Il dovere dell’opposizione

La condizione decisamente ingiustificabile di Lucio Stanca – deputato e insieme supermanager dell’Expo di Milano – dopo molte polemiche è stata demolita meritoriamente dal centrosinistra al consiglio comunale di Milano.

In Consiglio, con il voto segreto, il neonato gruppo del Pdl si sfarina. Sono presenti 51 consiglieri, 30 della maggioranza. Ma almeno 10 voti vanno in libera uscita. In 31 sono a favore della mozione, i contrari restano 17, gli astenuti tre. L’unico leghista, Matteo Salvini, è assente. Stanca non può essere costretto a dimettersi da parlamentare. L’effetto politico tuttavia è notevole. «Se dieci consiglieri di maggioranza chiedono le dimissioni di Stanca — attacca Majorino — è un segnale chiarissimo. È uno schiaffone al modo di gestire l’Expo da parte del centrodestra». Facce imbarazzate sui banchi della maggioranza. Giulio Gallera getta acqua sul fuoco: «È un piccolo infortunio — dice — La voce del partito è chiara, altri parlamentari esercitano un secondo mestiere». 

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