Sono stato ad ascoltare, nel giro di diciotto ore in due contesti milanesi differenti, le conferenze di Chris Anderson e di Bruce Sterling. Hanno detto cose interessanti e convincenti, ma di questo potete leggere meglio sui blog dei loro esegeti. Questo è un blog di piccola umanità e allora volevo solo limitarmi a sottoporre alla vostra analisi il personaggio che quando si fanno le domande alla fine di una conferenza con interpreti e traduttori simultanei – mi è successo anche presentando Michael Chabon, il mese scorso – si alza, prende il microfono, e fa la sua domanda all’oratore americano, di fronte a un pubblico di duecento italiani: e la fa in inglese. Possibilmente mettendoci parecchi “y’know” in mezzo. Nell’imbarazzo generale