arrestato Cristiano Doni, ex giocatore dell’Atalanta, per la nuova inchiesta sulle scommese nel calcio, ai giornali è stato detto che aveva cercato di scappare. Lui, poi, ha detto che si era spaventato dell’arrivo degli agenti a casa, temeva fossero dei ladri, e ha negato di aver mai pensato a fuggire dall’arresto. In effetti è abbastanza poco realistico pensare che uno come Doni immaginasse di sottrarsi ad accuse o carcere preventivo ancora prima di un processo fuggendo non si sa dove con non si sa quali prospettive, come un boss mafioso latitante nascosto in una baracca. Ma al di là di queste valutazioni, è certo che in molte inchieste in cui si compiono arresti spettacolari, precipitosi, magari all’alba, gli inquirenti fanno arrivare ai giornali l’ipotesi che l’accusato stesse fuggendo, trasmettendo così una preventiva impressione di colpevolezza, anche quando l’ipotesi della fuga è del tutto implausibile o non sostenuta da nessuna prova. Una delle molte storture del rapporto tra magistrati dell’accusa e giornali che si occupano di cronache giudiziarie.
L’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori è stato il tema della settimana politica: per giorni ci sono state polemiche violentissime tra i suoi difensori, chi lo vuole ridiscutere, e il governo. Fino a che quest’ultimo ha fatto sapere che il tema non è in discussione. E tutto era nato dal titolo di un’intervista del Corriere della Sera al ministro Elsa Fornero che si era limitata a dire questo, a domanda sull’articolo 18 dell’intervistatore: «non ci sono totem e quindi invito i sindacati a fare discussioni intellettualmente oneste e aperte». Tutto qui.
Ne abbiamo raccontato altri casi in precedenza, ma ormai è un nuovo filone giornalistico: la notizia di uno che non è morto ma in rete qualcuno ha detto che è morto e qualcun altro ci ha creduto, ma non era vero. Cioè, quello per cui in teoria non si scriverebbe un articolo – una notizia che risulta falsa – e invece ci si scrive un articolo per dire che c’è una notizia falsa. Questa settimana è toccato al cantante Jon Bon Jovi, di cui abbiamo letto che non è morto.

Un commento su “Notizie che non lo erano

  1. svagel

    Un suggerimento per le prossime “notizie che non lo erano”: la morte di Cheetah, la scimmia ottantenne del Tarzan di Weissmuller, per cui tutti si stupiscono dell’età. La notizia gira che è una meraviglia sul web, non so chi l’abbia lanciata per primo, e la riprende anche il Corriere (http://www.corriere.it/animali/11_dicembre_28/cita-morta_3fa16d64-3125-11e1-b43c-7e9ccdb19a32.shtml); ma banalmente secondo wikipedia (da prendere con le pinze, ma cita diverse fonti) la scimmia che interpretò Cheetah nei film di Weissmuller è morta nel ’38 a 9 anni e l’attuale scimpanzè aveva in realtà “solo” 51 anni, niente di straordinario quindi.

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