L’eterno imbroglio del quorum

Il modo in cui la questione del quorum viene tirata strumentalmente a ogni referendum è ridicolo e vergognoso per chi la tira. Il quorum è una garanzia, non un ostacolo, per l’applicazione della democrazia. Serve a impedire che pochi decidano per tutti, non a impedire che molti possano decidere. Fino a che crediamo nell’applicazione della democrazia, l’astensione consapevole è sicuramente un diritto (ne scrissi già qui), ma l’obiettivo primario è ottenere che più cittadini possibile possano esprimere la loro volontà. E ogni accorgimento perché ne abbiano l’opportunità e sia loro facilitata la scelta se votare o no, è desiderabile e necessario.

Invece qui ci stiamo inventando che l’opportunità di votare debba essere neutra, non favorita in nessun modo, perché un voto espresso senza impedimenti e sacrifici non avrebbe valore. Ci stiamo inventando una pari dignità tra l’esercizio della democrazia e la sua assenza. Ci stiamo inventando che piuttosto che ottenerne risultati indesiderati, la democrazia sia meglio non applicarla. Ci stiamo inventando che se ogni italiano potesse votare con un SMS sarebbe una cosa molto scorretta, si “falserebbe il risultato”.

L’articolo della Costituzione che sancisce l’esistenza del quorum si limita infatti a dire, a questo proposito:

La proposta soggetta a referendum è approvata se ha partecipato alla votazione la maggioranza degli aventi diritto, e se è raggiunta la maggioranza dei voti validamente espressi.

Tutto qua. Il quorum è arbitro del risultato. Se i sostenitori del no se lo comprano, l’arbitro è venduto.

4 commenti su “L’eterno imbroglio del quorum

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