Qui si sono segnalate subito le similitudini letterarie tra il caso Moggi cosiddetto e Tangentopoli. Ma non facciamoci prendere la mano. Adesso pare che abbiano tutti scoperto il garantismo quando si parla di fuorigioco e processi del lunedì. Ricordo che si parla di fuorigioco e processi di lunedì. Ricordo che nessuno è in galera. Ricordo che i disastri e le tragedie provocati dalla conduzione di certe inchieste di Tangentopoli (a parte il disastro della creazione di questo orrendo nome) furono frutto degli eccessi nei confronti degli indagati. Ricordo che li mettevano in galera fino a che quelli non parlavano o fino a che non si suicidavano.
Ora, in assenza di tali eccessi, fermo restando che con le intercettazioni si stanno facendo delle porcate (che non sono giustizialismo, sono scandalismo da tabloid londinese), forse ci vorrebbe un po’ di misura nel gridare alla persecuzione e alla similitudine con Tangentopoli. Un po’ di rispetto per quelli che venivano esibiti in manette, per quelli che il pm andava in vacanza e si ammazzavano, per quelli inseguiti dalle folle di sfaccendati armati di monetine. Non dico che non ci arriveremo – in Italia capita quasi tutto quello che non dovrebbe capitare – ma a oggi Moggi (per esempio) ha dovuto subire solo le dimissioni da capo intrallazzatore per la Juventus e la pubblicazione di telefonate che mostrano i suoi intrallazzi. Intrallazzi, per ottenere degli arbitri giusti in una partita di calcio, ricordo